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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Antiriciclaggio: obblighi per il consulente del lavoro

Tra i soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio (D.Lgs n. 231/2007) vi sono i  Consulenti del Lavoro. La normativa non trova applicazione per le attività previste dall’ art. 12, comma 3, in relazione allo svolgimento della mera attività di redazione e/o di trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12. Recentemente per i Consulenti del Lavoro, è stata emanata dal Consiglio Nazionale, una circolare che evidenzia alcuni obblighi in materia di antiriciclaggio, e precisamente la circolare n. 1137 del 11/12/2016, e sempre sul tema, nell’anno 2013 era stata emanato il parere n. 2 del 27/05/2013. Prestazioni soggette all’adeguata verifica Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro con la circolare n. 1137 del 11 dicembre 2016, viene stabilito che i Consulenti [...]

ANTIRICICLAGGIO: l’autoriciclaggio va segnalato dai professionisti soggetti destinatari della normativa sull’antiriciclaggio

Al fine di individuare l'ambito di applicazione della normativa antiriciclagggio e dei relativi obblighi in materia a carico dei professionisti destinatari della normativa in commento occorre definire  ed esaminare correttamente il concetto dell’autoriciclaggio. Dal punto di vista della normativa penale il soggetto che abbia commesso il reato presupposto con la legge n. 186 del 15 dicembre 2014 che ha introdotto l'art. 648 ter c.p. è punibile anche del reato di riciclaggio per avere sostituito o trasferito il provento del reato presupposto in quanto, del tutto irrilevanti per la normativa penale, le eventuali modalità con cui l’autore del reato presupposto abbia lui stesso ad esempio movimentato,trasferito o impiegato i proventi illeciti. Sul fronte della normativa antiriciclaggio la definizione di riciclaggio, per gli obblighi degli avvocati, commercialisti e altri destinatari della norma, ricomprende anche la condotta dell’autoriciclaggio. Per autoriciclaggio [...]

Illegittimo il fermo amministrativo disposto da un ufficio di Equitalia diverso da quello di residenza – Cassazione sentenza n. 8049 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8049 del 29 marzo 2017 intervenendo in tema di procedure esecutive ha affermato che il fermo amministrativo eseguito da un ufficio di Equitalia diverso da quello del luogo di residenza del contribuente è illegittimo. La vicenda ha riguardato un contribuente, a cui a seguito del mancato pagamento di alcune cartelle di pagamento, Equitalia procedeva alla iscrizione del fermo amministrativo della sua autovettura. Avverso tale atto il contribuente proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici accoglievano la doglianza riguardante la illegittimità dell'iscrizione del fermo per incompetenza territoriale del concessionario. L'Agente della riscossione proponeva ricorso in Commissione Tributaria Regionale i cui giudici confermavano la sentenza dei giudici di Equitalia Sud spa propone ricorso per cassazione basato quattro motivi Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso dell'Agente della riscossione a [...]

Accertamento con redditometro: l’onere della prova a carico del contribuente – Cassazione ordinanza n. 9941 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 9941 del 19 aprile 2017 intervenendo in tema di accertamento sintetico ha affermato che "in tema di accertamento in rettifica delle imposte sui redditi delle persone fisiche, la determinazione effettuata con metodo sintetico, sulla base degli indici previsti dai decreti ministeriali del 10 settembre e 19 novembre 1992, riguardanti il cd. redditometro, dispensa l’Amministrazione da qualunque ulteriore prova rispetto all’esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva, sicché è legittimo l’accertamento fondato su essi, restando a carico del contribuente, posto nella condizione di difendersi dalla contestazione dell’esistenza di quei fattori, l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore (Sez. 6 – 5, n. 16912 del 10/08/2016; Sez. 5, n. 9539 del 19/04/2013)." La vicenda ha riguardato una contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate notificava [...]

