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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

IVA: acquisti intracomunitari e natura degli adempimenti – Cassazione ordinanza n. 25035 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria con l'ordinanza n. 25035 depositata il 7 novembre 2013 chiamata a dirimere una controversia in tema di acquisti intracomunitari  ha chiesto ai giudici del Lussemburgo di pronunciarsi, in via pregiudiziale, sulle due seguenti questioni d’interpretazione del diritto dell’Unione: dica la Corte se i principi dichiarati con la sentenza resa in data 8 maggio 2008 nelle Cause riunite C-95/07 e C-96/07, secondo i quali gli art. 18 n. 1, lett d), e 22 della sesta direttiva 77/388 (come modificati dalla Dir. 91/680/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari) ostano a una prassi di rettifica delle dichiarazioni e di accertamento dell’IVA la quale sanzioni un'inosservanza, per un verso, degli obblighi derivanti dalle formalità introdotte dalla normativa nazionale in applicazione di tale [...]

Violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e responsabilità del datore – Cassazione sentenza n. 44755 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 44755 depositata il 6 novembre 2013 intervenendo in materia di infortunio sul lavoro ha statuito che il datore di lavoro è responsabile penalmente per gli infortuni occorsi ai propri dipendenti qualora questi stiano effettuando operazioni di manutenzione mentre il macchinario (nastro trasportatore, nel caso in specie) è ancora in funzione, fermo restando che l’imprenditore ha diritto a richiedere le conversione della pena da detentiva a pecuniaria. La vicenda ha riguardato un lavoratore, rimasto infortunato, mentre era intento a predisporre la macchina ("nastro trasportatore") per la produzione di un tubo di plastica, rimaneva con il piede schiacciato nel telaio di detta macchina che, ribaltandosi, ne aveva imprigionato l'arto tra il telaio fisso e quello ribaltabile, così provocandogli lesioni guaribili in complessivi 267 giorni, con amputazione del secondo e del quarto dito metatarso sinistro. Il Tribunale [...]

Licenziamento collettivo per riduzione del personale – Cassazione sentenza n. 24990 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 24990 depositata il 6 novembre 2013 intervenendo in materia di licenziamento collettivi ha statuito la legittimità della procedura di mobilità che si risolve nella soppressione di un reparto dell’azienda, con esternalizzazione del servizio gestito da una società economicamente collegata al datore ed ha chiarito che he la comunicazione di avvio della procedura collettiva ha piena validità, a nulla rilevando l’assunzione successiva di lavoratori di pari qualifica a quelli posti in mobilità, in quanto detta comunicazione non può prevedere le esigenze future che determinano un ampliamento degli organici, né deve motivare l’impossibilità del ricorso ai contratti di solidarietà. Nella circostanza in cui sia disposta la chiusura di un settore o ramo d’azienda, la comparazione dei lavoratori da avviare alla mobilità può essere effettuata avendo riguardo soltanto ai lavoratori addetti al settore o [...]

Licenziamento disciplinare per l’insegnante che critica l’istituto – Cassazione sentenza n. 24989 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 24989 depositata il 6 novembre 2013 intervenendo in materia di licenziamento ha statuito che è legittimo il licenziamento per giusta causa,  adottato da un istituto scolastico, dell'insegnante che critica aspramente e apertamente, in quanto ritenuto inadeguato e le insegnanti erano didatticamente impreparate, ai genitori la scuola dove lavora visto che le critiche mosse possono provocare gravi danni al datore di lavoro. La vicenda ha riguardato un insegnate che veniva licenziata previa contestazione di addebito dal Commissario Straordinario dell’Istituto scolastico per una serie di critiche mosse alla conduzione e gestione del detto Istituto (anche in ordine alla preparazione degli insegnanti), anche alla presenza di terzi e avere consigliato ad alcuni genitori di iscrivere altrove i figli. L'insegnante ricorreva avverso il provvedimento di licenziamento al Tribunale, in veste di giudice [...]

