
Sicurezza sul lavoro responsabilità del coordinatore per la sicurezza e mancato adeguamento del piano di sicurezza – Cassazione sentenza n. 44977 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con sentenza n. 44977 depositata il 7 novembre 2013 intervenendo in materia di sicurezza sul lavoro ha affermato che la responsabilità penale per l’incidente occorso al lavoratore ricade non soltanto sul datore e sul direttore dei lavori, ma anche sul coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dell’opera, in caso di mancato adeguamento del piano di sicurezza e di coordinamento (Psc) alla perizia di variante e l’infortunato al momento del sinistro svolge mansioni non individuate né regolamentate in detto piano. La vicenda ha riguardato un dipendente che aveva subito un infortunio nel cantiere per la costruzione del ponte, durante le operazioni di sistemazione del cassone dello stesso ponte, prefabbricato, nella sua sede definitiva. Operazione che veniva eseguita utilizzando una tecnica denominata "varo di punta" (a spinta), che prevede l’utilizzo [...]
Condono tributario e ritardato pagamento di una rata: effetti – Cassazione ordinanza n. 25238 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 25238 depositata il 8 novembre 2013 intervenendo in tema di condono fiscale ha statuito che il contribuente che paga in ritardo anche una sola rata del condono è tenuto a versare le sanzioni per intero e non vi è possibilità di una riduzione proporzionale all’ammontare del versamento eseguito oltre il termine. Pertanto gli Ermellini richiamando un principio giurisprudenziale della stessa Corte (sentt. 20745/10, 19546/11, 21364/12) secondo cui "il condono previsto all’art. 9 bis della legge n. 289 del 2002 - relativo alla possibilità che gli omessi e tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute emergenti dalle dichiarazioni presentate vengano definiti mediante il solo pagamento dell’imposta e degli interessi o, in caso di mero ritardo, dei soli interessi, senza aggravi e sanzioni - costituisce una forma di condono [...]
Legittimo il ricorso cumulativo e/o l’appello cumulativo – Cassazione ordinanza n. 25129 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 25129 depositata il 8 novembre 2013 intervenendo in materia di processo tributario ha statuito che è ammissibile il ricorso cumulativo e l'appello cumulativo nei confronti di due distinte sentenze concernenti processi trattati separatamente riguardanti lo stesso tributo per diverse annualità. In altri termini qualora i procedimenti sono formalmente distinti ma attinenti al medesimo rapporto giuridico d'imposta, (anche se attinenti a diverse annualità), e i medesimi dipendano per intero dalla soluzione di una identica questione di diritto comune a tutte le cause, la Suprema Corte, ha ritenuto ammissibile il ricorso cumulativo e l'appello cumulativo, solo in ipotesi idonee a dar vita ad un giudicato rilevabile d'ufficio in tutte le cause relative al medesimo rapporto di imposta. Al contribuente venivano notificati avviso di pagamento e la successiva cartella di pagamento riferiti entrambi a [...]
Bancarotta fraudolente per inserimento di false fatture in contabilità – Cassazione sentenza n. 45120 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 45120 depositata il 7 novembre 2013 intervenendo in tema di reati societari ha statuito che l'utilizzo di fatture false in contabilità, determina il reato di bancarotta fraudolenta documentale in quanto il dolo consiste nell’aver mascherato lo stato di dissesto della società che ha portato al fallimento. Per cui l'utilizzo di fatture false, oltre ad integrare il reato previsto dal D.lgs. 74/2000, a determinate condizioni, integra altresi il reato di bancarotta previsto dal R.D. 267/42. Rammentiamo che con le modifiche intervenuto sui limiti delle soglie di punibilità, utilizzare una fattura falsa nella dichiarazione dei redditi, anche semplicemente di un 1 euro, integra il reato di dichiarazione fraudolenta di cui all'art. 2 D.lgs. 74/2000. La vicenda ha visto protagonista un imprenditore accusato di aver tenuto irregolarmente la contabilità [...]
