
Non è sempre soggetta a tassazione la rinuncia da parte del socio di un credito nei confronti della società
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16595 depositata il 12 giugno 2023, intervenuto in tema di tassazione di rinunce a crediti, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "... In tema di imposte sui redditi di capitale - in ragione di quanto previsto dall'art. 88, comma 4-bis, art. 94, comma 6, art. 101, comma 5, tuir a seguito delle modifiche di cui alla L. 14 settembre 2015, n. 147, art. 13 (ndr D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147, art. 13) - la rinuncia, operata da un socio nei confronti della società, al credito avente ad oggetto interessi maturati su finanziamenti erogati nei confronti di una società partecipata, non comporta l'obbligo di sottoporne a tassazione il relativo ammontare, con applicazione, ai sensi del d.p.r. n. 600 del 1973, art. 26 comma 5, della [...]
L’esclusione della fittizietà sotto il profilo oggettivo delle fatture, ferma restando la fittizietà sotto il profilo soggettivo, non equivale all’esclusione di un reato
L'esclusione della fittizietà sotto il profilo oggettivo delle fatture, ferma restando la fittizietà sotto il profilo soggettivo, non equivale all'esclusione di un reato
Costituisce reato la scelta di pagare gli stipendi e non i contributi da parte del datore di lavoro in crisi di liquidità
La Corte di Cassazione, sezione, penale, con la sentenza n. 32967 depositata il 28 luglio 2023, intervenendo in tema di reato per omesso versamento di ritenute previdenziali, ha riconfermato che "... il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali è a dolo generico, ed è integrato dalla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti, ravvisabile anche qualora il datore di lavoro, in presenza di una situazione di difficoltà economica, abbia deciso di dare preferenza al pagamento degli emolumenti ai dipendenti ed alla manutenzione dei mezzi destinati allo svolgimento dell'attività di impresa, e di pretermettere il versamento delle ritenute all'erario, essendo suo onere quello di ripartire le risorse esistenti all'atto della corresponsione delle retribuzioni in modo da adempiere al proprio obbligo contributivo, anche se ciò comporta l'impossibilità di pagare i compensi nel loro [...]
Processo tributario: omessa pronuncia
L'articolo 112. c.p.c. statuisce che << il giudice deve pronunciare su tutta la domanda, e non oltre i limiti di essa; e non può pronunciare d’ufficio su eccezioni che possono essere proposte soltanto dalle parti>>. Per cui si è in presenza del vizio di omessa pronuncia quando il giudice di merito non esamini e non decida su una questione oggetto di specifica doglianza ed è impugnabile per cassazione solo attraverso la deduzione del relativo "error in procedendo" da omessa pronuncia, ai sensi dell’art. 360, n. 4, cod. proc. civ., in riferimento alla violazione dell'art. 112 c.p.c. . La giurisprudenza si è espressa conformemente ( v. per tutte, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 6835 del 16/03/2017 Rv. 643679 - 01; Cass. ordinanza n. 13590 del 2021; Cass. n. 22759 del 2014; Cass. sentenza n. 23649 [...]
Illegittima la destituzione (risoluzione del rapporto di lavoro) di un docente scolastico per il mancato superamento del periodo di prova in un precedente rapporto di lavoro
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 22466 depositata il 26 luglio 2023, intervenendo in tema di pubblico impiego, ha statuito che "... tutte le assunzioni alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche sono assoggettate all'esito positivo di un periodo di prova, e ciò avviene ex lege e non per effetto di patto inserito nel contratto di lavoro dall'autonomia contrattuale e che l'autonomia contrattuale è abilitata esclusivamente alla determinazione della durata del periodo di prova, ma tale abilitazione è data dalle norme esclusivamente alla contrattazione collettiva, restando escluso che il contratto individuale possa discostarsene (Cass., n. 21376 del 2018). Il periodo di prova e le conseguenze del mancato superamento della prova da parte del docente sono disciplinate dall’art. 438 e 439 del d.lgs. n. 297 del 1994. ..." La vicenda ha riguardato un docente scolastico a cui [...]
Processo Tributario: controricorso in cassazione
Si rammenta che con l'introduzione del processo telematico anche ai ricorsi in cassazione, a partire dal 1° gennaio 2023, il controricorso andrà depositato telematicamente, senza necessità di notifica al ricorrente. Con la riforma Cartabia è stato modificato l'articolo 370 c.p.c. Il primo comma dell’art. 370 c.p.c. statuisce che " La parte contro la quale il ricorso è diretto, se intende contraddire, deve farlo mediante controricorso da depositare entro quaranta giorni dalla notificazione del ricorso. In mancanza di tale notificazione, essa non può presentare memorie, ma soltanto partecipare alla discussione orale." L’ultimo comma dell’art. 370 c.p.c. prevede che " Il controricorso è depositato insieme con gli atti e i documenti e con la procura speciale, se conferita con atto separato." La suddetta disciplina trova applicazione al controricorso diretto nei confronti del ricorrente principale. Diversamente qualora il controricorrente [...]
Processo Tributario: rimessione in termini e valutazione delle cause non dipendenti dalla volontà della parte
Nel processo tributario trova applicazione l'articolo 153 del c.p.c., in base al contenuto del comma 2 dell'art. 1 del D.Lgs. n. 546/1992. Pertanto il giudice tributario può applicare l'istituto della rimessione in termini, quindi il contribuente o la parte ricorrente che è incorsa nella decadenza per cause ad essa non imputabile, quindi esterno alla sua volontà (cause di forza maggiore o per inadeguatezza del termine stesso), o del suo legale può richiedere la rimessione in termine per ripresentare istanze o attività che altrimenti gli sarebbero precluse. Il giudice tributario, sulla base del comma 2 dell'art. 294 c.p.c., "... se ritiene verosimili i fatti allegati, ammette, quando occorre, la prova dell'impedimento, e quindi provvede sulla rimessione in termini delle parti. ..." L'istituto in commento fonda la sua giustificazione sulla necessità di munire della massima garanzia diritto di difesa dei [...]
Concorso dell’extraneus (estraneo) nel reato di bancarotta fraudolenta: quando la condotta sia stata efficiente per la produzione dell’evento e il terzo concorrente abbia operato con la consapevolezza e la volontà di aiutare l’imprenditore in dissesto a pregiudicare gli adempimenti predisposti dalla legge a tutela dei creditori
Sulla base dei principi di diritto statuiti, in tema di concorso del c.d. extraneus nei reati fallimentari propri commessi dall’amministratore di fatto o di diritto della società fallita, dalla giurisprudenza di legittimità é configurabile il concorso nel reato di bancarotta fraudolenta da parte di persona estranea al fallimento, quando la condotta di quest’ultimo sia stata efficiente per la produzione dell’evento e il terzo concorrente abbia operato con la consapevolezza e la volontà di aiutare l’imprenditore in dissesto a pregiudicare gli adempimenti predisposti dalla legge a tutela dei creditori. La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 13002 depositata il 28 marzo 2023, intervenuta in tema di reato di bancarotta fraudolente per distrazione del concorrente extraneus, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... nel delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione, il dolo del [...]