
Assegni Familiari anche agli stranieri residenti – Cassazione sentenza n. 11165 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11165 del 8 maggio 2017 intervenendo in tema erogazione degli Assegni per il Nucleo Familiari ha affermato che ai lavoratori stranieri soggiornanti di lungo periodo e che risiedono nel territorio nazionale competono alle famiglie straniere il diritto a percepire gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF) che vengono erogati, in presenza degli altri requisiti, dai Comuni ove hanno la residenza. Per cui l’art. 65 della L. 448/98 deve essere interpretato alla luce della direttiva comunitaria 2003/109/CE. La vicenda ha riguardato il ricorso presentato da alcune associazioni avverso i provvedimenti di rigetto del beneficio degli ANF per i cittadini stranieri soggiornanti di lungo periodo con residenza in Italia per difetto del requisito della cittadinanza. Il Tribunale adito accoglie le doglianze dei ricorrenti riconoscendo il carattere discriminatorio dei provvedimenti di [...]
Studi di settore: gestione antieconomica legittima la loro applicazione – Cassazione sentenza n. 9484 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 9484 del 12 aprile 2017 intervenendo in tema di accertamento con studi di settore ha affermato che la Commissione tributaria può annullare l’atto impositivo solo qualora il contribuente abbia provato la sussistenza delle condizioni che giustificano la sua esclusione dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli standard o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo di tempo preso in esame. La vicenda ha riguardato una società a cui l'Agenzia delle entrate notificava un avviso di accertamento basato sull'applicazione degli studi di settore per gestione antieconomica. La contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici eespingevano le doglianze della società. La società contribuente impugnava la decisione di primo grado ricorrendo alla Commissione tributaria Regionale. I giudici di appello riformavano la sentenza impugnata ritenendo illegittimo [...]
Fondo patrimoniale: possibili l’iscrizione per debiti tributari ma se riferiti ai bisogni della famiglia – Cassazione ordinanza n. 10975 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 10975 del 5 maggio 2017 intervenendo in tema di iscrizione ipotecaria per debiti tributari ha affermato che l'Agente per la riscossione può procedere alla iscrizione ipotecaria sui beni facente parte del fondo patrimoniale qualora i debiti tributari siano inerenti ai bisogni della famiglia. Per i creditori le cui obbligazioni sono state contratte per bisogni estranei a quelli della famiglia non possono essere soddisfatti con l’esecuzione sui beni del fondo. La vicenda ha riguardato un contribuente che aveva ricevuto un avviso di iscrizione ipotecaria dall'Agente per la riscossione (Equitalia). Il contribuente avverso tale atto proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che respingeva le doglianze del ricorrente. Avverso la decisione dei giudici di prime cure, il contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale, i cui giudici, in riforma della sentenza impugnata, accolsero le [...]
Se manca un numero limitato di fatture non vi è reato di distruzione o occultamento di documenti contabili, ex art. 10 D.Lgs. n. 74/00 – Cassazione sentenza n. 22126 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 221216 del 8 maggio 2017 intervenendo in tema di reati tributari ha statuito che il reato di distruzione o occultamento di documenti contabili, previsto dall'art. 10 D.Lgs. n. 74/00, non è configurabile dalla mancanza di un numero limitato di fatture e di piccoli importi è una circostanza su quale può fare leva il contribuente per farsi assolvere dal giudice. Il reato, infatti, non si configura, se le fatture ritrovate dalle Fiamme Gialle consentono ugualmente di ricostruire il reddito. Gli Ermellini accolgono il ricorso proposto da un contribuente che era imputato per il reato di distruzione o occultamento di documenti contabili. I giudici di legittimità puntualizzano che il reato previsto dall’articolo 10 del D.Lgs. n. 74 del 2000, viene commesso da parte di “chiunque,al fine di evadere le imposte [...]
Ritenute di acconto nuove modalità di scomputo
La modifica del contenuto dell'articolo 25-bis del D.p.r. 600/1973 e dell'art. 22 del del Dpr 917/86, nella parte relativa allo scomputo delle ritenute sulle provvigioni (inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari), intervenuta ad opera dell’articolo 5, comma 2-bis, del Decreto Legge n. 193/2016, convertito con modificazioni nella Legge n. 225/2016, ha modificato le modalità di detrazione delle ritenute d'acconto sui redditi tassati per competenza. La nuova versione del comma 2° dell'articolo 25 bis prevede che il percepiente possa optare tra il principio di competenza ed il principio di cassa per le ritenute operate nell’anno seguente, ma prima della scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi, rispetto al principio di competenza dei redditi dichiarati. La norma prima della modifica in commento consentiva lo [...]
Definizione agevolata delle liti pendenti col fisco introdotto dall’articolo 11 del D.L. 50/2017
Con il Decreto legge n. 50/2017 (cosiddetta Manovra correttiva) è stata introdotta la possibilità della definizione agevolata dei contenziosi con l’Agenzia delle Entrate ancora in essere alla data del 24 aprile 2017. L'articolo 11 D.L. 50/2017 introduce e regolamenta la definizione agevolata delle controversie tributarie, al fine di deflazionare il contenzioso tributario in cui è parte l’Agenzia delle Entrate. Per aderire occorre presentare, da parte del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, la domanda per le controversie: attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione ed anche a seguito di rinvio, la norma in commento prevede la possibilità di definire le controversie tributarie con il pagamento di tutti gli importi [...]
Accertamento fiscale a seguito di controlli presso i locali ove viene svolta l’attività sono nulli se emessi prima dei 60 giorni – Cassazione ordinanza n. 10989 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 10989 del 5 maggio 2017 intervenendo in tema di accertamento tributario ha affermato che l’atto impositivo che origina da una verifica “mista” (accesso presso lo Studio e indagini finanziarie) è nullo, qualora l'Agenzia delle Entrate non rispetta il termine di sessanta giorni di cui all’articolo 12, comma 7, della legge n. 212/2000. La vicenda ha origine da una verifica fiscale, con accesso ai locali utilizzati da un architetto per lo svolgimento della professione, a seguito della quale procedevano all'acquisizione della documentazione. Successivamente veniva richiesta una integrazione della documentazione in virtù d’indagini finanziarie effettuate sia nei suoi riguardi, che del coniuge. L'Agenzia delle Entrate al termine della verifica notificava al professionista un avviso di accertamento. Il contribuente proponeva ricorso avverso l'atto impositivo innanzi alla Commissione Tributaria provinciale, i cui giudici respingevano le [...]
Dichiarazione omessa: verifica della soglia di rilevanza penale – Cassazione sentenza n. 20897 del 2017
La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 20897 del 3 maggio 2017 intervenendo in tema di omessa dichiarazione fiscale ha affermato che ai fini della verifica del superamento della soglia di rilevanza penale stabilita dall’articolo 5 del D.Lgs. n. 74 del 2000, non è sufficiente il mero rinvio all’accertamento svolto dalla Guardia di finanza con metodo analitico-induttivo. Inoltre il reato di omessa dichiarazione richiede il dolo specifico di evasione; ossia è necessaria non solo l'effettiva evasione superiore al quantum previsto dalla norma, ma anche la prova che l'omessa dichiarazione fosse preordinata proprio all'evasione dell'imposta e per le quantità superiori alla soglia di cui all’articolo 5 del D.Lgs. n. 74/00. La vicenda ha visto protagonista un professionista accusato del reato di omessa dichiarazione e che per il predetto reato era stato condannato dal [...]