
Il professionista, che sulla base di un contratto nullo, ha prestato la propria opera a favore della pubblica amministrazione ha diritto ad un indennizzo
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 7178 depositata il 18 marzo 2024, intervenendo in tema di remunerazione per attività svolta da un professionista, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "... L’ideatore di un software che abbia eseguito la sua prestazione sulla base di un contratto concluso con una P.A. nullo per mancanza della forma scritta o per violazione delle norme che regolano la procedura finalizzata alla sua conclusione, ove chieda alla stessa P.A. di essere remunerato per l’attività svolta in suo favore, può proporre l’azione di ingiustificato arricchimento. Il giudice ha il potere di determinare in via equitativa il relativo indennizzo, il quale non può coincidere con il compenso che comunemente sarebbe stato corrisposto per la detta prestazione, ma deve ristorare la diminuzione patrimoniale subita dall’autore dell’opera e, [...]
Il datore di lavoro che tollera un ambiente di lavoro stressogeno deve risarcire il dipendente che a causa di tale ambiente abbia subito danni
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 4279 depositata il 16 febbraio 2024, intervenendo in risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti in seguito a comportamenti vessatori asseritamente adottati nei suoi confronti dal personale del Ministero, ha statuito i seguenti principi di diritto "... nell'ambito del pubblico impiego, in una causa avviata dal lavoratore per lamentare un danno da dequalificazione professionale, il lavoratore ha l'onere di allegare le mansioni effettivamente svolte, nonché il comparto di appartenenza e il proprio livello di inquadramento, mentre è dovere del giudice porre a raffronto tali dati con la contrattazione applicabile, per verificare la fondatezza o meno dell'assunto secondo cui l'attività non sarebbe stata coerente con l'inquadramento formale; in caso di accertata insussistenza dell'ipotesi di mobbing in ambito lavorativo, il giudice del merito deve comunque accertare se, sulla [...]
Processo tributario: onere della prova di un fatto non avvenuto
In ordine al tema dell'onere della prova di un fatto non avvenuto l'orientamento della Suprema Corte è costante. La regola giuridica dispone che onus probandi incumbit ei qui dicit, che si traduce nel porre a carico della parte che allega un fatto a sé favorevole, il dovere di darne prova dell’esistenza. Tale principio, contenuto nell'art. 2697 c.c. ed ora anche nel comma 5-bis dell'articolo 7 del d.lgs. n. 546 del 1992, pone a carico dell’attore di provare i fatti posti alla base della propria domanda, mentre sul convenuto ricade l'onere di dimostrare la non veridicità di questi fatti, ovvero la loro inidoneità a costituire valido fondamento della domanda dell’attore o ancora provare l’esistenza di altri fatti capaci di modificare o estinguere il diritto dell’attore. Nel processo tributario in senso sostanziale l'attore è l’Amministrazione finanziaria: su [...]
La salvaguardia rispetto alla eventuale nullità del contratto, ai sensi dell’art. 2126 cod. civ., non è assoluta, ma riguarda solo i periodi in cui il rapporto ha avuto materiale esecuzione e concerne gli effetti retributivi o comunque strettamente consequenziali alla prestazione del lavoro
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 5168 depositata il 27 febbraio 2024, intervenendo in tema validità del contratto di lavoro instaurato su false attestazioni, ha statuito che "... la salvaguardia rispetto alla eventuale nullità del contratto, ai sensi dell'art. 2126 cod. civ., non è assoluta, ma riguarda solo i periodi in cui il rapporto ha avuto materiale esecuzione e concerne gli effetti retributivi o comunque strettamente consequenziali alla prestazione del lavoro (v. per l'indennità sostitutiva delle ferie Cass. n. 15880/2002 ed invece, v., per le prestazioni previdenziali, quanto ritenuto da Cass. n. 10192/1996)..." La vicenda ha riguardato un dipendente pubblico, il quale adito all'autorità giudiziaria affinché accertasse il proprio diritto alla differenza di retribuzione in virtù del proprio inquadramento e quella percepita durante il periodo di assegnazione ad un diverso incarico in conseguenza [...]