Processo tributario: litisconsorzio – Cassazione sentenza n. 8766 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8766 del 5 aprile 2017 intervenendo in tema di accertamento nei confronti di società di persone ha precisato alcuni aspetti in tema di litisconsorzio necessario  pur essendoci state distinte sentenze, per società e soci, con successivi distinti ricorsi, vista la evidente connessione, la Corte di Cassazione disponeva la riunione, ex art. 274 cpc. Nel processo tributario il litisconsorzio è normato dall’art. 14 del D.Lgs. 546/92, il quale statuisce che “Se l’oggetto del ricorso riguarda inscindibilmente più soggetti, questi devono essere tutti parte nello stesso processo e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni di essi”.  Pertanto il litisconsorzio sussiste ogniqualvolta l’oggetto del ricorso, o dell’appello, concerne in modo inscindibile più soggetti, ossia se il ricorso o l’appello deve essere proposto congiuntamente da o nei confronti di più [...]

Nullità a cartella di pagamento che non riporta il tasso e decorrenza interessi applicati – Cassazione sentenza n. 9799 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 9799 del 19 aprile 2017 intervenendo in tema di legittimità della cartella di pagamento ha affermato che è illegittima la cartella di pagamento che non riporta il tasso e i giorni utilizzati per il calcolo degli interessi pretesi. La vicenda ha riguardato alcuni contribuente a cui veniva notificata la cartella di pagamento per interessi erano stati liquidati a seguito della sentenza della Commissione Tributaria. I contribuenti impugnavano la cartella esattoriale  lamentando la mancanza di qualsiasi riferimento al tasso ed alla decorrenza, sicché la cartella era da considerarsi priva di motivazione. La commissione tributaria provinciale, adita, accoglieva il ricorso. Avverso tale decisione l’Agenzia delle entrate ha proposto appello e la commissione tributaria regionale accoglieva le doglianze del fisco sul rilievo, che la cartella facesse riferimento alla sola sentenza n. 40/2/04 [...]

IVA: problematiche della compensazione orizzontale del credito

La compensazione orizzontale mediante F24 risulta possibile per quei contribuenti che hanno al 31 dicembre dell’anno precedente eccedenze di tributi. Non poche sono le problematiche connesse. In particolare per la compensazione orizzontale del credito IVA. Regole della compensazione orizzontale I crediti maturati, in particolare quello dell'IVA, al 31 dicembre di ogni anno permettono al contribuente di poter compensare i predetti crediti tributari in F24, utilizzandoli per il pagamento delle somme a debito di altri tributi e contributi evitando così eventualmente lunghe e dispendiose procedure per chiedere il loro rimborso. La compensazione orizzontale è possibile per fasce di utilizzo di credito che sono più o meno raggiungibili pena l’aumento degli oneri e dei controlli a carico di contribuenti e consulenti, per non parlare delle responsabilità a volte anche penali. Esaminiamo la compensazione orizzontale del credito IVA. Nella [...]

Regime di Cassa le rimanenze finali non avranno impatto sulle società di comodo

Con la circolare n. 11/E del 13 aprile 2017 l'Agenzia delle Entrate ha precisato che il componente negativo derivante dalla deduzione integrale, nel primo periodo di applicazione del regime per cassa, delle rimanenze finali dell’esercizio precedente non è mai rilevante ai fini dell’applicazione della disciplina delle società di comodo. La legge di Bilancio 2017 ( legge 232/2016 articolo 1, commi da 17 a 23), come  è noto, ha introdotto il un nuovo regime di determinazione del reddito per le imprese in contabilità semplificata, cosiddetto regime per cassa. Il legislatore al fine di venire incontro alle esigenze dei contribuenti minori al fine di evitare gli effetti negativi derivanti dai ritardi cronici di pagamento e dal cd. credit crunch che possono impattare negativamente sulla sostenibilità del business per le imprese minori, ha introdotto il nuovo regime di determinazione del [...]

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