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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Emanato il codice di comportamento degli ispettori del lavoro

E' stato pubblicato dal Ministero del lavoro lo schema di codice di comportamento a cui dovranno attenersi gli ispettori del lavoro, finalizzato al rafforzamento di quegli strumenti che, nel garantire trasparenza e integrità all’azione amministrativa, contribuiscono a migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Il suddetto codice risponde, dunque, all’esigenza di definire e diffondere i principi guida per un corretto e uniforme comportamento del personale ispettivo nell’esercizio delle sue funzioni. A renderlo noto è il comunicato del Ministero del lavoro del 09 ottobre 2013. In base alle regole contenute nel suddetto codice di comportamento, il personale addetto, al fine di agevolare i successivi accertamenti sui fatti oggetto della segnalazione, fa in modo che le richieste di intervento siano circostanziate, con dettagliata descrizione degli elementi che ne costituiscono il fondamento attraverso l’indicazione di eventuali testi [...]

Beni ai soci-amministratori: esclusi dalla comunicazione all’anagrafe tributaria

Per i beni ai soci-amministratori non va fatta la comunicazione all'anagrafe tributaria. Il provvedimento dell'Agenzia n. 94902 del 2013, inerente l'adempimento in scadenza il prossimo 12 dicembre 2013, è intervenuto, tra l'altro, al fine di individuare le esclusioni soggettive e oggettive. Le predette esclusioni vanno coordinate con il contenuto della circolare 36/E/2012. Pertanto l'esclusione sui beni ai soci-amministratori si può estendere anche alle società di persone (Snc e Sas), anche se con alcune precisazioni. Ma proviamo a vedere nel dettaglio. Il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n. 94902 del 02 agosto 2013 al punto 3.1 dispone che sono esclusi dalla comunicazione i beni agli amministratori che siano soci o familiari dei soci. L'esimente prescinde dal fatto che l'amministratore abbia anche provveduto o meno a tassare il benefit derivante dall'utilizzo privato del bene d'impresa, contrariamente al caso in [...]

Licenziamento per insubordinazione e lentezza nell’attività lavorativa – Cassazione sentenza n. 23172 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la decisione n. 23172 depositata il 11 ottobre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che la lentezza nell’attività lavorativa e l’insubordinazione legittimano il licenziamento per giusta causa del lavoratore. Tale comportamento, infatti, interrompe il vincolo fiduciario con il datore di lavoro. La vicenda ha riguardato un dipendente a cui al termine della procedura disciplinare veniva comunicato il licenziamento. Le contestazioni hanno riguardato il comportamento avuto, poiché  si era anche recato sul lavoro nonostante gli fosse stato esplicitamente comunicato, dal superiore gerarchico, l’applicazione, per quegli stessi giorni, della sanzione disciplinare consistente nella sospensione dal servizio e dalla retribuzione. Inoltre si contestava anche la sua "lentezza", poiché, aveva impiegato un totale di 92 giorni lavorativi (esclusi i giorni di assenza per ferie, malattia, ecc.), per aver svolto una attività lavorativa che, [...]

Conciliazione giudiziaria e suo perfezionamento – Cassazione sentenza n. 23119 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 23119 dell’11 ottobre 2013 intervenendo in materia di accordo conciliativo ha statuito che è da ritenersi decaduto dalla conciliazione giudiziale con il fisco qualora il contribuente non versa in tempo la prima rata e non consegni la garanzia fideiussoria. Decorsi i venti giorni dal processo verbale si verifica l’estinzione della lite fiscale. La vicenda ha riguardato una società a cui veniva notificata una cartella esattoriale, avverso la quale propone ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che, in seguito alla proposta di conciliazione giudiziale avanzata dall'Ufficio ai sensi dell'art. 48 del D.Lgs. 546/1992 ed accettata dalla società ricorrente, dichiarava estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere. Avverso la decisione della CTP l'Amministrazione proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale, i cui giudici rigettavano la domanda dell'Agenzia [...]