Le violazioni dei CCNL ed accordi collettivi di lavoro rientrano tra i poteri attribuiti agli Ispettori del lavoro e formano oggetto del “Provvedimento di disposizione”
Il Consiglio di Stato, sezione terza, con la sentenza n. 2778 depositata il 21 marzo 2024, intervenendo in tema di circoscrivere l’ambito di operatività del potere attribuito agli Ispettori del lavoro dall’art. 14, d.lgs. n. 124 del 2004, ha stabilito che rientrano tra i poteri attribuiti agli Ispettori del lavoro dall’art. 14, d.lgs. n. 124 del 2004 anche la violazione, da parte del datore di lavoro, dei Contratti collettivi, in quanto la norma lo estende a “tutti i casi di irregolarità rilevate in materia di lavoro e legislazione sociale” e purché tali irregolarità non siano già soggette a sanzioni penali e amministrative. In particolare "... l’art. 14 non ha inteso introdurre una ulteriore limitazione alla propria applicazione, da aggiungere “ai casi in cui la fattispecie sia già oggetto di sanzione amministrativa e penale”, id est le ipotesi in [...]
Processo Tributario: ripartizione dell’onere della prova e principio di vicinanza della prova
Con la legge n. 130 del 2022 è stato inserito il comma 5-bis all'articolo 7 del d. lgs. n. 546 del 1922 con il quale si è andato a regolare il principio dell'onere della prova, che fino a tale innovazione era disciplinato, esclusivamente, dall'art. 2697 del c.c. Sulla base dei principi contenuti nelle norme indicate cui colui che vuol far valere un diritto è obbligato a fornirne la prova, salvo i casi di inversione dell'onere della prova previsti dalla legge o da principi giurisdizionali. Il rapporto tra principio di vicinanza della prova ed onere della prova (riconducibile all’art. 24 Cost. e al divieto di interpretare la legge in modo da rendere impossibile o troppo difficile l’esercizio dell’azione in giudizio) di cui al comma 5-bis dell'articolo 7 del d.lgs. n. 546 del 1992 e/o art. 2697 [...]
Legittimo il licenziamento del dipendente per condanne prima dell’instaurazione del rapporto di lavoro se incidono sul rapporto fiduciario
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 4458 depositata il 20 febbraio 2024, intervenendo in tema di licenziamento per giusta causa, ha statuito "... riguardo all’ipotesi che la condotta criminosa sia stata realizzata prima dell’instaurazione del rapporto di lavoro, secondo Cass. n. 24259/2016 cit., il giudice dovrà direttamente valutare se la condotta extralavorativa sia di per sé incompatibile con l'essenziale elemento fiduciario proprio del rapporto di lavoro, osservando il seguente principio di diritto: "Condotte costituenti reato possono - anche a prescindere da apposita previsione contrattuale in tal senso - integrare giusta causa di licenziamento sebbene realizzate prima dell'instaurarsi del rapporto di lavoro, purché siano state giudicate con sentenza di condanna irrevocabile intervenuta a rapporto ormai in atto e si rivelino - attraverso una verifica giurisdizionale da effettuarsi sia in astratto sia in concreto [...]
Fatture inattendibili e diritto alla detrazione IVA – onere della prova specifica e non generica
La Corte di Giustizia UE con la sentenza del 11 gennaio 2024, causa C-537/2022, Global Ink Trade Kft,oltre a ribadire il principio della neutralità IVA, ha affermato anche che il mero coinvolgimento in una frode carosello non basta per negare la detrazione Iva. In particolare i giudici unionali hanno statuito che "... La direttiva 2006/112 deve essere interpretata nel senso che: – essa osta, qualora l’amministrazione tributaria intenda negare a un soggetto passivo il beneficio del diritto alla detrazione dell’IVA assolta a monte per il motivo che tale soggetto passivo ha partecipato a una frode dell’IVA di tipo «carosello», a che tale amministrazione tributaria si limiti a dimostrare che detta operazione fa parte di una catena di fatturazione circolare; – spetta a detta amministrazione tributaria, da un lato, individuare con precisione gli elementi costitutivi della frode e provare [...]