PROCEDURE CONCORSUALI e SOCIETA’ – GIURISPRUDENZA

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4455 del 7 marzo 2016 – Nel caso di scissione di società, l’art. 2504 decies va interpretato nel senso che la società scissa risponde in via solidale, unitamente alla società di nuova costituzione del debito a quest’ultima trasferito o mantenuto

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4455 del 7 marzo 2016 SOCIETÀ - OPERAZIONI STRAORDINARIE - TRASFORMAZIONE - SCISSIONE - ART. 2504 DECIES, COMMA 2, C.C., NEL TESTO APPLICABILE "RATIONE TEMPORIS" - INTERPRETAZIONE - RESPONSABILITÀ SOLIDALE DI SOCIETÀ SCISSA E SOCIETÀ BENEFICIARIA - SUSSISTENZA - DIFFERENTI MODALITÀ OPERATIVE - INDIVIDUAZIONE - FONDAMENTO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con la [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4458 del 7 marzo 2016 – In tema di concordato preventivo con cessione di beni, ove al medesimo soggetto, già nominato commissario giudiziale, sia poi stato affidato, senza contestazione alcuna, anche l’incarico di liquidatore, non può essergli negato il relativo compenso per tale distinto ruolo assunto ed il conseguente espletamento dell’ulteriore e diversa attività

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4458 del 7 marzo 2016 FALLIMENTO - CONCORDATO PREVENTIVO - ORGANI - CONCORDATO PREVENTIVO CON CESSIONE DEI BENI - INCARICO DI COMMISSARIO GIUDIZIALE E DI LIQUIDATORE IN CAPO AL MEDESIMO SOGGETTO - MANCANZA DI CONTESTAZIONE SUL CONFERIMENTO DELL'INCARICO DI LIQUIDATORE E SVOLGIMENTO DELLA CORRISPONDENTE ATTIVITÀ - CONSEGUENZE SULLA LIQUIDAZIONE DEL COMPENSO [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4269 del 4 marzo 2016 – La liquidazione del compenso spettante al difensore che abbia patrocinato la curatela in un giudizio, effettuata dal giudice delegato ex art. 25 l.fall., può essere inferiore a quanto corrispondentemente disposto, in favore della curatela

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4269 del 4 marzo 2016 FALLIMENTO - ORGANI PREPOSTI - GIUDICE DELEGATO - PROVVEDIMENTI - DIFENSORE DELLA CURATELA - LIQUIDAZIONE DEL COMPENSO - POSSIBILITÀ DI TENER CONTO DI QUANTO AL FALLIMENTO LIQUIDATO NEL GIUDIZIO IN CUI È STATO PATROCINATO DA QUEL DIFENSORE - CONDIZIONI SVOLGIMENTO DEL PROCESSO L'avv. D.B.N. propose reclamo L. [...]

Vendite sotto costo e distrazione fallimentare – Cassazione sentenza n. 17819 del 2017

Se realizzata in fase diversa da quella della crisi dell’impresa e distante dalla dichiarazione di fallimento, la vendita “sottocosto” dei beni aziendali per pagare i creditori sociali non integra distrazione fallimentare, ove difetti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 maggio 2017, n. 12338 – Attività di agente di commercio – Presupposti soggettivi per l’assoggettamento a procedure concorsuali quale imprenditore commerciale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 17 maggio 2017, n. 12338 Attività di agente di commercio - Presupposti soggettivi per l'assoggettamento a procedure concorsuali quale imprenditore commerciale Ragioni della decisione Con sentenza del 21.7.2015 la Corte di Appello di Catania respingeva il reclamo proposto da A.G. avverso la sentenza dichiarativa di fallimento n. 77/15 emessa dal [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 17819 del 7 aprile 2017 – Non sempre la vendita sottocosto costituisce distrazione fallimentare

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 17819 del 7 aprile 2017 RITENUTO IN FATTO 1. Ha proposto ricorso per cassazione Luigi Palitta avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma in data 17 settembre 2015 con la quale è stata confermata quella di primo grado, emessa all'esito di giudizio abbreviato, di condanna in ordine al reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale. 2. Dal Gup la responsabilità era stata affermata limitatamente, per quanto qui di interesse, alla condotta consistita nell'atto di cessione di un immobile, perfezionato nel 2003 quando la società cominciava a manifestare uno stato di crisi finanziaria: cessione reputata di natura distrattiva in quanto l'immobile si riteneva oggetto di vendita sottocosto (per un prezzo di 20.883 euro - effettivamente versati nelle casse della società - e così contabilizzato in luogo del valore commerciale effettivo, calcolato dal giudice in 45.832 euro), per di più con modalità fraudolente in quanto l'alienazione era stata effettuata dal ricorrente ai propri suoceri i quali poi lo avevano conferito, a loro volta, in una società (Frilù), costituita nel 2005 ed amministrata dalla moglie del ricorrente stesso. L'imputato è stato chiamato a rispondere avendo rivestito, dal 1990 al 14 marzo 2005, varie cariche apicali nella compagine della s. r.l. Palitta Profumerie, fallita 1'8 marzo 2006 e specificamente per avere tenuto il comportamento distrattivo suddetto nella qualità di amministratore unico della società.

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4120 del 2 marzo 2016 – Il bilancio di esercizio di una società di capitali, che violi i precetti di chiarezza e precisione dettati dall’art. 2423, comma 2, c.c., è illecito, sicché la deliberazione assembleare con cui esso è stato approvato è nulla

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4120 del 2 marzo 2016 SOCIETÀ DI CAPITALI - SOCIETÀ PER AZIONI - BILANCIO - VIOLAZIONE DEI PRECETTI DI CHIAREZZA E PRECISIONE - ILLICEITÀ DEL BILANCIO E NULLITÀ DELLA DELIBERA DI APPROVAZIONE - CONDIZIONI - IMPOSSIBILITÀ DI DESUMERE DAL BILANCIO E DAI SUOI ALLEGATI L'INTERA GAMMA DI INFORMAZIONI RICHIESTE DALLA LEGGE [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 11247 del 31 maggio 2016 – Ai fini del trasferimento di ramo d’azienda previsto dall’art. 2112 c.c., anche nel testo modificato dall’art. 32 del d.lgs. n. 276 del 2003, costituisce elemento costitutivo della cessione l’autonomia funzionale del ramo ceduto

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 11247 del 31 maggio 2016 LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - TRASFERIMENTO D'AZIENDA - IN GENERE - RAMO D'AZIENDA EX ART. 2112 C.C. - ELEMENTI COSTITUTIVI - AUTONOMIA FUNZIONALE PREESISTENTE - NECESSITA' - INTEGRAZIONI ORGANIZZATIVE DA PARTE DEL CESSIONARIO - RILEVANZA - ESCLUSIONE - ONERE DELLA PROVA - RIPARTO SVOLGIMENTO DEL [...]

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