IRAP e professionisti: non è indice di organizzazione autonoma un alto reddito ed un auto di lusso – Cassazione sentenza n. 23113 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 23113 depositata l' 11 ottobre 2013 intervenendo in materia di esclusione dell'IRAP ha statuito che non necessariamente è soggetto all'imposta regionale sulle attività produttive il contribuente che dichiara un grosso reddito e che si sposta con un'auto di lusso. L'obbligo dell'assoggettamento all'Irap dei piccoli professionisti sembra sgretolarsi in maniera progressiva sotto le ultime decisioni della Corte di cassazione. La vicenda ha riguardato un medico chirurgo a cui l'Agenzia delle Entrate, con avviso di accertamento, aveva chiesto il pagamento di somme a titolo di IRAP. Il contribuente avverso l'atto impositivo proponeva ricorso inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale ed a sostegno del ricorso evidenziava che la sua attività professionale si svolgeva sostanzialmente in favore di un solo principale committente, senza disporre in alcun modo di capitale e lavoro, sicché [...]

Mancato versamento delle ritenute d’acconto da parte del datore ed accertamento a carico del lavoratore

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 23121 depositata l' 11 ottobre 2013 intervenendo in tema di mancato pagamento ritenute d'acconto ha affermato la legittimità dell’accertamento emesso direttamente a carico del lavoratore per il mancato pagamento della ritenuta d’acconto da parte del datore di lavoro, ancor prima che sia accertata la violazione nei confronti dell’azienda, in quanto obbligato solidale al pagamento dell’imposta sin dall’origine. Il dipendente a sua volta può agire in via di regresso contro il datore di lavoro. La vicenda ha riguardato un lavoratore dipendente a cui l’Agenzia delle Entrate ha accertato l’omesso versamento di imposte sui redditi  contestandogli di essere solidalmente responsabile per il mancato versamento, da parte del datore di lavoro, delle ritenute d’acconto sulla retribuzione. Il lavoratore impugnava l'atto impositivo inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui [...]

Licenziamento per crisi aziendale – Cassazione sentenza n. 23063 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 23063 depositata il 10 ottobre 2013 ha stabilito che non è sindacabile la congruità della scelta imprenditoriale che abbia comportato la scomparsa del settore lavorativo o del reparto o del posto cui era addetto il lavoratore licenziato, sempre che risulti l'effettività e non pretestuosità del riassetto organizzativo operato. Non è del resto necessario che vengano soppresse tutte le mansioni in precedenza attribuite al lavoratore licenziato, potendo esse anche essere solo diversamente ripartite ed attribuite ad altri lavoratori . Per questi motivi il licenziamento per giustificato motivo per la soppressione del posto di lavoro è legittimo. La vicenda ha visto protagonista una società che ha causa della crisi vede calare drasticamente gli utili e, pertanto, decide di licenziare per giustificato motivo oggettivo (soppressione del posto a causa della crisi) il lavoratore, che si  che [...]

Comunicazione dei beni ai soci: soggetti obbligati

La comunicazione dei beni d’impresa ai soci, che attualmente ha come scadenza  il prossimo 12 dicembre 2013 per i dati del 2012, è stata oggetto di diverse esclusioni soggettive e oggettive, esplicitate sia dal provvedimento n. 94902 del 2 agosto 2013 che dalla Circolare 36/E del 2012 dell'Agenzia delle Entrate.  Molti esoneri, di natura soggettiva, sono stati introdotti in un'ottica di semplificazione che di seguito si riportano brevemente: - non va inviata alcuna comunicazione per i beni che i soci utilizzano nella loro veste di amministratori, dipendenti o lavoratori autonomi, cioè utilizzi che generano fringe benefit già tassati ai sensi degli articoli 51 e 54 del Tuir; - l'imprenditore individuale che utilizza il bene nella sua sfera personale non deve comunicare nulla(dal punto di vista reddituale è dunque ipotizzabile non si generi alcun reddito diverso); - gli alloggi delle cooperative [...]

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