PROCEDURE CONCORSUALI e SOCIETA’ – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 maggio 2021, n. 13221 – La mancata iscrizione della causa di cessazione è inopponibile alla società ma non al dimissionario il quale giammai potrebbe rispondere di fatti o illeciti commessi in epoca successiva alle sue dimissioni, ancorché appunto non iscritte nel registro delle imprese

La mancata iscrizione della causa di cessazione è inopponibile alla società ma non al dimissionario il quale giammai potrebbe rispondere di fatti o illeciti commessi in epoca successiva alle sue dimissioni, ancorché appunto non iscritte nel registro delle imprese

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 maggio 2021, n. 13540 – In caso di sottoposizione ad amministrazione straordinaria della società datrice di lavoro, deve distinguersi tra domande del lavoratore che mirano a pronunce di mero accertamento oppure costitutive e domande dirette alla condanna al pagamento di somme di denaro

In caso di sottoposizione ad amministrazione straordinaria della società datrice di lavoro, deve distinguersi tra domande del lavoratore che mirano a pronunce di mero accertamento oppure costitutive e domande dirette alla condanna al pagamento di somme di denaro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 maggio 2021, n. 12735 – L’insinuazione al passivo dei crediti sorti nel corso della procedura fallimentare non è soggetta al termine di decadenza previsto dall’art. 101, comma 1 e 4 legge fall.

L'insinuazione al passivo dei crediti sorti nel corso della procedura fallimentare non è soggetta al termine di decadenza previsto dall'art. 101, comma 1 e 4 legge fall. La produzione in giudizio di una lettera raccomandata, anche in mancanza dell'avviso di ricevimento, costituisce prova certa della spedizione

Corte di Cassazione, ordinanza n. 25980 depositata il 17 ottobre 2018 – E’ esclusa l’estensione della responsabilità all’amministratore cessato – che è in ogni caso per fatto proprio, anche quando consista in omessa vigilanza (culpa in vigilando) – a comportamenti messi in atto da altri amministratori in epoca successiva, sol perché la società, attraverso il competente organo – e non l’amministratore dimissionario – abbia omesso di adempiere agli obblighi di pubblicità. Sul punto, è appena il caso di notare che la legge non impone alcuna prescrizione all’amministratore cessante

E' esclusa l'estensione della responsabilità all'amministratore cessato - che è in ogni caso per fatto proprio, anche quando consista in omessa vigilanza (culpa in vigilando) - a comportamenti messi in atto da altri amministratori in epoca successiva, sol perché la società, attraverso il competente organo - e non l'amministratore dimissionario - abbia omesso di adempiere agli obblighi di pubblicità. Sul punto, è appena il caso di notare che la legge non impone alcuna prescrizione all'amministratore cessante

Usura: disciplina antiusura ed interessi moratori

USURA: considerazione in seguito ai principi di diritto statuiti dalla Cassazione a SS.UU. di Bonaventura Franchino * La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con la sentenza n. 19597 depositata il 18 settembre 2020 chiamata a dirimere la controversa ed annosa questione se comprendere nel calcolo del tasso di usura anche gli interessi di mora. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 aprile 2021, n. 11111 – Le scritture private prive di data certa sono inopponibili ai soggetti, come il curatore del fallimento, estraneo al rapporto giuridico di cui esse costituiscono prova scritta, ove, in relazione alla loro data, si vogliano conseguire effetti negoziali propri della convenzione

Le scritture private prive di data certa sono inopponibili ai soggetti, come il curatore del fallimento, estraneo al rapporto giuridico di cui esse costituiscono prova scritta, ove, in relazione alla loro data, si vogliano conseguire effetti negoziali propri della convenzione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 aprile 2021, n. 9464 – Principio del raggiungimento dello scopo, giusta l’art. 156 cod. proc. civ. – La liquidazione giudiziale del compenso spettante ad un avvocato, da effettuarsi alla stregua dei parametri sanciti dal d.m. n. 140 del 2012 ed in relazione all’attività professionale da lui svolta, nell’interesse del proprio cliente, in una controversia di valore superiore ad euro 1.500.000,00, postula che l’operato del giudice consenta di individuare le modalità di determinazione del concreto importo originario

Principio del raggiungimento dello scopo, giusta l'art. 156 cod. proc. civ. - La liquidazione giudiziale del compenso spettante ad un avvocato, da effettuarsi alla stregua dei parametri sanciti dal d.m. n. 140 del 2012 ed in relazione all'attività professionale da lui svolta, nell'interesse del proprio cliente, in una controversia di valore superiore ad euro 1.500.000,00, postula che l'operato del giudice consenta di individuare le modalità di determinazione del concreto importo originario

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 marzo 2021, n. 7600 – Il principio di accessorietà della garanzia comporta il venir meno della relativa obbligazione tutte le volte in cui l’obbligazione principale sia estinta, ma non esclude la possibilità della sua rinnovata vigenza, allorché dopo l’estinzione il debito principale ritorni ad esistenza in virtù di fatti sopravvenuti, e non comporta pertanto l’invalidità della clausola contenuta in una fideiussione, la quale preveda la reviviscenza della garanzia in caso di revoca del pagamento del debito principale ai sensi dell’art. 67 della legge fall.

Il principio di accessorietà della garanzia comporta il venir meno della relativa obbligazione tutte le volte in cui l'obbligazione principale sia estinta, ma non esclude la possibilità della sua rinnovata vigenza, allorché dopo l'estinzione il debito principale ritorni ad esistenza in virtù di fatti sopravvenuti, e non comporta pertanto l'invalidità della clausola contenuta in una fideiussione, la quale preveda la reviviscenza della garanzia in caso di revoca del pagamento del debito principale ai sensi dell'art. 67 della legge fall.

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