TRIBUTI – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 31 gennaio 2019, n. 2848 – In tema di agevolazioni tributarie, l’art. 88 (oggi 74) del TUIR, data la sua specialità, è agevolazione applicabile esclusivamente ai soggetti ivi elencati e non può essere estesa ad emanazioni organizzative degli enti stessi o ad altri enti – Vizio di omessa motivazione

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 31 gennaio 2019, n. 2848 Imposte dirette - IRPEG - Istanza di rimborso - Agevolazioni tributarie - Regime di esenzione - Applicabilità Fatti di causa L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso avverso la sentenza n. 51/01/2011, depositata dalla CTR del Friuli Venezia-Giulia il 14.02.2011. Ha riferito che il Consorzio Agrario [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 31 gennaio 2019, n. 3042 – In tema di IRAP lo svolgimento di un’attività artistica fa presumere che il contribuente conti solo sulle proprie capacità professionali, anche ove produca un reddito cospicuo, non potendosi, peraltro, ritenere sufficiente, ai fini della ricorrenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione, la circostanza che il contribuente si avvalga di un’agente o di una società organizzatrice di spettacoli

in tema di IRAP, più volte ribadito il principio secondo cui «lo svolgimento di un'attività artistica», quale quella svolta dal B., «fa presumere che il contribuente conti solo sulle proprie capacità professionali, anche ove produca un reddito cospicuo, non potendosi, peraltro, ritenere sufficiente, ai fini della ricorrenza del presupposto impositivo dell'autonoma organizzazione, la circostanza che il contribuente si avvalga di un'agente o di una società organizzatrice di spettacoli, senza estendere l'accertamento alla natura, ossia alla struttura ed alla funzione, del rapporto giuridico, al fine di escludere una mera agevolazione delle modalità di espletamento dell'attività professionale» (

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 31 gennaio 2019, n. 2846 – La definizione automatica della posizione fiscale prevista dalle disposizioni di favore emanate per i soggetti colpiti da particolari calamità naturali << può avvenire in due simmetriche possibilità: in favore di chi non ha ancora pagato, mediante il pagamento solo del 10% del dovuto; in favore di chi ha già pagato, attraverso il rimborso del 90% di quanto versato al medesimo titolo

il rimborso di quanto indebitamente versato spetta ai soggetti specificamente individuati > (primo periodo del comma 665 modificato dalla lettera a) del citato art. 16-octies, comma 1), ovvero nei limiti dei suddetti 90 milioni di euro complessivi per il triennio 2015-2017, stabilendo che > e che > (quinto periodo del comma 665 come introdotto dalla lettera b) del citato art. 16-octies, comma 1), demandando al direttore dell'Agenzia delle entrate l'emanazione di un provvedimento che stabilisca >.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 febbraio 2019, n. 3057 – La motivazione della sentenza “per relationem” è ammissibile, purché il rinvio venga operato in modo tale da rendere possibile ed agevole il controllo della motivazione stessa, essendo necessario che si dia conto delle argomentazioni delle parti e dell’identità di tali argomentazioni con quelle esaminate nella pronuncia oggetto del rinvio

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 01 febbraio 2019, n. 3057 Tributi locali - TIA - Accertamento - Riscossione - Ingiunzione di pagamento - Notificazione MASSIMA La partecipazione di un Comune ad un Consorzio non dimostra la natura di ente pubblico di quest’ultimo e la conseguente sussistenza della sua potestà impositiva Fatto 1. - La Commissione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 febbraio 2019, n. 3053 – Il contribuente ha l’obbligo di comunicazione della domanda di rimborso dell’accisa, a pena d’inammissibilità, anche all’ufficio tributario che ha ricevuto la dichiarazione dei redditi dell’esercizio di competenza

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 01 febbraio 2019, n. 3053 Accisa - Gas naturale - Coltivazione idrocarburi - Agevolazioni fiscali - Aliquota ridotta - Presupposti Fatti di causa 1. L'Agenzia delle Dogane propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale dell'Emilia Romagna, depositata il 6 febbraio 2014, che, in accoglimento dell'appello proposto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 febbraio 2019, n. 3050 – Il soggetto passivo dell’imposta (Accisa) è il fornitore del prodotto e non il consumatore al quale il corrispondente onere viene traslato in virtù e nell’ambito di un fenomeno meramente economico

quando il consumatore fa valere nei confronti del fornitore - che ha compreso nel prezzo di vendita del prodotto anche l'imposta di consumo pagata allo Stato - l'azione di ripetizione della parte di prezzo corrispondente al suddetto tributo, ritenendo di essere esonerato dal relativo pagamento in forza delle citate disposizioni, egli non esercita un'azione tributaria di rimborso, ma richiede, nel rapporto con l'altro contraente, la restituzione di una parte del prezzo indebitamente corrisposta che, secondo legge, non avrebbe potuto essere compresa nel prezzo medesimo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 31 gennaio 2019, n. 3046 – In tema di tributi c.d. non armonizzati, l’obbligo dell’Amministrazione di attivare il contraddittorio endoprocedimentale, pena l’invalidità dell’atto, sussiste esclusivamente in relazione alle ipotesi, per le quali siffatto obbligo risulti specificamente sancito

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 31 gennaio 2019, n. 3046 Imposte indirette - IVA - Accertamento a tavolino - Contenzioso tributario - Tributi armonizzati e non armonizzati Ragioni della decisione La Corte, costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal comma 1, lett. e), dell'art. 1 - bis del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 31 gennaio 2019, n. 2902 – Nel caso di operazioni di disposizione di titoli eseguite da una società fiduciaria su mandato dei propri clienti, per verificare se le suddette operazioni rientrino o non nel calcolo della percentuale detraibile, occorre avere riguardo a quella effettivamente svolta dall’impresa, dovendosi avere riguardo al volume d’affari della contribuente

Nel caso di operazioni di disposizione di titoli eseguite da una società fiduciaria su mandato dei propri clienti, per verificare se le suddette operazioni rientrino o non nel calcolo della percentuale detraibile, occorre avere riguardo non già all'attività previamente definita dall’atto costitutivo come oggetto sociale, ma a quella effettivamente svolta dall'impresa, dovendosi avere riguardo al volume d’affari della contribuente

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