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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Licenziamento legittimo per giusta causa del cuoco che conserva male gli alimenti in violazione delle norme norme in materia di igiene e sicurezza alimentare

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 3927 depositata il 13 febbraio 2024, intervenendo in tema di licenziamento per giusta causa, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... la giusta causa di licenziamento, quale fatto "che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto", è una nozione che la legge configura con una disposizione (ascrivibile alla tipologia delle c.d. clausole generali) di limitato contenuto, delineante un modulo generico che richiede di essere specificato in sede interpretativa, mediante la valorizzazione sia di fattori esterni relativi alla coscienza generale, sia di principi che la stessa disposizione tacitamente richiama; è solo l'integrazione giurisprudenziale, a livello generale ed astratto, della nozione di giusta causa o di giustificato motivo soggettivo che si colloca sul piano normativo e consente una censura per violazione di legge; mentre l'applicazione [...]

Crisi da sovraindebitamento: i nuovi modelli di relazione e modulistica a uso del gestore della crisi e degli OCC pubblicati dal Consiglio Nazionale dei commercialisti

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato il documento “Crisi da sovraindebitamento: modelli di relazione e modulistica a uso del gestore della crisi e degli OCC”, curato dalla Commissione di studio “Sovraindebitamento e procedure minori” che costituisce un utile strumento di supporto per le attività e funzioni degli OCC (Organismi di composizione della crisi) e dei gestori della crisi. Il suddetto documento, con riferimento alle novità introdotte dal Codice della crisi d'impresa,  aggiorna e integra la modulistica. Nel documento viene ricordato che a seguito della definitiva entrata in vigore del d.lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019 ( c.d. CCII – Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza), la disciplina della crisi da sovraindebitamento è stata diversamente strutturata rispetto alle previsioni e agli istituti presenti nella legge n. 3 del 27 gennaio 2012. La disciplina della crisi da sovraindebitamento [...]

Abuso del diritto: l’Amministrazione finanziaria non può procedere, neppure all’accertamento a tavolino, senza richiesta di chiarimenti al contribuente, pena la nullità dell’atto

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 5996 depositata il 6 marzo 2024, intervenendo in tema di accertamento di abuso del diritto, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "... in materia tributaria, l'art. 10-bis, comma 6, della legge n. 212 del 2000, a prescindere dalle modalità dell'accertamento (che può avvenire anche «a tavolino>>), esige sempre, a pena di nullità, una previa richiesta di chiarimenti al contribuente, il cui coinvolgimento è necessario, in un'ottica di collaborazione e buona fede, in quanto è l'unico in grado di spiegare eventuali ragioni extra-fiscali non immediatamente percepibili da parte dell'Amministrazione: ciò è confermato dalla necessità, in base al successivo comma 8, che la motivazione dell'avviso impositivo contenga uno specifico riferimento ai chiarimenti forniti dal contribuente. ..." La vicenda ha riguardato una società a responsabilità limitata [...]

Abuso del diritto: occorre evidenziare quale sarebbe il presupposto dell’elusione, la rilevanza e il contenuto delle dedotte triangolazioni

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 5750 depositata il 4 marzo 2024, intervenendo in tema di elusione fiscale, ha affermato che "... Non è evidenziato (né appare pertinente rispetto alla deduzione di utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, che è una ipotesi di evasione fiscale) quale sarebbe il presupposto dell'elusione, né quale sarebbe la rilevanza e il contenuto delle dedotte triangolazioni. Quanto al coacervo indiziario valorizzato dalla sentenza impugnata vi è un oscuro riferimento a fatture attive e passive «speculari», seguito dal riferimento a fatture per lavori «ben descritti ma non eseguiti», a contratti di appalto «non sanciti dalla forma scritta prevista ad substantiam», a «comportamenti fiscali tutt'altro che corretti» e alla stipula di pagamenti simulati; complessivamente si assiste a un percorso logico incomprensibile (Cass., Sez. U., 7 aprile 2014, n. [...]

Processo Tributario: responsabilità di colui che agisce in nome e per conto dell’associazione non riconosciuta art. 38 c.c.

