SANZIONI e REATI PENALI

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 45160 depositata il 6 novembre 2019 – E’ legittimo il sequestro preventivo delle quote di una società appartenenti a persona estranea al reato, qualora sussista un nesso di strumentalità tra detti beni ed il reato contestato ed il vincolo cautelare sia destinato ad impedire, sia pure in modo mediato e indiretto, la protrazione dell’ipotizzata attività criminosa, ovvero la commissione di altri fatti penalmente rilevanti, attraverso l’utilizzo delle strutture societarie

è legittimo il sequestro preventivo delle quote di una società appartenenti a persona estranea al reato, qualora sussista un nesso di strumentalità tra detti beni ed il reato contestato ed il vincolo cautelare sia destinato ad impedire, sia pure in modo mediato e indiretto, la protrazione dell'ipotizzata attività criminosa, ovvero la commissione di altri fatti penalmente rilevanti, attraverso l'utilizzo delle strutture societarie

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 45949 depositata il 13 novembre 2019 – Misure cautelari ed obbligo di autonoma motivazione del giudice abbia la funzione di assicurare l’effettività del vaglio giurisdizionale con riferimento alle singole posizioni ed alle singole contestazioni, ma non anche l’originalità grafica o linguistica del provvedimento del giudice

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 45949 depositata il 13 novembre 2019 reati tributari - arresti domiciliari - autonoma valutazione del giudice RITENUTO IN FATTO 1. Con ordinanza emessa in data 15 aprile 2019, e depositata il 19 aprile 2019, il Tribunale di Salerno, in accoglimento dell'istanza di riesame presentata nell'interesse di B.R., ha [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 42147 depositata il 15 ottobre 2019 – In tema di cessioni intracomunitarie si può configurare il reato di frode fiscale qualora venga usato illegittimamente, perché privo dei requisiti, il regime di margine. Il sequestro preventivo deve scattare prima sui beni della società e poi su quelli del manager. Anche l’amministratore di fatto della società schermo può essere considerato e punito come l’ideatore dell’affare illecito

In tema di cessioni intracomunitarie si può configurare il reato di frode fiscale qualora venga usato illegittimamente, perché privo dei requisiti, il regime di margine. Il sequestro preventivo deve scattare prima sui beni della società e poi su quelli del manager. Anche l’amministratore di fatto della società schermo può essere considerato e punito come l’ideatore dell’affare illecito

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 42534 depositata il 16 ottobre 2019 – L’integrazione del reato di cui all’art. 10 ter cit., omesso versamento IVA, non è esclusa laddove l’omesso versamento dell’Iva dipenda dal mancato incasso della stessa per altrui inadempimento, salvo non siano provati i motivi che hanno determinato l’emissione della fattura antecedentemente alla ricezione del corrispettivo

L'integrazione del reato di cui all'art. 10 ter cit., omesso versamento IVA, non è esclusa laddove l'omesso versamento dell'Iva dipenda dal mancato incasso della stessa per altrui inadempimento, salvo non siano provati i motivi che hanno determinato l'emissione della fattura antecedentemente alla ricezione del corrispettivo

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 42946 depositata il 18 ottobre 2019 – Quando il sequestro cd. diretto del profitto del reato tributario non è possibile nei confronti della società, non è di conseguenza consentito nei confronti dell’ente collettivo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, salvo che la persona giuridica costituisca uno schermo fittizio

Quando il sequestro cd. diretto del profitto del reato tributario non è possibile nei confronti della società, non è di conseguenza consentito nei confronti dell'ente collettivo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, salvo che la persona giuridica costituisca uno schermo fittizio

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 44737 depositata il 5 novembre 2019 – Il reato di indebita compensazione deve risultare dal modello F24 mediante il quale la stessa è stata realizzata, indicandovi, appunto in compensazione, crediti inesistenti o non spettanti, in difetto del quale non può dirsi sussistente una compensazione

Il reato di indebita compensazione deve risultare dal modello F24 mediante il quale la stessa è stata realizzata, indicandovi, appunto in compensazione, crediti inesistenti o non spettanti, in difetto del quale non può dirsi sussistente una compensazione

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 44515 depositata il 31 ottobre 2019 – Per i reati di omesso versamento la causa di non punibilità scatta solo con l’integrale pagamento del debito da effettuarsi prima dell’apertura del dibattimento – Causa di forza maggiore esclusa se è eseguita una scelta per il pagamento dei debiti

Per i reati di omesso versamento la causa di non punibilità scatta solo con l'integrale pagamento del debito da effettuarsi prima dell'apertura del dibattimento - Causa di forza maggiore esclusa se è eseguita una scelta per il pagamento dei debiti

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