TRIBUTI – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6218 – Nel processo tributario, non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso o dell’appello, che sia stato notificato direttamente a mezzo del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purchè nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario

il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente e dell'appellante, che si avvalga per la notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte del destinatario (o dall'evento che la legge considera equipollente alla ricezione)

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 marzo 2019, n. 6128 – In tema di avvisi di rettifica emanati in esito a revisioni di accertamenti doganali, è inapplicabile l’art. 12, 7° comma, l. 20 luglio 2000 n. 212

Il diritto di ogni persona di essere ascoltata prima dell'adozione di qualsiasi decisione che possa incidere in modo negativo sui suoi interessi deve essere interpretato nel senso che i diritti della difesa del destinatario di un avviso di rettifica dell'accertamento, adottato dall'autorità doganale in mancanza di una previa audizione dell'interessato, non sono violati se la normativa nazionale che consente all'interessato di contestare tale atto nell'ambito di un ricorso amministrativo si limita a prevedere la possibilità di chiedere la sospensione dell'esecuzione di tale atto fino alla sua eventuale riforma rinviando all'articolo 244 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario, come modificato dal regolamento (CE) n. 2700/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2000, senza che la proposizione di un ricorso amministrativo sospenda automaticamente l'esecuzione dell'atto impugnato, dal momento che l'applicazione dell'articolo 244, secondo comma, di detto regolamento da parte dell'autorità doganale non limita la concessione della sospensione dell'esecuzione qualora vi siano motivi di dubitare della conformità della decisione impugnata con la normativa doganale o vi sia da temere un danno irreparabile per l'interessato

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 marzo 2019, n. 6120 – IRAP – Il solo accertamento della disponibilità di una segretaria, assunta quale lavoratore dipendente, non è sufficiente a far ritenere integrata la realizzazione, da parte del professionista, di un’autonoma organizzazione professionale

il presupposto dell'autonoma organizzazione', richiesto dall'art. 2 del d.lgs. n. 446 del 1997, non ricorre quando il contribuente responsabile dell'organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all'esercizio dell'attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l'impiego di un dipendente con mansioni esecutive

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 marzo 2019, n. 6116 – IRAP – La mera circostanza dell’impiego, da parte del professionista, di personale dipendente che esplichi mansioni di segreteria, non costituisce indice significativo della ricorrenza del presupposto impositivo dell’I.R.A.P., se non eccede il numero di un collaboratore

con riguardo al presupposto dell'IRAP, il requisito dell'autonoma organizzazione - previsto dall'art. 2 del d.lgs. 15 settembre 1997, n. 446 -, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure sì avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 marzo 2019, n. 6136 – IRAP – Qualora fra “gli elementi suscettibili di combinarsi con il lavoro dell’interessato, potenziandone le possibilità necessarie”, accanto ai beni strumentali vi sono i mezzi “personali” di cui egli può avvalersi per lo svolgimento dell’attività, perché questi davvero rechino ad essa un apporto significativo occorre che le mansioni svolte dal collaboratore non occasionale concorrano o si combinino con quel che è il proprium della specifica professionalità espressa nella “attività diretta alla scambio di beni a di servizi”

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 01 marzo 2019, n. 6136 Tributi - IRAP - Accertamento - Professionisti - Autonoma organizzazione - Presupposti Rilevato che R.R. esercente la professione di medico pediatra convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale in data 19 marzo 2008 chiedeva il rimborso della somma di € 21.234,66 complessivamente versata per gli anni [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 marzo 2019, n. 6118 – In tema di contenzioso tributario è inammissibile, per difetto di specificità dei motivi, l’atto di appello che, limitandosi a riprodurre le argomentazioni poste a sostegno della domanda disattesa dal giudice di primo grado, senza il minimo riferimento alle statuizioni di cui è chiesta la riforma, non contenga alcuna parte argomentativa che miri a contestare il percorso logico-giuridico della sentenza impugnata

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 01 marzo 2019, n. 6118 Tributi - Società - Gruppo - Controllante - Acquisto di azioni - Diritti di opzione - Rivalutazione dei titoli Fatti di causa Nel corso del 2004, L.F., dipendente della società A. s.p.a., riceveva i diritti di opzione, non cedibili a terzi, per l'acquisto di azioni [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 marzo 2019, n. 6087 – L’assoggettamento al diritto speciale, previsto per il territorio extradoganale di Livigno dall’art. 2, secondo comma, l. n. 762 del 1973, di prodotti di origine unionale, ancorché transitati attraverso la Svizzera, costituisce violazione al principio di libera circolazione delle merci di cui agli artt. 28 e 30 TUEF

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 01 marzo 2019, n. 6087 Tributi - Accertamento - Importazioni - Diritti speciali - Omesso pagamento - Riscossione Fatti di causa G. M. Snc impugnava tre atti di accertamento e liquidazione emessi dal Comune di Livigno per l'omesso pagamento dei diritti speciali di cui all'art. 2, secondo comma, della l. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6289 – Avviso era stato notificato con il rito degli irreperibili relativi (art. 140 c.p.c.) e che la notifica si era perfezionata dopo il decimo giorno dalla raccomandata informativa dell’avviso di giacenza senza che nessuno avesse ritirato l’atto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6289 Tributi - Accertamento - Riscossione - Imposte evase - Frode carosello - Elusione - Violazioni Motivi della decisione La società A. srl ha subito verifica della Guardia di Finanza, in relazione alla compravendita di automobili, oggetto della sua attività sociale, che gli operanti hanno sospettato [...]

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