
F24 limiti quantitativi di compenzensazione
Per le limitazioni quantitative delle compensazioni da effettuare nel modello F24 l'articolo 34 delle legge 388 del 2000, il cui contenuto è stato modificato dall'articolo 9 del D.L. n. 35/2013, rappresenta la norma di riferimento . In base all'articolo 34, sopra menzionato, il contribuente che vanta crediti nei confronti dell’Erario e/o di istituti previdenziali può utilizzare tali crediti entro il limite massimo dei crediti d'imposta e dei contributi compensabili è fissato in 700.000 euro. Tale limite massimo di utilizzo del credito opera cumulativamente, per tutti i crediti di imposta dei quali è titolare il contribuente, e non singolarmente per ciascun credito d'imposta disponibile. Per cui occorre prestare particolare attenzione al rispetto di tale limite, il cui superamento comporta l'applicazione delle relative sanzioni e la perdita del suo utilizzo per l'anno successivo. Per evitare tali conseguenze occorre il [...]
Amministratore di fatto: il padre che aiuta la figlia in modo costante nella gestione dell’azienda – Cassazione sentenza n. 31906 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 31906 depositata il 3 luglio 2017 intervenendo sulla figura dell’amministratore “di fatto” in ambito societario e sulla sua responsabilità per uno dei reati previsti dal D.Lgs. n. 74 del 2000 ha affermato che il padre che in maniera continuativa e non episodico o occasionale aiuta la figlia nella gestione della Ditta a lei intestata può essere qualificato amministratore “di fatto” e in tale veste rispondere dell’eventuale reato fiscale. La vicenda ha riguardato il padre di una titolare di un azienda, era risultato da indagine eseguite che lo stesso avesse la delega sul conto aziendale e che molte fatture erano state incassate sul conto personale per cui veniva ritenuto che la Ditta accertata è formalmente intestata alla figlia dell’imputato, il quale ha negato di essere l’amministratore “di fatto” e quindi di [...]
Dichiarazione dei redditi: studi di settore chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la circolare 20/E del 2017
L'Agenzia delle Entrate con la pubblicazione della circolare n. 20/E del 13 luglio 2017 ha fornito ulteriori chiarimenti e precisazioni sull’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2016. Nella circolare l'Agenzia delle Entrate analizza le diverse novità sugli studi di settore che, tra gli altri aspetti, hanno riguardato: i criteri di territorialità risultano sempre più orientati a differenziare le modalità di applicazione degli studi di settore in funzione della realtà economica in cui l’impresa o il professionista opera; gli indicatori di coerenza economica la cui finalità è il contrasto di situazioni di non corretta compilazione dei dati previsti dai modelli degli studi di settore; la modulistica che risulta interessata da una significativa attività di semplificazione. In tal senso, risultano notevolmente ridotte le informazioni richieste nei modelli degli studi di settore. Inoltre, il numero di studi di settore per il 2016 è stato [...]
Compensazioni credito IVA a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza
Il comma 1 dell’articolo 17 del Decreto Legislativo n. 241/97, che regola le compensazioni, è stato modificato dal decreto legge n. 50 del 2017, convertito con modificazioni dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96. Il Decreto Legge n. 50/2017, convertito con modificazioni dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96, ha apportato delle modifiche al comma 1, dell’articolo 17 del Decreto Legislativo n. 241/97, che disciplina le compensazioni. In sede di conversione del summenzionato Decreto legge con il comma 4-bis dell’articolo 3, viene previsto che “la compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all'anno dell'imposta sul valore aggiunto, per importi superiori a 5.000,00 euro annui, può essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui il credito emerge”. Pertanto viene statuito che l’utilizzo in compensazione dei crediti [...]
Antiriciclaggio: nuove norme immediatamente applicabili ai professionisti
Con l'attuazione della quarta direttiva antiriciclaggio (2015/849/UE) ad opera del DLgs. n. 90 del 25 maggio 2017 si è modificato sostanzialmente la normativa sull'antiriciclaggio. Le norme del decreto legislativo approvato sono immediatamente applicabile salvo quanto disposto dall’art. 9. Le disposizioni transitorie contenute nel decreto legislativo di recente approvazione dispongono che i provvedimenti emanati dalle autorità di vigilanza di settore (Banca d’Italia, Consob e Ivass), ai sensi di norme abrogate o sostituite dal nuovo decreto, continuino a trovare applicazione fino al 31 marzo 2018. Nel medesimo decreto legislativo viene contenuto l'obbligo per dette autorità di adottare le disposizioni attuative di cui all’art. 16, comma 2 – come riformulato dal D.Lgs. 90/2017 – entro 12 mesi dall’entrata in vigore di quest’ultimo. Le disposizioni riguardano l’individuazione dei requisiti dimensionali e organizzativi in base ai quali i soggetti rispettivamente vigilati dovranno adottare [...]
Dividendi e Plusvalenze la nuove percentuali di imponibilità al 58,14 per cento
Con il Decreto del 26 maggio 2017 del Ministero dell'Economia e delle Finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 11 luglio 2017, sono state determinate le nuove percentuali di partecipazione al reddito imponibile degli utili e delle plusvalenze derivanti da partecipazioni, strumenti finanziari equiparati e contratti di associazione e cointeressenza con apporto diverso dalle opere e servizi conseguiti da soggetti diversi dalle società di capitali ed enti commerciali residenti in Italia e da stabili organizzazioni di enti non residenti. L'emanazione del decreto si è resa necessaria a seguito della riduzione dell’aliquota Ires dal 27,5% al 24% a decorrere dal 1° gennaio 2017, con effetto per i periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2016, la percentuale è calcolata in modo tale che la somma dell’Ires pagata dalla società e dell’Irpef pagata dal socio sia pari al [...]
Ai fini ICI la valutazione delle aree edificabili tiene conto del piano regolatore – Cassazione ordinanza n. 15921 del 2017
La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 15921 depositata il 23 giugno 2017 intervenendo in tema di tributi locali ha affermato che ai fini della determinazione della base imponibile per i tributi locali ed in particolare ai fini ICI il valore dell'area edificabile non è calcolato con la rendita catastale ma del suo valore venale che è influenzato dal piano regolatore. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato dal Comune un avviso di accertamento dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) relativa a terreno ritenuto edificabile. Il contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. Il giudice adito accoglieva le doglianze del ricorrente. Il Comune impugnava la sentenza di prime cure innanzi alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di appello confermarono la sentenza impugnata. In particolare la CTR riteneva che il terreno assoggettato ad [...]
Redditometro rientrano tra i beni indice anche le auto storiche – Cassazione ordinanza n. 15899 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 15899 depositata il 26 giugno 2017 intervenendo in tema di accertamento fondato sul redditometro ha affermato che l'accertamento sintetico (cd. redditometro) tende a determinare, sulla base di presunzioni semplici, il reddito complessivo attraverso gli “elementi indicatori di capacità contributiva” tra questi rientrano anche le auto storiche alla stregua di qualsiasi autovettura. La vicenda ha riguardato un contribuente nei cui confronti veniva emesso un avviso di accertamento poiché i redditi dichiarati erano stati ritenuti incongrui rispetto al quelli determinati con il cd. redditometro, sulla base della proprietà e del possesso di beni indici. Il contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di primo grado respinsero le doglianze del ricorrente. Il contribuente impugnava la decisione di primo grado innanzi alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di [...]