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 5269 depositata il 28 febbraio 2024, intervenendo in tema responsabilità personale e solidale, ha ribadito che "... la responsabilità personale e solidale, prevista dall'art. 38 c.c. di colui che agisce in nome e per conto dell'associazione non riconosciuta è collegata all'attività negoziale concretamente svolta per suo conto e risoltasi nella creazione di rapporti obbligatori fra l'ente ed i terzi. Si è, altresì, chiarito che tale responsabilità non concerne, neppure in parte, un debito proprio dell'associato, ma ha carattere accessorio, anche se non sussidiario, rispetto alla responsabilità primaria dell'associazione, con la conseguenza che l'obbligazione, avente natura solidale, di colui che ha agito per essa è inquadrabile fra quelle di garanzia ex lege, assimilabili alla fideiussione (ex plurimis, Cass., sez. 3, 24/10/2008, n. 25748, Cass., sez. 3, 29/12/2011, n. [...]

Prescrizione quinquennale per interessi e sanzioni tributarie in quanto rivestono natura autonoma rispetto al debito principale

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 872 depositata il 9 gennaio 2024, intervenendo in tema di prescrizione degli interessi e sanzioni riguardanti le obbligazioni tributarie, ha ribadito i principi di diritto secondo cui "... quanto alle somme per interessi chieste in pagamento con la notifica della cartella, come (tra le più recenti in argomento si richiama la pronuncia resa da Cass., Sez. 5, Sentenza n. 2095 del 24/01/2023) tali pretese, relative alle obbligazioni tributarie, si pongono in rapporto di accessorietà rispetto a queste ultime unicamente nel momento genetico, atteso che, una volta sorta, l'obbligazione di interessi acquista una propria autonomia in virtù della sua progressiva maturazione, uniformandosi, pertanto, quanto alla prescrizione, al termine quinquennale previsto, in via generale, dall'art. 2948, n. 4, c.c., che prescinde sia dalla tipologia degli interessi sia dalla natura dell'obbligazione [...]

Al socio accomandate vanno applicate le sanzioni per infedele dichiarazione oltre che i maggiori redditi accertati alla società in quanto, ai sensi dell’art. 5 del TUIR e dell’art. 2320 c.c., ha poteri di controllo

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 4712 depositata il 22 febbraio 2024, intervenendo in tema di sanzioni per infedele dichiarazione a seguito accertamento a societò di persona, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... il maggior reddito risultante dalla rettifica operata nei confronti di una società di persone - reddito che, a norma del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5, va imputato al socio ai fini dell'IRPEF, in proporzione della relativa quota di partecipazione, comporta anche l'applicazione allo stesso socio della sanzione per infedele dichiarazione prevista dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 46" (ora d.lgs. n. 471/1997) (Cass. n.22122/2010; Cass. n.3011/2007; Cass. n.11997/2006) ..."  La vicenda ha riguardato il socio accomandate di una società in accomandita semplice nei cui confronti, di quest'ultima, era stato notificato un [...]

Anche se l’incarico è stato conferito con procedimento illegittimo non è precluso il diritto alla trattamento economico accessorio

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 4256 depositata il 16 febbraio 2024, intervenuta sul diritto al trattamento economico accessorio in ipotesi di incarichi a seguito di procedura illegittima, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... la posizione organizzativa si distingue dal profilo professionale ed individua nell'ambito dell'organizzazione dell'ente funzioni strategiche e di alta responsabilità che giustificano il riconoscimento di un'indennità aggiuntiva, sottolineando che ove il dipendente, come nel caso qui all’attenzione, “venga assegnato a svolgere le mansioni proprie di una posizione organizzativa, previamente istituita dall'ente, e ne assuma tutte le connesse responsabilità, la mancanza o l'illegittimità del provvedimento di formale di attribuzione non esclude il diritto a percepire l'intero trattamento economico corrispondente alle mansioni di fatto espletate, ivi compreso quello di carattere accessorio, che è diretto a commisurare l'entità della [...]

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