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Le sanzioni irrogate alla società estinta sono intrasmissibili ai soci e al liquidatore

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 24316 del 9 agosto 2023, intervenendo in tema di sanzioni tributaria, ha ribadito il principio di diritto secondo cui  "... l'estinzione della società in conseguenza della cancellazione dal registro delle imprese determina l'intrasmissibilità della sanzione (arg. dal D.Lgs. n. 472 del 1997, ex art. 8), regola che costituisce corollario del principio della responsabilità personale, codificato nell'art. 2, comma 2 del medesimo decreto, sia ai soci, sia al liquidatore. (Cass. civ., 7 aprile 2017, n. 9094) ..." La vicenda ha avuto origine dalla notifica ad una s.r.l., ad opera dell'Agenzia delle Entrate, di due atti di recupero del credito IVA per indebita compensazione, con conseguente irrogazione delle sanzioni. La società contribuente aveva proposto aveva proposto separati ricorsi. I giudici di prime cure aditi avevano dichiarato la cessazione della materia del [...]

Nel caso di adesione al processo verbale di constatazione, l’impugnazione può essere fatta valere solo nel caso in cui non vi sia corrispondenza tra la maggiore imposta dovuta, secondo quanto emerge nel processo verbale di constatazione, e l’importo indicato nell’atto di definizione

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 17068 depositata il 14 giugno 2023, intervenuta in tema di impugnabilità dell'atto di adesione, ha ribadito che "... fermo il principio generale in virtù del quale la definizione dell'accertamento con adesione, su istanza del contribuente, determina l'intangibilità della pretesa erariale oggetto del concordato intervenuto tra le parti, con la conseguente inammissibilità del ricorso volto a contestare il relativo atto, deve tuttavia ammettersi l'impugnabilità dell'atto di definizione quando non vi sia corrispondenza tra gli importi in esso contenuti e quelli indicati nel processo verbale di constatazione al quale egli aveva aderito, atteso che, diversamente, verrebbero limitati i diritti del contribuente sanciti dall'art. 24 Cost., tenuto conto peraltro, che l'art. 19 del d. lgs. n. 546 del 1992 si deve interpretare estensivamente, identificandosi tra gli atti impugnabili tutti quelli che, [...]

Il verbale di conciliazione deve essere sottoscritto in ambiente protetto, quello firmato davanti al prefetto è nullo in quanto non rientra tra gli ambienti protetti

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 25796 depositata il 5 settembre 2023, intervenendo in tema di atti transattivi di cui all'art. 2213 del c.c., ha riaffermato il principio di diritto secondo cui il "... decisivo rilievo dell’effettività dell’assistenza sindacale, nel senso che le rinunce e le transazioni aventi ad oggetto diritti del prestatore di lavoro previsti da disposizioni inderogabili di legge o di contratti collettivi, contenute in verbali di conciliazione conclusi in sede sindacale, non sono impugnabili, a condizione che l'assistenza prestata dai rappresentanti sindacali sia stata effettiva, così da porre il lavoratore in condizione di sapere a quale diritto rinunci e in quale misura, nonché, nel caso di transazione, a condizione che dall'atto stesso si evincano la questione controversa oggetto della lite e le "reciproche concessioni" in cui si risolve il contratto transattivo [...]

Processo tributario: la perizia estimativa e la consulenza tecnica hanno contenuto di allegazione difensiva a contenuto tecnico e possono essere depositata fino a dieci giorni prima dell’udicenza pubblica

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 26798 depositata il 19 settembre 2023, intervenendo in tema di tassazione delle plusvalenze ed in tema di perizie e consulenze, ha ribadito che "... le perizie estimative, tanto che provengano da organi tecnici dell’amministrazione quanto da privati nell’interesse del contribuente, hanno contenuto di allegazione difensiva a contenuto tecnico, sia che esse siano singolarmente prodotte, sia che la relativa allegazione avvenga nel contesto di scritti difensivi (con specifico riferimento al processo tributario ex multis: Cass. 6351/2016 e più recentemente Cass. 30364/2019). ..." Per i giudici di legittimità va ribadito il principio di diritto secondo cui "... nel processo tributario, atteso che l'art. 58, comma secondo, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, fa salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti in appello, è ammissibile la produzione, nel [...]

