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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Finanziamenti dei soci: non risolte molte certezze

Con la scadenza del 12 dicembre 2013 per l'invio della comunicazione dei "finanziamenti" e delle "capitalizzazioni" concessi alla ditta individuale dai familiari dell'imprenditore o alla società dai soci all'Agenzia delle Entrate vi sono ancora molte incertezza non chiarire dall'Amministrazione Finanziaria. Entro la scadenza di cui sopra coloro che esercitano una «attività di impresa, sia in forma individuale che collettiva» è obbligato a comunicare all' Agenzia delle Entrate «i dati delle persone fisiche soci o familiari dell'imprenditore che hanno concesso all'impresa» nel 2012, «finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore» a 3.600 euro (provvedimento 2 agosto 2013, n. 94904). In considerazione del tenore della norma che obbliga a comunicare «i dati delle persone fisiche soci o familiari dell'imprenditore che hanno concesso all'impresa» i «finanziamenti» o le «capitalizzazioni», vanno [...]

Reati fiscali : nessuna confisca se si paga il tributo – Cassazione sentenza n. 45189 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 45189 depositata il 8 novembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha affermato che qualora il contribuente paga il tributo che gli viene contestato per un reato fiscale non può essere sottoposto a confisca per equivalente, in quanto la misura si tradurrebbe in un'ingiustificata sanzione. La vicenda ha riguardato un contribuente imputato di omessa presentazione della dichiarazione (articolo 5 Dlgs 74/2000) che aveva patteggiato la pena di un anno e 14 giorni di reclusione ed il Tribunale nell'occasione aveva disposto la restituzione dei beni precedentemente sequestrati.  Il PM proponeva ricorso per cassazione della decisione alla Corte Suprema lamentando l'errata restituzione di tali beni in violazione alla normativa sulla confisca per equivalente per i reati tributari. Gli Ermellini respingono il ricorso fornendo alcune interessanti precisazioni [...]

Licenziamento per soppressione delle mansioni assegnate al lavoratore ed obbligo di repechage – Cassazione sentenza n. 25197 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 25197 depositata il 8 novembre 2013 intervenendo in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo ha affermato l’illegittimità del recesso operato dall’azienda, qualora esiste anche una sola possibilità di repechage del lavoratore interessato e l’impresa non prova di aver adempiuto all’obbligo del tentativo di riposizionare il dipendente. In particolare la Suprema Corte ha precisato che il licenziamento risulta illegittimo se esiste una possibilità di repechage anche “a livello solo indiziario”. La vicenda ha riguardato un dipendente a cui veniva comunicato il suo licenziamento per l’esternalizzazione del servizio di pulizia interno che lo vedeva impiegato, ma questi non svolgeva solamente quest’attività, ed essendo un dipendente che si adattava a fare “un po’ di tutto”. Il dipendente impugnava il provvedimento di licenziamento inanzi al Tribunale, in qualità di giudice del lavoro, chiedendo [...]

Lavoro subordinato e retribuzione per lavoro domenicale – Cassazione sentenza n. 25196 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 25196 depositata il 8 novembre 2013 intervenendo in materia di retribuzione domenicale ha affermato che  per i lavoratori per i quali il riposo settimanale viene spostato a giornata diversa dalla domenica, il diritto al compenso per la particolare penosità del lavoro domenicale (ancorché con differimento del riposo settimanale in un giorno diverso) può essere soddisfatto, oltre che con supplementi di paga o con specifiche indennità, con l'attribuzione di vantaggi e benefici economici contrattuali di diversa natura, atteso che la penosità del lavoro domenicale può anche essere eliminata o comunque ridotta mediante un sistema di riposi settimanali che, permettendone il recupero in forma continua e concentrata nel tempo, risulti suscettibile di reintegrare compiutamente le energie psicofisiche del lavoratore. La vicenda ha riguardato un professore di orchestra dipendente [...]

