CIVILE – CASSAZIONE

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 ottobre 2018, n. 26248 – Il valore indeterminabile, ai fini dell’applicazione delle relative tariffe per la liquidazione dell’onorario spettante all’avvocato, si deve intendere in senso obiettivo

il valore indeterminabile, ai fini dell'applicazione delle relative tariffe per la liquidazione dell'onorario spettante all'avvocato, si deve intendere in senso obiettivo, ovvero quale conseguenza di un'intrinseca inidoneità della pretesa ad essere tradotta in termini pecuniari e può ravvisarsi laddove gli elementi di valutazione della pretesa difettino di concreti ed attendibili elementi per la stima, precostituiti e disponibili fin dall'introduzione del giudizio (Cass. n. 5901 del 2004; 14586 del 2005; 6414 del 2007)

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 ottobre 2018, n. 25544 – Il diritto all’indennità sorge con la cessazione del rapporto di agenzia unitamente alle condizioni previste dal comma 1° art. 1751 c.c.

Il fatto costitutivo del diritto all'indennità è la cessazione del rapporto prevista dal primo comma dell'art. 1751 cod. civ. unitamente alle condizioni previste dalle successive due articolazioni dello stesso comma, che devono ricorrere, a seguito della modifica attuata dall'art. 5 del d.lgs. n. 65/1999, in via cumulativa (Cass. n. 4708/2011; Cass. n. 20047/2016). L'agente è, quindi, tenuto a provare di avere procurato nuovi clienti o di avere sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti, nonché il vantaggio che il preponente continua a trarre dall'attività di promozione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 ottobre 2018, n. 25054 – In materia di onorari di avvocato deve ritenersi valida la convenzione tra professionista e cliente, che stabilisce la misura degli stessi in misura superiore al massimo tariffario

In tema di compensi spettanti ai prestatori d'opera intellettuale, l'art. 2233 c.c. pone una gerarchia di carattere preferenziale, indicando in primo luogo l'accordo delle parti ed in via soltanto subordinata le tariffe professionali, ovvero gli usi: le pattuizioni tra le parti risultano dunque preminenti su ogni altro criterio di liquidazione (Cass. 6732/2000) ed il compenso va determinato in base alla tariffa ed adeguato all'importanza dell'opera soltanto in mancanza di convenzione. In particolare, in materia di onorari di avvocato deve ritenersi valida la convenzione tra professionista e cliente, che stabilisce la misura degli stessi in misura superiore al massimo tariffario (Cass. 7051/1990), vigendo il principio di ammissibilità e validità di convenzioni aventi ad oggetto i compensi dovuti dai clienti agli avvocati, anche con previsione di misure eccedenti quelle previste dalle tariffe forensi (Cass. Ss.Uu. 103/1999).

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 ottobre 2018, n. 25738 – Ricorso inammissibile per la mancata compiuta indicazione delle allegazioni contenute nel ricorso introduttivo e nella memoria di costituzione della parte convenuta – Indennità di risoluzione contrattuale nella misura massima

Ricorso inammissibile per la mancata compiuta indicazione delle allegazioni contenute nel ricorso introduttivo e nella memoria di costituzione della parte convenuta - Indennità di risoluzione contrattuale nella misura massima

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 ottobre 2018, n. 24853 – L’appello successivo al verificarsi della cancellazione deve provenire (o essere indirizzato) dai soci (o nei confronti dei soci) succeduti alla società estinta, a pena di inammissibilità

«la cancellazione volontaria dal Registro delle imprese di una società, a partire dal momento in cui si verifica l'estinzione della società medesima impedisce che essa possa ammissibilmente agire o essere convenuta in giudizio. Se l'estinzione della società cancellata dal registro delle imprese intervenga in un giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo del processo, disciplinato dagli artt. 299 ss cpc, con possibile successiva eventuale prosecuzione o riassunzione del medesimo giudizio da parte o nei confronti dei soci.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 ottobre 2018, n. 24357 – In tema di interposizione nelle prestazioni di lavoro, l’utilizzazione, da parte dell’appaltatore, di macchine ed attrezzature fornite dall’appaltante dà luogo ad una presunzione legale assoluta di sussistenza della fattispecie vietata dalla legge n. 1369/1960 solo quando detto conferimento di mezzi sia di rilevanza tale da rendere del tutto marginale ed accessorio l’apporto dell’appaltatore

in tema di interposizione nelle prestazioni di lavoro, l'utilizzazione, da parte dell'appaltatore, di macchine ed attrezzature fornite dall'appaltante dà luogo ad una presunzione legale assoluta di sussistenza della fattispecie vietata dalla legge n. 1369/1960 solo quando detto conferimento di mezzi sia di rilevanza tale da rendere del tutto marginale ed accessorio l'apporto dell'appaltatore; la sussistenza o meno della modestia dell'apporto va accertata in concreto, e il relativo apprezzamento costituisce valutazione di fatto, incensurabile in sede di legittimità se logicamente e correttamente motivata (v. Cass. 26 aprile 2003, n. 6579; Cass. 13 febbraio 2004, n. 2852; Cass. 24 febbraio 2006, n. 4181; Cass. 15 gennaio 2008, n. 657; Cass. 15 luglio 2009, n. 16588);

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 settembre 2018, n. 23320 – Revoca del finanziamento comunitario per inosservanza del progetto approvato o degli obblighi inerenti al trattamento dei lavoratori subordinati

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 settembre 2018, n. 23320 Aziende agricole - Aiuti comunitari - Revoca - Possesso dei requisiti prescritti dal bando - Inosservanza del progetto approvato o degli obblighi inerenti al trattamento dei lavoratori subordinati Fatti di causa 1. M.L., titolare di un'azienda agricola e beneficiario di finanziamenti nell'ambito della misura 311 [...]

Torna in cima