
Bancarotta impropria per false comunicazioni sociali: presupposti
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 36807 depositata il 5 settembre 2023, intervenendo in tema di bancarotta impropria da false comunicazioni sociali di cui all'artt. 223 comma 2 n. 1 L. fall. previgente, 329 comma 2 n. 1 del DLgs. n. 14/2019, ha affermato che "... il reato di false comunicazioni sociali, in relazione alla esposizione in bilancio di enunciati valutativi, attesa la loro intrinseca opinabilità, è configurabile solo in presenza di criteri predeterminati e vincolanti ai quali il redattore deve attenersi. In questi casi, divenendo un modo di rappresentare la realtà (in termini di coerenza o meno con i predetti criteri) non dissimile dalla descrizione o dalla constatazione, la valutazione sarà "falsa" ove si discosti consapevolmente dai detti criteri senza fornire adeguata informazione giustificativa. Ciò considerato, l'art. 2426 cod. civ., in [...]
Licenziamento di un dipendente pubblico per assenze ingiustificate non può essere automatico ma va valutata la reale portata dell’illecito
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 18372 depositata il 27 giugno 2023, intervenendo in tema di licenziamento di un dipendente pubblico per assenze ingiustificate, ha statuito che "... anche a fronte di una fattispecie legale quale quella di cui all’art. 55 quater del d.lgs. n. 165/2001, nel valutare la legittimità della sanzione irrogata dall’Amministrazione, una volta accertato che il lavoratore abbia commesso una delle mancanze previste dalla norma, il licenziamento non è una conseguenza automatica e necessaria, conservando l’amministrazione il potere-dovere di valutare l’effettiva portata dell’illecito tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto e, quindi, di graduare la sanzione da irrogare, potendo ricorrere a quella espulsiva solamente nell’ipotesi in cui il fatto presenti i caratteri propri del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa di licenziamento. ..." La vicenda ha riguardato [...]
Responsabilità patrimoniale dei soci di una società cancellata in presenza di utili extrabilancio
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20840 depositata il 18 luglio 2023, intervenendo in tema di responsabilità patrimoniale dei socie e dei liquidatori, ha riaffermato che "... La responsabilità dei liquidatori e degli amministratori per le imposte non pagate con le attività della liquidazione, prevista dall'art. 36 del d.P.R. n. 602 del 1973, dunque, è una fattispecie autonoma che sussiste in presenza dei requisiti normativi e non prevede alcuna successione o coobbligazione nei debiti tributari per effetto della cancellazione della società dal registro delle imprese. [...] in tema di società di capitali a ristretta base partecipativa, l'estinzione della società, conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, determinando un fenomeno di tipo successorio, non fa venir meno l'interesse dei creditori sociali (nella specie, l'Agenzia delle Entrate) ad agire ed a procurarsi un titolo nei confronti [...]
Esdebitazione: non viene preclusa dagli illeciti fiscali della società in quanto sono tassativi i presupposti soggettivi e oggettivi, in particolare di quello di cui al secondo comma dell’art. 142 L.F., richiesti per escludere il presupposto della meritevolezza
Esdebitazione: non viene preclusa dagli illeciti fiscali della società in quanto sono tassativi i presupposti soggettivi e oggettivi, in particolare di quello di cui al secondo comma dell'art. 142 L.F., richiesti per escludere il presupposto della meritevolezza
Processo tributario: termine breve per l’impugnazione della sentenza in presenza della sua doppia impugnazione
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 21457 depositata il 19 luglio 2023, intervenendo in tema termini di impugnazione, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... nel caso in cui una sentenza sia stata impugnata con due successivi ricorsi per cassazione, la seconda impugnazione deve essere notificata entro la scadenza del termine breve decorrente dalla notificazione della prima impugnazione, che dimostra la conoscenza legale della decisione da parte del ricorrente. (Sez. U - , Sentenza n. 10266 del 27/04/2018, Rv. 648132 - 04); ..." La vicenda ha riguardo una società di capitale a cui veniva notificato un avviso di accertamento a seguito di verifica bancarie. La società contribuente avverso tale atto impositivo con ricorso innanzi alla CTP. I giudici di prime cure rigettavano le doglianze della contribuente. La società impugnava la decisione della [...]
Processo Tributario: non possono essere utilizzate le prove irritualmente acquisite in violazione di specifica previsione di legge o di diritti fondamentali di rango costituzionale
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 612 depositata il 15 gennaio 2020, intervenendo in tema di inutilizzabilità delle prove acquisite irritualmente, ha ribadito che "... trovando applicazione anche in materia tributaria il principio d'inutilizzabilità della prova illegittimamente acquisita (Cass. n. 19689 del 1/10/2004). ..." I giudici di legittimità hanno precisato che "... l'autorizzazione all'accesso da parte dell'autorità giudiziaria, in quanto diretta a tutelare l'inviolabilità del domicilio privato, rilevava quale "condicio sine qua non" per la legittimità dell'atto e delle relative conseguenti acquisizioni (Cass. n. 6908 del 25/3/2011), ..." Alla luce di quanto affermato sulla "condicio sine qua non" gli Ermellini, nella sentenza in commento hanno riaffermato il principio di diritto secondo cui "... l'inutilizzabilità delle prove acquisite a mezzo di un accesso domiciliare illegittimo riguarda solo le prove e/o le fonti di prova per le [...]
Applicazione della responsabilità amministrativa dell’ente di cui all’art. 25-quinquiesdecies d.lgs. n. 231 del 2001 ai reati tributari
Con il D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157, è stato introdotto l'articolo 25-quinquiesdecies al D.Lgs. n. 231/2001 con cui si è estesa la responsabilità amministrativa delle presone giuridiche (società ed associazioni) per i reati tributari. Inoltre l'art. 39, comma 3) del d.l. n. 124/2019, in ordine alla efficacia dell'art. 25-quinquiesdecies, prevede che "Le disposizioni di cui ai commi 1 a 2 hanno efficacia dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del presente decreto" L'articolo 25-quinquiesdecies dispone che "... 1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie: a) per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall'articolo 2, comma [...]
Nullità dell’avviso di accertamento sorretto da motivazione contraddittoria, poiché in tal caso esso non consente al contribuente di avere certezza degli elementi fondanti le ragioni della pretesa
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 13620 depositata il 17 maggio 2023, intervenendo in tema di obbligo di motivare gli atti impositivi, ha riaffermato che "... l'avviso di accertamento è affetto da nullità laddove sia fondato su motivi d'imposizione distinti ed inconciliabili, in quanto, rispondendo la motivazione alla duplice esigenza di rispettare i principi d'informazione e collaborazione, già fissati dall'art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e, specificamente in materia fiscale, dall'art. 10 della legge 27 luglio 2000, n. 212, e di garantire il pieno esercizio del diritto di difesa, non è legittimo l'intento dell'Amministrazione di formulare una motivazione contraddittoria con funzione di "riserva", sia perché la pretesa impositiva per essere conforme a legge può basarsi su elementi concorrenti, ma non su presupposti fattuali contrastanti, sia perché l'alternatività delle ragioni giustificatrici della [...]