Il dipendente che effettua un furto di piccolo importo non può essere licenziato causa la sproporzione tra sanzione applicata e condotta contestata

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 27353 depositata il 26 settembre 2023, intervenendo in tema di licenziamento, ha ribadito che "... nell’ipotesi di accertata sproporzione tra sanzione applicata e condotta contestata, va disposta la tutela risarcitoria se la condotta stessa non è sussumibile in alcuna delle fattispecie per cui i contratti collettivi o i codici disciplinari prevedano l’irrogazione di una sanzione conservativa, ricadendo il difetto di proporzionalità tra le “altre ipotesi” menzionate dall’art. 18, comma 5, l. n. 300/1970, mentre va disposta la tutela reintegratoria se il fatto contestato e accertato è contemplato da una norma negoziale vincolante e tipizzato come punibile con una sanzione conservativa (così Cass. civ., sez. lav., 9.7.2021, n. 19585). ..." La vicenda ha riguardato un dipendente, con mansioni di magazziniere addetto alla cella frigo,  di una società di capitale [...]

Sanzioni tributarie: prescrizione e decadenza in cinque anni, fatto salvo se hanno formato oggetto di sentenza irrevocabile

Le sanzioni tributarie sono soggette, in tema di prescrizione e decadenza, ad un disciplina autonoma e indipendente dalla prescrizione dei crediti nascenti dal rapporto tributario. Per cui le sanzioni, salvo che non siano state oggetto di una sentenza definitiva, trova applicazione l’art. 20, comma 3, d. lgs. n. 472/1997 statuisce che «il diritto alla riscossione della sanzione irrogata si prescrive nel termine di cinque anni. L'impugnazione del provvedimento di irrogazione interrompe la prescrizione, che non corre fino alla definizione del procedimento». Il regime prescrizionale, in quanto generalizzato per qualunque provvedimento sanzionatorio, non può, pertanto, essere limitato alle sole sanzioni non contestuali all’atto impositivo e costituisce principio generale dell’ordinamento tributario. Sul tema si segnalano le sentenze n. 2095 del 2023 e n. 13781 del 2023 della Suprema Corte che conferma i concetti sopra indicati. In tali sentenze [...]

Interessi sul ritardato pagamento dei tributi: prescrizione quinquennale

La prescrizione degli interessi sul ritardato pagamento dei tributi costituiscono un obbligazione autonoma ed indipendente rispetto al debito tributario.  Sul tema si segnalano le sentenze n. 2095 del 2023 e n. 13781 del 2023 della Suprema Corte che ha chiarito che "... gli interessi dovuti per il ritardo nell'esazione dei tributi, il relativo credito, integrando un'obbligazione autonoma rispetto al debito principale, suscettibile di autonome vicende (da ultimo, si veda Cass. S.U. n. 22281 del 14/07/2022, punto 9.4.1.), rimane sottoposto al proprio termine di prescrizione quinquennale fissato dall'art. 2948, primo comma, n. 4, cod. civ. (Cass. n. 27055 del 14/09/2022; Cass. n. 13258 del 28/04/2022; Cass. n. 7486 del 2022, ; Cass. n. 1980 del 24/01/2022; Cass. n. 31283 del 03/10/2021; Cass. n. 22351 del 15/10/2020; Cass. n. 20955 del 10/07/2020; Cass. n. 12740 del 2020, [...]

Processo tributario: onere della prova e responsabilità dei cessionari dei crediti tributari

La riforma del processo tributario ad opera della legge n. 130 del 2022 ha introdotto il comma 5-bis nell'articolo 7 del D.Lgs. n. 546 del 1992 con cui il legislatore ha inteso obbligare l'ente impositore a provare nel processo tributario le violazioni oggetto dell’atto impugnato. Inoltre il comma in commento obbliga il giudice tributario a fondare le sue decisioni sugli elementi di prova riversati nel giudizio stesso ed essendo obbligato ad annullare l'atto impositivo qualora la prova della sua fondatezza risulta mancante, contraddittoria o in ogni caso insufficiente a dimostrare, in maniera circostanziata e puntuale, le ragioni oggettive poste a fondamento della maggiore pretesa e delle connesse sanzioni, in coerenza con la normativa tributaria sostanziale. Responsabilità dei cessionari Alla luce del comma 5-bis che obbliga ad un rigoroso rispetto del principio dell'onere della prova che va interpretata la [...]

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