
L’indennità sostitutiva di ferie non godute ha natura retributiva ed è assoggettabile a contribuzione previdenziale a norma dell’art. 12 della legge n. 153 del 1969
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 9009 depositata il 4 aprile 2024, intervenendo in tema di indennità di buonuscita e indennità sostitutiva di ferie non godute, ha affermato che "... l’indennità sostitutiva di ferie non godute è assoggettabile a contribuzione previdenziale a norma dell’art. 12 della legge n. 153 del 1969, sia perché, essendo in rapporto di corrispettività con le prestazioni lavorative effettuate nel periodo di tempo che avrebbe dovuto essere dedicato al riposo, ha carattere retributivo e gode della garanzia prestata dall’art. 2126 c.c. a favore delle prestazioni effettuate con violazione di norme poste a tutela del lavoratore sia perché un eventuale suo concorrente profilo risarcitorio - non ne impedisce la riconducibilità all’ampia nozione di retribuzione imponibile delineata dal citato art. 12, costituendo essa, comunque, un’attribuzione patrimoniale riconosciuta a favore del lavoratore [...]
Il giudice tributario è tenuto a valutare la corretta applicazione delle sanzioni se queste sono contestate dal contribuente
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 5894 depositata il 5 marzo 2024, intervenendo in tema di IMU e sanzioni tributarie, ha statuito che il giudice tributario, incorre nell'omessa pronuncia quando non effettua la valutazione sulla corretta applicazione delle sanzioni (metodo e quantum) a fronte di una contestazione del contribuente di "... illegittima applicazione delle sanzioni ai sensi dell’art. 14, comma 1, d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, ricorrendo, secondo la ricorrente, nel caso in esame l’ipotesi dell’infedele dichiarazione, in luogo dell’omessa dichiarazione, e circa la «violazione dell'art. 12 del D.lgvo n. 472/1997 e dell'art. 14 del D.lgvo n. 504/1992 e conseguente irrogazione di una somma maggiore di quella asseritamente dovuta ...(ed alla)... violazione dell'art. 12 del D.lgvo n. 472/1997 sul cumulo di della stessa indole»; (...) la mancanza in sentenza di uno [...]
Il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno alla professionalità se posto illegittimamente in cassa integrazione
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 10267 depositata il 16 aprile 2024, intervenendo in tema di danno alla professionalità del lavoratore, ha ribadito che "... in presenza di adeguate allegazioni, l'esistenza del danno alla professionalità da inattività forzata, poiché il fatto di non aver potuto esercitare la propria prestazione professionale, oltre alle l'immagine professionale, può ledere professionalmente il lavoratore dal momento che una inattività a lungo protratta nel tempo cagiona il depauperamento del patrimonio professionale e conseguentemente la sua ricollocabilità sul mercato del lavoro. ..." La vicenda ha riguardato una dipendente di una società, operante nell'abbigliamento intimo femminile, che era stata posta in cassa integrazione per oltre dieci anni. La lavoratrice citava la società datrice di lavoro in giudizio, affinché il giudice adito accertasse e condannasse la datrice di lavoro al pagamento del [...]
L’Iva detratta e stornata non costituisce elusione, infatti il risparmio fiscale è sempre “illecito” quando rappresenti l’essenza (la parte preponderante, se non essenziale comunque prevalente) dell’oggetto del contratto o degli accordi nel loro complesso
L’Iva detratta e stornata non costituisce elusione, infatti il risparmio fiscale è sempre "illecito" quando rappresenti l'essenza (la parte preponderante, se non essenziale comunque prevalente) dell'oggetto del contratto o degli accordi nel loro complesso
Spese di sponsorizzazione sono deducibili per presunzione legale e quindi il fisco non può sindacare l’inerenza e la congruità in presenza dei requisiti dall’art. 12 del d.lgs. n. 36/2021
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 6079 depositata il 6 marzo 2024, intervenendo in tema di deducibilità delle spese di sponsorizzazioni alla società o associazioni sportive dilettantistiche di cui al comma 8 dell'art. 90 della legge 289/2002 (attualmente sostituito dall'art. 12 del D.Lgs. n. 36/2021 il cui contenuto è identico al comma 8 dell'art. 90), ha ribadito il principio di diritto che "... il regime di cui all'art. 90, comma 8, della l. n. 289 del 2002, nel testo vigente ratione temporis, fissa una presunzione assoluta di inerenza e congruità delle sponsorizzazioni rese a favore di imprese sportive dilettantistiche laddove i corrispettivi erogati siano destinati alla promozione dell'immagine o dei prodotti del soggetto erogante e sia riscontrata, a fronte dell'erogazione, una specifica attività del beneficiario della medesima, consentendo, di conseguenza, di ritenere [...]
E illegittimo il licenziamento del dipendente in malattia che comunica solo all’INPS l’indirizzo di reperibilità
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 8381 depositata il 28 marzo 2024, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare, ha statuito che "... In tema di licenziamento disciplinare, nella nuova disciplina prevista dall'art. 18 st.lav. riformulato, infatti, il giudice deve preliminarmente accertare se ricorrano gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, quali presupposti condizionanti la legittimità del recesso secondo previsioni legali non modificate dalla riforma e, solo ove ravvisi la mancanza della causa giustificativa, deve provvedere a selezionare la tutela applicabile ed in particolare se si tratti di quella generale ex comma 5 ovvero quella ex comma 4, operante nei soli casi ivi previsti ..." La vicenda ha riguardato un dipendente a cui, in seguito alla contestazione dell'INPS che non aveva rinvenuto il dipendente al [...]
Illegittimo il licenziamento per inidoneità fisica o psichica per violazione dell’obbligo di adibire il dipendete ad alternative mansioni compatibili con il suo stato di salute
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 9937 depositata il 12 aprile 2024, intervenendo in tema di licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta, ha riaffermato il principio secondo cui "... in caso di licenziamento intimato per inidoneità fisica o psichica, la violazione dell'obbligo datoriale di adibire il lavoratore ad alternative possibili mansioni, cui lo stesso sia idoneo e compatibili con il suo stato di salute, integra l'ipotesi di difetto di giustificazione, suscettibile di reintegrazione (Cass. n. 26675 del 2018); più in generale vale comunque che, con la sentenza n. 125 del 2022, il Giudice delle leggi ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 18, settimo comma, secondo periodo, della l. n. 300 del 1970, come modificato dall'art. 1, comma 42, lettera b), della l. n. 92 del 2012, limitatamente alla parola «manifesta», con la conseguenza che, in [...]
Nel giudizio civile con il gratuito patrocinio la quantificazione delle spese di lite, per i giudici delle leggi, non subisce deroghe (anche se non sembra corretto)
La Corte costituzionale con la sentenza n. 64 depositata il 19 aprile 2024, intervenendo in tema di legittimità costituzionale dell'art. 133 del d.lgs. n. 113 del 2022 trasfuso anche nell'art. 133 del d.lgs. n. 115 del 2002, ha statuito che "... 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 133, comma 1, del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113, recante «Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia. (Testo B)», trasfuso nell’art. 133, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)», sollevata, in riferimento all’art. 23 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Cagliari, in funzione di giudice del lavoro, con l’ordinanza indicata in epigrafe; 2) dichiara non fondate le questioni di legittimità [...]