PROCEDURE CONCORSUALI e SOCIETA’ – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 novembre 2018, n. 30534 – Il decreto di rigetto del reclamo avverso il provvedimento del giudice delegato che ha dichiarato inammissibile la proposta di accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento è privo dei caratteri della decisorietà e definitività

il decreto di rigetto del reclamo avverso il provvedimento del giudice delegato che ha dichiarato inammissibile la proposta di accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento è privo dei caratteri della decisorietà e definitività

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 novembre 2018, n. 30560 – Valutazione probatoria dell’estratto conto contributivo

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 26 novembre 2018, n. 30560 Fallimento - Estratto conto contributivo - Valutazione probatoria - Acquisibilità delle buste paga emesse dalla società fallita Rilevato che con decreto del 21 marzo 2014, il Tribunale di Napoli rigettava l'opposizione proposta, ai sensi degli artt. 101 e 98 l. fall., da B.O. avverso l'esclusione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 novembre 2018, n. 29789 – Procedura fallimentare prova del rapporto di lavoro e della mancata corresponsione di alcune mensilità di retribuzione

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 19 novembre 2018, n. 29789 Rapporto di lavoro - Mancata corresponsione di alcune mensilità di retribuzione - Procedura fallimentare Rilevato che con decreto del 21 marzo 2014, il Tribunale di Napoli rigettava l'opposizione proposta, ai sensi degli artt. 101 e 98 l. fall., da A.O. avverso l'esclusione dallo stato passivo [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 novembre 2018, n. 28094 – La dichiarazione rilasciata dal soggetto poi fallito non può comunque assumere, nell’ambito dei giudizi relativi allo stato passivo, l’efficacia della confessione stragiudiziale di cui all’art. 2735 cod. civ., posto che il curatore «rappresenta la massa dei creditori e non il fallito»

la dichiarazione rilasciata dal soggetto poi fallito non può comunque assumere, nell'ambito dei giudizi relativi allo stato passivo, l'efficacia della confessione stragiudiziale di cui all'art. 2735 cod. civ., posto che il curatore «rappresenta la massa dei creditori e non il fallito»

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 novembre 2018, n. 28148 – Diritto ad una speciale remunerazione dell’amministratore della società a cui è demandato lo svolgimento di attività estranee al rapporto di amministrazione

l'amministratore di società cui sia demandato lo svolgimento di attività estranee al rapporto di amministrazione ha per queste diritto (ai sensi dell'art. 2389 cod. civ.) ad una speciale remunerazione sempre che tali prestazioni siano effettuate in ragione di particolari cariche che allo stesso siano state conferite e che esulino dal normale rapporto di amministrazione, ossia dal potere di gestione della società, il cui limite deve individuarsi nell'oggetto sociale, talché rientrano tra le prestazioni tipiche dell'amministratore tutte quelle che siano inerenti all'esercizio dell'impresa, senza che rilevi (salvo che sia diversamente previsto dall'atto costitutivo o dallo statuto) la distinzione tra atti di amministrazione straordinaria ed ordinaria

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 ottobre 2018, n. 26021 – L’ammissione al passivo della domanda del lavoratore non esclude che, almeno rispetto all’an della autonoma prestazione previdenziale, l’I.N.P.S. possa contestare la ricorrenza dei presupposti del diritto di credito lavoristico alla tutela del quale è preposto il Fondo di Garanzia

recentemente maturato l'orientamento, qui da applicare, secondo cui l'ammissione al passivo della domanda del lavoratore non esclude che, almeno rispetto all'an della autonoma prestazione previdenziale, l'I.N.P.S. possa contestare la ricorrenza dei presupposti del diritto di credito lavoristico alla tutela del quale è preposto il Fondo di Garanzia

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 ottobre 2018, n. 24028 – La legittimazione processuale del fallito per i rapporti patrimoniali compresi nel fallimento può eccezionalmente riconoscersi soltanto nel caso di disinteresse o inerzia degli organi preposti al fallimento e non anche quando detti organi si siano concretamente attivati e abbiano ritenuto non conveniente intraprendere o proseguire la controversia

«la legittimazione processuale del fallito per i rapporti patrimoniali compresi nel fallimento può eccezionalmente riconoscersi soltanto nel caso di disinteresse o inerzia degli organi preposti al fallimento e non anche quando detti organi si siano concretamente attivati e abbiano ritenuto non conveniente intraprendere o proseguire la controversia. Da ciò consegue che non può riconoscersi la legittimazione del fallito ad impugnare una decisione emessa nei confronti del curatore del fallimento, poiché in queste evenienze non è ravvisabile disinteresse degli organi fallimentari, conseguendo la mancata impugnazione ad una valutazione di opportunità o convenienza. In questi casi l'inammissibilità dell'impugnazione può essere eccepita dalla controparte o rilevata d'ufficio

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