PROCEDURE CONCORSUALI e SOCIETA’ – GIURISPRUDENZA

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21219 depositata il 13 settembre 2017 – La riapertura del fallimento costituisce un fenomeno di reviviscenza, ovvero di prosecuzione nel segno dell’unitarietà, della procedura originaria, atteso che la riapertura prescinde dall’accertamento dell’attuale sussistenza dei presupposti del fallimento, senza che in proposito rilevi la dimensione temporale stabilita dall’art. 10 l. fall., e il debito assunto dal fallito in costanza della fase iniziale del suo fallimento rimane inefficace

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21219 depositata il 13 settembre 2017 FALLIMENTO - CESSAZIONE - CHIUSURA DEL FALLIMENTO - RIAPERTURA DEL FALLIMENTO - INSTAURAZIONE DI UN NUOVO PROCEDIMENTO CONCORSUALE - ESCLUSIONE - PROSECUZIONE E REVIVISCENZA DELLA PROCEDURA ORIGINARIA - CONFIGURABILITA' - FONDAMENTO - CONSEGUENZE RISPETTO AI CREDITORI FATTI DI CAUSA I Fallimenti della s.n.c. (omissis) [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21216 depositata il 13 settembre 2017 – Nella liquidazione coatta amministrativa l’ammissione al passivo la natura amministrativa del procedimento attribuisce allo stato passivo formato dal commissario liquidatore, con il deposito in cancelleria, una funzione di pubblicità che segna il momento a partire dal quale può aprirsi una fase giurisdizionale in caso di proposizione di uno dei ricorsi ex art. 209 l. fall.

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21216 depositata il 13 settembre 2017 FALLIMENTO - LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA - LIQUIDAZIONE - FORMAZIONE DELLO STATO PASSIVO - DOMANDA DI AMMISSIONE AL PASSIVO DELLA LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA - NATURA E FUNZIONE - CONSEGUENZE - PROCURA A MARGINE - IDONEITA' ALLA PROPOSIZIONE DELL’OPPOSIZIONE ALLO STATO PASSIVO - ART. 83 C.P.C. [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21213 depositata il 13 settembre 2017 – Nel fallimento per i preesistente rapporti di “leasing”, in caso di scioglimento del contratto ad opera del curatore, quanto ai canoni scaduti e non pagati il concedente, insinuandosi al passivo per la verifica dei crediti, può soddisfarsi in sede fallimentare

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21213 depositata il 13 settembre 2017 FALLIMENTO - EFFETTI SUI RAPPORTI PREESISTENTI - CONTRATTO DI "LEASING" - FALLIMENTO DELL'UTILIZZATORE - OPZIONE DEL CURATORE PER LO SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO - EFFETTI - CREDITO DEL CONCEDENTE PER I CANONI SCADUTI ALLA DATA DEL FALLIMENTO - AMMISSIONE AL PASSIVO - SUSSISTENZA - CANONI [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21204 depositata il 13 settembre 2017 – Le domande proposte dal lavoratore, una volta intervenuto il fallimento del datore di lavoro, per veder riconoscere il proprio credito e il relativo grado di prelazione, devono essere introdotte nelle forme dell’insinuazione nello stato passivo, pertanto non dinanzi al giudice del lavoro, bensì dinanzi al Tribunale fallimentare, il cui accertamento è l’unico titolo idoneo per l’ammissione allo stato passivo e per il riconoscimento di eventuali diritti di prelazione

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21204 depositata il 13 settembre 2017 FALLIMENTO - EFFETTI PER I CREDITORI - CREDITI DI LAVORO - FALLIMENTO DEL DATORE DI LAVORO - CREDITO DEL LAVORATORE - PROPOSIZIONE DELLA DOMANDA INNANZI AL TRIBUNALE FALLIMENTARE - INSINUAZIONE ALLO STATO PASSIVO - NECESSITA' - FONDAMENTO FATTI DI CAUSA Il Fallimento (omissis) spa [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21482 depositata il 15 settembre 2017 – In tema di opposizione allo stato passivo, il credito del procuratore antistatario gode del privilegio previsto dall’art. 2751 bis n. 2 c.c. solo allorché l’attività professionale sia stata svolta per conto ed a favore del fallito e non anche quando il credito, pur se opponibile al fallimento, nasca da un’attività posta in essere per conto di un soggetto differente