Detraibile IVA sulle fatture per compravendita non andata a buon fine – Cassazione sentenza n. 24920 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 24920 del 6 novembre 2013 intervenendo in materia di detraibilità dell'IVA ha statuito che l'Iva fatturata può essere detratta anche se la compravendita non è andata a buon fine, in quanto per negare il beneficio l'amministrazione finanziaria è tenuta a provare la natura elusiva o fraudolenta dell'operazione commerciale. La vicenda ha riguardato una società che aveva presentato istanza di rimborso IVA, ai sensi dell’art. 30 co 3 lett. c) del Dpr n.633/72,  ma aveva ricevuto un diniego perché la compravendita, avente a oggetto un bene riconducibile tra le immobilizzazioni immateriali, quindi ammortizzabili, non era andata a buon fine. In particolare l’Amministrazione Finanziario, a seguito della verifica fiscale ed emissione di PVC, ha contestato la fittizietà della cessione, non essendo stato corrisposto il residuo importo della somma risultante dalla [...]

IVA: non è revocabile l’istanza di rimborso IVA infrannuale – Cassazione sentenza n. 24916 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 24916 depositata il 6 novembre 2013 intervenendo in tema rimborso IVA ha statuito che è inammissibile il ricorso contro il diniego di revoca dell'istanza di rimborso IVA infrannuale. Per cui viene sancito che nel sistema tributario vige il principio dell'alternatività delle scelte rimesse al contribuente. La vicenda ha riguardato una società  che ritenendo maturato un credito imposta IVA infrannuale, presentava in data 7.4.2004 all’Ufficio di Napoli 1 della Agenzia delle Entrate istanza di rimborso cd. accelerato ai sensi dell’art. 38 bis comma 3 Dpr n. 633/1972 e dell’art. 1 DM Finanze 23.7.1975. Successivamente il contribuente presentava al medesimo Ufficio finanziario atto di revoca della istanza di rimborso infrannuale. La Agenzia delle Entrate notificava alla società in data 18.7.2005 provvedimento di "inammissibilità della revoca" con il quale precisava che [...]

Giudicato esterno rilevabilità d’ufficio ed applicabile agli associati di uno Studio associato – Cassazione sentenza n. 24901 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione Tributaria, con la sentenza n. 24901 depositata il 6 novembre 2013 intervenendo in tema di accertamento a studi associati ha statuito la nullità dell'accertamento a carico del professionista se l'atto impositivo nei confronti dell’associazione professionale è stata annullata, cade anche l’accertamento IRPEF a carico dell’associato. Il giudicato esterno è rilevabile anche d’ufficio dal giudice tributario quando i recuperi a tassazione sono legati tra loro da uno stretto rapporto di pregiudizialità. La vicenda ha riguardato un medico a cui veniva notificato, per trasparenza, un avviso di accertamento per maggior Irpef in conseguenza di una rettifica del reddito a carico dell’associazione professionale di cui era associato. Nel frattempo lo studio aveva impugnato la rettifica ottenendo l’annullamento dell’atto impositivo, in primo e secondo grado e poi in Cassazione. Il contribuente avverso l'atto impositivo che [...]

Trasferimento del dipendente diversamente abile e tutela ex art. 33 L. 104/92 – Cassazione sentenza n. 24775 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 24775 depositata il 5 novembre 2013 intervenendo in tema di risoluzione del rapporto ha precisato che “Il diritto della persona handicappata di non essere trasferita senza il suo consenso ad altra sede, mentre non può subire limitazioni in caso di mobilità connessa ad ordinarie esigenze tecnico-produttive dell’azienda, non è invece attuabile ove sia accertata la incompatibilità della permanenza del lavoratore nella sede di lavoro”. La vicenda ha visto protagonista un dipendente diversamente abile addetta alla reception, in altro luogo di lavoro per incompatibilità ambientale derivante dalla situazione di contrasto con gli altri colleghi di lavoro. Il dipendente ricorreva al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, contro il provvedimento di trasferimento chiedendo ai giudici di accertare che nel comportamento dell’Ente erano ravvisabili atti persecutori e la [...]

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