PROCEDURE CONCORSUALI e SOCIETA’ – GIURISPRUDENZA

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21482 depositata il 15 settembre 2017 – In tema di opposizione allo stato passivo, il credito del procuratore antistatario gode del privilegio previsto dall’art. 2751 bis n. 2 c.c. solo allorché l’attività professionale sia stata svolta per conto ed a favore del fallito e non anche quando il credito, pur se opponibile al fallimento, nasca da un’attività posta in essere per conto di un soggetto differente

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21482 depositata il 15 settembre 2017 FALLIMENTO - ACCERTAMENTO DEL PASSIVO - CREDITO DEL PROCURATORE ANTISTATARIO - NATURA PRIVILEGIATA NEL FALLIMENTO DELLA CONTROPARTE SOCCOMBENTE - ESCLUSIONE - FONDAMENTO RILEVATO IN FATTO che: con sentenza n. 291 del 2010 la Corte di Appello di Cagliari, in accoglimento dell'appello proposto dagli avv. [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21459 depositata il 15 settembre 2017 – In tema di ammissione al passivo del credito per interessi, l’estensione a tale credito del diritto di prelazione accordato dalla legge a quello per capitale, ex art. 54, comma 3, l. fall., non comporta la sottrazione degli accessori alla necessità di una specifica domanda, ai fini della quale occorre l’indicazione di tutti gli elementi necessari per il calcolo degli interessi, e quindi almeno la data di scadenza del credito e il tasso applicabile, onde consentire di verificare l’esatta determinazione dell’importo richiesto

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21459 depositata il 15 settembre 2017 FALLIMENTO - ACCERTAMENTO DEL PASSIVO - AMMISSIONE AL PASSIVO - CREDITO IN VIA PRIVILEGIATA - INTERESSI SUL CREDITO - DIRITTO DI PRELAZIONE - ESTENSIONE AGLI ACCESSORI - SPECIFICA DOMANDA - NECESSITA' - FONDAMENTO - FATTISPECIE FATTI DI CAUSA 1. Con decreto del 22 luglio [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21837 depositata il 20 settembre 2017 – Il legale rappresentante della società fallita, a differenza di quest’ultima, non è legittimato a proporre reclamo ex art. 26 l. fall. avverso il provvedimento del giudice delegato che abbia negato la sospensione della vendita coattiva dei beni sociali, in quanto egli non vanta alcun reale diritto su quei beni, essendo perciò titolare non del necessario interesse ex art. 100 c.p.c., bensì di un mero interesse di fatto alla conservazione del patrimonio sociale

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21837 depositata il 20 settembre 2017 FALLIMENTO - ORGANI PREPOSTI AL FALLIMENTO - GIUDICE DELEGATO - PROVVEDIMENTI - RECLAMI - INTERESSE EX ART. 100 C.P.C. - NECESSITA' - SUSSISTENZA - FALLIMENTO DI SOCIETA' DI CAPITALI - PROVVEDIMENTI SULLA LIQUIDAZIONE DEI BENI SOCIALI - SOSPENSIONE DELLA VENDITA - LEGITTIMAZIONE DEL LEGALE [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21826 depositata il 20 settembre 2017 – Il provvedimento camerale ex art. 26 l. fall., con cui il tribunale rigetta il reclamo contro il decreto del giudice delegato relativo alla liquidazione del compenso al difensore, per l’assistenza in giudizio prestata alla curatela fallimentare, è ricorribile in cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost., siccome definitivo ed incidente su diritto soggettivo

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21826 depositata il 20 settembre 2017 FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - FALLIMENTO - ORGANI PREPOSTI AL FALLIMENTO - GIUDICE DELEGATO - PROVVEDIMENTI - IN GENERE PROVVEDIMENTO SUL COMPENSO AL DIFENSORE DELLA CURATELA - RICORSO STRAORDINARIO PER CASSAZIONE - AMMISSIBILITA' - FONDAMENTO FATTI DI CAUSA 1. Con decreto del 14 [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 14518 depositata il 15 luglio 2016 – La domanda di concordato preventivo proposta dal debitore quando sia già pendente, a suo carico, un procedimento prefallimentare innanzi ad un diverso ufficio giudiziario competente a deciderlo, spetta alla cognizione di quest’ultimo, atteso che tra la prima e l’istanza o la richiesta di fallimento ricorre, in quanto iniziative tra loro incompatibili ma dirette a regolare la stessa situazione di crisi, un rapporto di continenza per specularità, sicché trovano applicazione le disposizioni dettate dall’art. 39, comma 2, c.p.c., non stabilendo, peraltro, l’art. 161 l.fall. l’inderogabilità della competenza territoriale ivi prevista per la domanda suddetta

