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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Per i costi pluriennali il termine di decadenza va riferito al singolo anno in cui è stato dedotto per la Cassazione, la legge sulla riforma fiscale prevede invece la decadenza dell’accertamento decorre dall’anno in cui il componente è maturato

Per i costi pluriennali il termine di decadenza va riferito al singolo anno in cui è stato dedotto per la Cassazione, la legge sulla riforma fiscale prevede invece la decadenza dell'accertamento decorre dall'anno in cui il componente è maturato

Titolari effettivi: dal 10 ottobre e fino all’ 11 dicembre 2023 è possibile inviare la comunicazione di tali dati all’ apposito registro tenuto dalla CCIAA

Il decreto sulla operatività del registro dei titolari effettivi è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 ottobre 2023. Per cui, i soggetti obbligati a comunicare telematicamente al registro dei titolari effettivi tenuto dalla CCIAA hanno tempo fino all' 11 dicembre 2023 (in quanto il giorno 8 è festivo ed il 9 e 10 sono rispettivamente sabato e domenica) per adempiere a tale obbligo. Infatti ai sensi del comma 6 dell'articolo 3 del D.M. n. 55 del 2022 (Gazzetta Ufficiale è previsto l'obbligo per  società, enti personificati e trust  di inviare telematicamente i dati del titolare effettivo. Il decreto sull'operatività era l'unico che mancava infatti erano stati tutti emanati i provvedimenti normativi previsti di cui di seguito si indica l'elenco: decreto 12 aprile 2023 (G.U. n. 93 del 20/4/2023): approvazione delle specifiche tecniche del formato [...]

Il reato di peculato d’uso è configurabile, anche se è escluso il danno economico, quando l’utilizzo del computer durante l’orario di lavoro sistematico e prolungato per motivi personali distoglie il lavoratore dalle sue mansioni e dunque determina una lesione all’operatività dell’ufficio

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 40702 depositata il 5 ottobre 2023, intervenendo in tema di reato di cui all'art. 314 c.p., ha ribadito che "... nel peculato d'uso non è configurabile il reato solo laddove l'uso episodico ed occasionale di un bene di servizio non abbia leso la funzionalità della pubblica amministrazione e non abbia causato un danno patrimoniale apprezzabile (in questo senso, tra le altre, Se2:. 5, n. 37186 del 01/07/2019, Ciancarella, Rv. 277004; Sez. 6, n. 23824 del 26/04/2019, Bifolco, Rv. 276070; e, con specifico riferimento all'uso per fini personali di un computer dell'ufficio, Sez. 6, n. 34524 del 02/07/2013, Amato, Rv. 255810). ..." La vicenda ha riguardato un dipendente di una società pubblico-privata, il quale era stato licenziato per violazione dei suoi doveri perché trascorreva, durante l'orario [...]

L’obbligo di vaccinazione e le relative sanzioni sono costituzionalmente legittime in quanto opera un bilanciamento tra la dimensione individuale e quella collettiva del diritto alla salute

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 185 depositata il 5 ottobre 2023, intervenuto in ordine al tema dell'obbligo di vaccinazione e delle relative sanzioni, ha affermato, in continuità con le sentenze n. 14 e 15 del 2023, che è  costituzionalmente legittimo l’obbligo del vaccino COVID-19 per gli esercenti le professioni sanitarie diversi dagli operatori sanitari in senso stretto, in particolare chimici e fisici che svolgono la loro prestazione lavorativa in luoghi di cura, in considerazione, da un lato, del non irragionevole bilanciamento operato dal legislatore tra la dimensione individuale e quella collettiva del diritto alla salute, alla luce della situazione sanitaria dell’epoca e delle conoscenze medico-scientifiche disponibili, e, dall’altro lato, della proporzionalità della misura imposta anche in ragione della sua strutturale temporaneità. I giudici costituzionali hanno ritenuto che "... L’imposizione dell’obbligo vaccinale per categorie legislativamente predeterminate, gradualmente individuate nei termini [...]

Il reato di omesso versamento di ritenute previdenziali ed assistenziale non è escluso dalla crisi di impresa o di liquidità

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 32967 depositata il 28 luglio 2023, intervenendo in tema di reati tributari, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali è a dolo generico, ed è integrato dalla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti, ravvisabile anche qualora il datore di lavoro, in presenza di una situazione di difficoltà economica, abbia deciso di dare preferenza al pagamento degli emolumenti ai dipendenti ed alla manutenzione dei mezzi destinati allo svolgimento dell'attività di impresa, e di pretermettere il versamento delle ritenute all'erario, essendo suo onere quello di ripartire le risorse esistenti all'atto della corresponsione delle retribuzioni in modo da adempiere al proprio obbligo contributivo, anche se ciò comporta l'impossibilità di pagare i compensi nel loro intero [...]

Processo tributario limite al potere di indagine del giudice tributario

Il D.Lgs. n. 546 del 1992 dispone che "... 1. Le ((corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado)), ai fini istruttori e nei limiti dei fatti dedotti dalle parti, esercitano tutte le facoltà di accesso, di richiesta di dati, di informazioni e chiarimenti conferite agli uffici tributari ed all'ente locale da ciascuna legge d'imposta. 2. Le ((corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado)), quando occorre acquisire elementi conoscitivi di particolare complessità, possono richiedere apposite relazioni ad organi tecnici dell'amministrazione dello Stato o di altri enti pubblici compreso il Corpo della Guardia di finanza, ovvero disporre consulenza tecnica. I compensi spettanti ai consulenti tecnici non possono eccedere quelli previsti dalla legge 8 luglio 1980, n. 319, e successive modificazioni e integrazioni. 3. COMMA ABROGATO DAL D.L. 30 SETTEMBRE 2005, N. 203, CONVERTITO, [...]

Nei confronti del soggetto che abbia gestito uti dominus, ai sensi dell’art. 37, terzo comma, del d.P.R. n. 600 del 1973, una società di capitali si determina la traslazione del reddito d’impresa e delle relative imposte e non trova applicazione l’art. 7 del d.l. n. 269 del 2003, che statuisce che le sanzioni tributarie sono esclusivamente a carico della persona giuridica

Nei confronti del soggetto che abbia gestito uti dominus, ai sensi dell’art. 37, terzo comma, del d.P.R. n. 600 del 1973, una società di capitali si determina la traslazione del reddito d’impresa e delle relative imposte e non trova applicazione l'art. 7 del d.l. n. 269 del 2003, che statuisce che le sanzioni tributarie sono esclusivamente a carico della persona giuridica

Il lavoratore può chiedere la differenza retributiva tra quanto previsto dal CCNL qualora deduca e sia dimostrata la non conformità all’art. 36 della Costituzione

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 27711 depositata il 2 ottobre 2023, intervenendo in tema di giusto salario, ha stabilito i seguenti principi di diritto secondo cui "... Nell'attuazione dell'art. 36 della Cost. il giudice, in via preliminare, deve fare riferimento, quali parametri di commisurazione, alla retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria, dalla quale può motivatamente discostarsi, anche ex officio, quando la stessa entri in contrasto con i criteri normativi di proporzionalità e sufficienza della retribuzione dettati dall'art. 36 Cost., anche se il rinvio alla contrattazione collettiva applicabile al caso concreto sia contemplato in una legge, di cui il giudice è tenuto a dare una interpretazione costituzionalmente orientata. 2.- Ai fini della determinazione del giusto salario minimo costituzionale il giudice può servirsi ai fini parametrici del trattamento retributivo stabilito in altri contratti collettivi di settori affini o per mansioni analoghe. 3.- Nella opera [...]

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