Agevolazione prima casa: la superficie del garage non rileva ai fini del calcolo per abitazione di lusso – Cassazione sentenza n. 25161 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 25161 dell'8 novembre 2013 intervenendo in materia di benefici sulla prima casa ha sancito che il garage annesso all'abitazione permette al contribuente di rientrare nell'agevolazione della prima casa a condizione che: non fa aumentare la superficie vivibile dell'abitazione; non può essere qualificato di lusso. La vicenda ha riguardato due coniugi a cui veniva notificato un avviso di liquidazione cui veniva revocato il beneficio cosiddetto "prima casa" perché, a seguito di sopralluogo, l'abitazione era risultata "di lusso" in quanto avente superficie superiore a mq. 240,00 in relazione a un garage che l'Amministrazione aveva ritenuto abitabile, col conseguente recupero della maggiore imposta di registro. I contribuente avverso l'atto impositivo proponevano ricorso inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze dei ricorrenti ed annullavano l'avviso di [...]

Accertamento induttivo ed obbligo di provare le presunzioni a carico dell’Agenzia – Cassazione sentenza n. 25149 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 25149 depositata il 8 novembre 2013 intervenendo in materia di accertamento induttivo ha statuito che il contribuente,  piccolo commerciante, che non regge alla concorrenza di supermercati aperti nelle vicinanze e che avevano ridotto il valore dell'avviamento commerciale, tanto che anche i subentranti avrebbero poi chiuso definitivamente le due rivendite sono elementi validi a vincere le presunzioni dell'accertamento eseguito dall'Agenzia delle Entrate ai sensi dell'articolo 39 del DPR 600/73. La vicenda ha visto protagonista una contribuente che risultava intestataria di due piccoli negozi che venivano ceduti. L'Amministrazione finanziaria accertava a carico della detta contribuente imposte relative all'anno 1998 per IVA, IRPEF ed IRAP ammontanti ad oltre euro 7.000,00, oltre sanzioni. La donna a cui era stato notificato l'atto impositivo lo impugnava inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui [...]

Legittime le notifiche a mezzo posta delle Cartelle di pagamento fatte direttamente dal concessionario – Cassazione sentenza n. 25128 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 25128 depositata il 8 novembre 2013 intervenendo in materia di notifiche degli atti ha statuito che sono valide le notifiche degli atti di Equitalia fatte dal postino ed inoltre non è necessaria l’identificazione del ricevente sulla relata. La Corte Suprema contrariamente agli orientamenti formatisi presso i giudici tributari di tutta Italia che avevano sancito l’inesistenza delle notifiche a mezzo del servizio postale. La vicenda ha riguardato una società che si era opposta alla intimazione ad adempiere notificata in conseguenza di cartella esattoriale non adempiuta. La società ricorreva avverso l'atto alla Commissione Tributaria Provinciale che accoglieva le doglianze del ricorrente. Avverso la decisione dei giudici di prime cure, il concessionario proponeva appello inanzi alla Commissione Tributaria Regionale che in riforma della sentenza di primo grado accoglie le [...]

Pagare le sanzioni non comporta acquiescenza alla pretesa del fisco – Cassazione sentenza n. 24906 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 24906 depositata il 6 novembre 2013 intervenendo in tema di omessa dichiarazione ha statuito che il pagamento della sanzione non comporta per il contribuente il riconoscimento della correttezza della pretesa del Fisco. Per cui il contribuente nonostante il versamento ha tutto il diritto di contestare la somma relativa al tributo. Alla luce del principio statuito dalla Corte Suprema, con la sentenza in esame, i contribuenti potranno chiedere l'applicazione ed effettuare il pagamento delle sanzioni ridotte e nel contempo procedere ad effettuare il ricorso contro il tributo. Frequentemente colui che riceve una sanzione dall'amministrazione Finanziaria si pone il quesito se definire subito la sanzione, ottenendo così la riduzione a un terzo, oppure fare opposizione e iniziare una controversia il cui esito rimane incerto.   Grazie alla [...]

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