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 14518 depositata il 15 luglio 2016 FALLIMENTO - CONCORDATO PREVENTIVO - DOMANDA DI CONCORDATO PREVENTIVO - PENDENZA, INNANZI A DIVERSO UFFICIO GIUDIZIARIO COMPETENTE A DECIDERLO, DI PROCEDIMENTO PREFALLIMENTARE IN DANNO DEL DEBITORE - RAPPORTO DI CONTINENZA - CONFIGURABILITÀ - CONSEGUENZE - ART. 39, COMMA 2, C.P.C. - APPLICABILITÀ - COMPETENZA [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 14536 depositata il 15 luglio 2016 – Il compenso degli amministratori giudiziari officiati ex art. 15, comma 8, l.fall. è prededucibile nel conseguente fallimento, ed il relativo credito va insinuato al passivo attraverso le forme previste, per l’accertamento di quest’ultimo, dagli artt. 93 e ss. l.fall., non potendo essere adottata la procedura semplificata prevista per i crediti dei professionisti nominati ex art. 25 l.fall.

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 14536 depositata il 15 luglio 2016 FALLIMENTO - ACCERTAMENTO DEL PASSIVO - AMMINISTRATORI GIUDIZIARI NOMINATI EX ART. 15, COMMA 8, L.FALL. - COMPENSO - PREDEDUCIBILITÀ - SUSSISTENZA - LIQUIDAZIONE IN SEDE DI ACCERTAMENTO DEL PASSIVO - NECESSITÀ - PROCEDIMENTO EX ARTT. 26 E 111 BIS L.FALL. - INAPPLICABILITÀ IL PROCESSO [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 14615 depositata il 15 luglio 2016 – L’art. 56 della L. Fall., prevede espressamente che: “I creditori hanno diritto di compensare coi loro debiti verso fallito i crediti che essi vantano verso lo stesso, ancorchè non scaduti prima della dichiarazione di fallimento”, norma la cui “ratio” è l’esigenza “di evitare che il debitore del fallimento, che bene abbia corrisposto il credito di questo, sia poi esposto al rischio di realizzare a sua volta un proprio credito in moneta fallimentare” e la cui unica condizione di efficacia è ritenuta “l’anteriorità rispetto al fallimento del fatto genetico della situazione giuridica estintiva delle obbligazioni contrapposte”

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 14615 depositata il 15 luglio 2016 TRIBUTI - IVA - FALLIMENTO - RIMBORSO DEL CREDITO D’IMPOSTA - CONTROCREDITO DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA - COMPENSAZIONE - LIMITI - CONDIZIONI La CTR di Napoli, rigettando l’appello dell’Agenzia - appello proposto contro la sentenza n. 302/14/2012 della CTP di Caserta che aveva già accolto il [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 14179 depositata il 12 luglio 2016 – Il termine di cui all’art. 15, comma 3, l.fall. – nel testo risultante dall’art. 2, comma 4, del d.lgs. n. 169 del 2007, ed applicabile alla fattispecie “ratione temporis” – ha natura dilatoria “a decorrenza successiva” e va computato, secondo il criterio generale di cui all’art. 155, comma 1, c.p.c., escludendo il giorno iniziale

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 14179 depositata il 12 luglio 2016 FALLIMENTO - DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO - PROCEDIMENTO - AUDIZIONE DELL'IMPRENDITORE - ART. 15, COMMA 3, L.FALL. - TESTO RISULTANTE DAL D.LGS. N. 169 DEL 2007 - TERMINE - NATURA - COMPUTO - MODALITÀ SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con sentenza numero 37 del 9 luglio 2010 [...]

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