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21482 depositata il 15 settembre 2017 FALLIMENTO - ACCERTAMENTO DEL PASSIVO - CREDITO DEL PROCURATORE ANTISTATARIO - NATURA PRIVILEGIATA NEL FALLIMENTO DELLA CONTROPARTE SOCCOMBENTE - ESCLUSIONE - FONDAMENTO RILEVATO IN FATTO che: con sentenza n. 291 del 2010 la Corte di Appello di Cagliari, in accoglimento dell'appello proposto dagli avv. [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21459 depositata il 15 settembre 2017 – In tema di ammissione al passivo del credito per interessi, l’estensione a tale credito del diritto di prelazione accordato dalla legge a quello per capitale, ex art. 54, comma 3, l. fall., non comporta la sottrazione degli accessori alla necessità di una specifica domanda, ai fini della quale occorre l’indicazione di tutti gli elementi necessari per il calcolo degli interessi, e quindi almeno la data di scadenza del credito e il tasso applicabile, onde consentire di verificare l’esatta determinazione dell’importo richiesto

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21459 depositata il 15 settembre 2017 FALLIMENTO - ACCERTAMENTO DEL PASSIVO - AMMISSIONE AL PASSIVO - CREDITO IN VIA PRIVILEGIATA - INTERESSI SUL CREDITO - DIRITTO DI PRELAZIONE - ESTENSIONE AGLI ACCESSORI - SPECIFICA DOMANDA - NECESSITA' - FONDAMENTO - FATTISPECIE FATTI DI CAUSA 1. Con decreto del 22 luglio [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21837 depositata il 20 settembre 2017 – Il legale rappresentante della società fallita, a differenza di quest’ultima, non è legittimato a proporre reclamo ex art. 26 l. fall. avverso il provvedimento del giudice delegato che abbia negato la sospensione della vendita coattiva dei beni sociali, in quanto egli non vanta alcun reale diritto su quei beni, essendo perciò titolare non del necessario interesse ex art. 100 c.p.c., bensì di un mero interesse di fatto alla conservazione del patrimonio sociale

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21837 depositata il 20 settembre 2017 FALLIMENTO - ORGANI PREPOSTI AL FALLIMENTO - GIUDICE DELEGATO - PROVVEDIMENTI - RECLAMI - INTERESSE EX ART. 100 C.P.C. - NECESSITA' - SUSSISTENZA - FALLIMENTO DI SOCIETA' DI CAPITALI - PROVVEDIMENTI SULLA LIQUIDAZIONE DEI BENI SOCIALI - SOSPENSIONE DELLA VENDITA - LEGITTIMAZIONE DEL LEGALE [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21826 depositata il 20 settembre 2017 – Il provvedimento camerale ex art. 26 l. fall., con cui il tribunale rigetta il reclamo contro il decreto del giudice delegato relativo alla liquidazione del compenso al difensore, per l’assistenza in giudizio prestata alla curatela fallimentare, è ricorribile in cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost., siccome definitivo ed incidente su diritto soggettivo

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21826 depositata il 20 settembre 2017 FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - FALLIMENTO - ORGANI PREPOSTI AL FALLIMENTO - GIUDICE DELEGATO - PROVVEDIMENTI - IN GENERE PROVVEDIMENTO SUL COMPENSO AL DIFENSORE DELLA CURATELA - RICORSO STRAORDINARIO PER CASSAZIONE - AMMISSIBILITA' - FONDAMENTO FATTI DI CAUSA 1. Con decreto del 14 [...]

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