CIVILE – CASSAZIONE

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 novembre 2020, n. 24377 – Nel procedimento disciplinare a carico degli avvocati trovano applicazione, quanto alla procedura, le norme particolari che, per ogni singolo istituto, sono dettate dalla legge professionale e, in mancanza, quelle del codice di procedura civile, mentre le norme del codice di procedura penale si applicano soltanto nelle ipotesi in cui la legge professionale vi faccia espresso rinvio

Nel procedimento disciplinare a carico degli avvocati trovano applicazione, quanto alla procedura, le norme particolari che, per ogni singolo istituto, sono dettate dalla legge professionale e, in mancanza, quelle del codice di procedura civile, mentre le norme del codice di procedura penale si applicano soltanto nelle ipotesi in cui la legge professionale vi faccia espresso rinvio

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 ottobre 2020, n. 22855 – Responsabilità professionale per la non corretta tenuta della contabilità del cliente

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 20 ottobre 2020, n. 22855 Professionisti - Responsabilità professionale - Commercialista - Non corretta tenuta della contabilità del cliente - Accertamento di maggiori imposte e sanzioni - Risarcimento - Legittimità Fatti di causa P.S. S.r.l. ha agito in giudizio nei confronti del commercialista A.P. per ottenere il risarcimento dei danni [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 ottobre 2020, n. 22807 – Giurisdizione del Giudice amministrativo per il risarcimento dei danni conseguenti alla mancata istituzione della previdenza complementare

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 20 ottobre 2020, n. 22807 Pubbliche Amministrazioni - Trattamento pensionistico - Sistema retributivo - Risarcimento dei danni conseguenti alla mancata istituzione della previdenza complementare - Giurisdizione del Giudice amministrativo Fatti di causa 1.- M.A.C., militare in servizio presso il Comando provinciale della Guardia di Finanza dell'Aquila, insieme ad altri lavoratori [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 ottobre 2020, n. 22428 – Competenza del Giudice di Pace per la violazione inerente il superamento del periodo di guida giornaliera consentita tra i periodi di riposo giornalieri

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 16 ottobre 2020, n. 22428 Conducente di automezzo - Superamento del periodo di guida giornaliera consentita tra i periodi di riposo giornalieri - Regolamento di competenza - Competenza del Giudice di Pace - Superamento previsto e punito come illecito amministrativo Motivi in fatto e diritto 1. Con ordinanza n. 608 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 ottobre 2020, n. 21868 – L’ordinamento interno e l’amministrazione delle associazioni non riconosciute sono regolati dagli accordi tra gli associati, i quali hanno la facoltà di attribuire all’associazione la legittimazione a stipulare contratti e acquisire la titolarità di rapporti poi delegati ai singoli aderenti e da essi personalmente curati, così che laddove gli associati abbiano deciso per tale soluzione, sussiste la legittimazione dello studio professionale associato rispetto ai crediti per le prestazioni svolte dai singoli professionisti a favore del cliente che ha conferito l’incarico, salvo ove si tratti di prestazioni per l’espletamento delle quali la legge richiede particolari titoli di abilitazione

L'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute sono regolati dagli accordi tra gli associati, i quali hanno la facoltà di attribuire all'associazione la legittimazione a stipulare contratti e acquisire la titolarità di rapporti poi delegati ai singoli aderenti e da essi personalmente curati, così che laddove gli associati abbiano deciso per tale soluzione, sussiste la legittimazione dello studio professionale associato rispetto ai crediti per le prestazioni svolte dai singoli professionisti a favore del cliente che ha conferito l'incarico, salvo ove si tratti di prestazioni per l'espletamento delle quali la legge richiede particolari titoli di abilitazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 settembre 2020, n. 20479 – Si trasferiscono ai soci, della società estinta, in regime di con titolarità o di comunione indivisa, i diritti ed i beni non compresi nel bilancio di liquidazione della Società estinta, ma non anche le mere pretese, ancorchè azionate o azionabili in giudizio né diritti di credito ancora incerti o illiquidi la cui inclusione in detto bilancio avrebbe richiesto un’attività ulteriore, giudiziale o extragiudiziale, il cui mancato espletamento da parte del liquidatore consente di ritenere che la società vi abbia rinunciato

Si trasferiscono ai soci, della società estinta, in regime di con titolarità o di comunione indivisa, i diritti ed i beni non compresi nel bilancio di liquidazione della Società estinta, ma non anche le mere pretese, ancorchè azionate o azionabili in giudizio né diritti di credito ancora incerti o illiquidi la cui inclusione in detto bilancio avrebbe richiesto un'attività ulteriore, giudiziale o extragiudiziale, il cui mancato espletamento da parte del liquidatore consente di ritenere che la società vi abbia rinunciato

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 settembre 2020, n. 19980 – Alla liquidazione delle spese, secondo la regola della soccombenza, si applicano i nuovi parametri, cui devono essere commisurati i compensi dei professionisti ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del decreto, che detti parametri abbia rideterminato, e si riferisca al compenso spettante al professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale

Alla liquidazione delle spese, secondo la regola della soccombenza, si applicano i nuovi parametri, cui devono essere commisurati i compensi dei professionisti ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del decreto, che detti parametri abbia rideterminato, e si riferisca al compenso spettante al professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 settembre 2020, n. 18288 – In tema di illeciti amministrativi di cui al codice della privacy, il dies a quo per il computo del termine di novanta giorni per la notificazione del verbale di contestazione decorre dall’accertamento della violazione, che non coincide con la generica e approssimativa percezione del fatto e con l’acquisizione della documentazione ad esso relativa, ma richiede l’elaborazione dei dati così ottenuti al fine di individuare gli elementi costitutivi delle eventuali violazioni

In tema di illeciti amministrativi di cui al codice della privacy, il dies a quo per il computo del termine di novanta giorni per la notificazione del verbale di contestazione decorre dall'accertamento della violazione, che non coincide con la generica e approssimativa percezione del fatto e con l'acquisizione della documentazione ad esso relativa, ma richiede l'elaborazione dei dati così ottenuti al fine di individuare gli elementi costitutivi delle eventuali violazioni

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