Licenziamento per impossibilità sopravvenuta della prestazione – Cassazione sentenza n. 25073 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 25073 depositata il 7 novembre 2013 ha statuito la legittimità del licenziamento ex articolo 1464 per impossibilità di svolgere la prestazione per il terapista che non sia più in regola con i titoli richiesti dalla nuova normativa. La vicenda ha riguardato una terapista dipendente di un Centro di riabilitazioneche era stata licenziata per definitiva impossibilità della prestazione essendo venuti a mancare i requisiti soggettivi per svolgerla e cioè il titolo per svolgere l’attività di masso-kinesiterapia. La lavoratrice impugnava il licenziamento inanzi al Tribunale, quale giudice del lavoro, che accoglieva la domanda attorea e quindi dichiarava illegittimo il provvedimento di licenziamento. La società datrice di lavoro ricorreva contro la decisione del giudice di prime cure inanzi alla Corte di Appello. I giudici distrettuali riformavano la sentenza [...]
Licenziamento per superamento del periodo di comporto escludere le assenze per malattia riconducibile al datore – Cassazione sentenza n. 25070 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 25072 depositata il 7 novembre 2013 intervenendo in materia di malattia professionale ha chiarito che tale caratteristica legata all'assenza del lavoratore non risulta di per sé idonea ad escludere la computabilità dei periodi di assenza del prestatore stesso dal comporto. Pertanto ha ritenuto nullo il licenziamento del lavoratore per superamento del periodo di comporto conteggiando anche le assenze per malattia professionale. Precisando che ai fini della non computabilità dei periodi di assenza per malattia professionale è necessario che il lavoratore, dopo aver richiesto al datore di lavoro di intervenire in relazione al disagio manifestato, risulti da un lato il mancato intervento e dall'altro un aggravamento dello stato di salute del prestatore legato alla mansione dallo stesso svolta. La vicenda ha visto protagonista un dipendente a [...]
Presunzioni bancarie: valide ai fini delle rettifiche e degli accertamenti – Cassazione sentenza n. 25120 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 25120 depositata il 7 novembre 2013 intervenendo in tema di accertamento induttivo ha statuito che i movimenti ingiustificati sul conto corrente bancario del collaboratore che svolge attività di amministratore equivalgono a ricavi in nero. Per cui è legittimo per l’Ufficio finanziario desumere rispetto a qualsiasi contribuente, a prescindere dall’attività lavorativa svolta e dalla tipologia di reddito prodotto, che le somme prelevate o versate sui conti correnti bancari sono compensi e/o ricavi non dichiarati. La vicenda ha riguardato un contribuente che a seguito di verifica fiscale e sui conti bancari gli veniva notificato un avviso di accertamento per maggiori imposte. Il contribuente avverso tale atto impositivo ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale che accoglieva le doglianze del ricorrente. L'Ufficio impugnava la decisione del giudice di prime cure [...]
E’ licenziabile il lavoratore che gioca con il pc dell’ufficio – Cassazione sentenza n. 25069 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 25069 depositata il 7 novembre 2013 intervenendo in materia di licenziamento ha statuito che è legittimo il licenziamento di un impiegato che durante l'orario di lavoro usa "in continuazione" il computer dell'ufficio per giocare provocando, in tal modo, un danno economico e di immagine all'azienda la vicenda aveva riguardato un lavoratore che aveva subito il licenziamento disciplinare intimato a seguito di lettera di contestazione con cui era stato addebitato al lavoratore di avere utilizzato, durante l'orario di lavoro, il computer dell'ufficio per giochi, con un impiego calcolato nel periodo di oltre un anno, di 260 - 300 ore provocando, in tal modo, un danno economico e di immagine all'azienda. Il lavoratore impugna il licenziamento per giustificato motivo inanzi al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, chiedendo che [...]