
Sequestro per equivalente per omessa dichiarazione e superamento della soglia di punibilità – Cassazione sentenza n. 40992 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 40992 depositata il 4 ottobre 2013 intervenendo in materia di reati fiscali ha statuito che gli studi di settore sono posti a base di un procedimento di accertamento disciplinato dal diritto tributario che consente il contraddittorio del contribuente e, per quanto attiene all’ambito di rilevanza penale, la giurisprudenza di legittimità ha affermato il principio che, proprio ai fini di verificare il superamento della soglia di punibilità di cui all’art. 5 D.lgs. n. 74/2000 (omessa dichiarazione), il giudice può legittimamente avvalersi dell’accertamento induttivo dell’imponibile compiuto dagli uffici finanziari. La vicenda ha riguardato un contribuente nei cui confronti veniva predisposto, dal giudice per le indagini preliminari, il provvedimento di sequestro preventivo per equivalente ravvisando la sussistenza del fumus delicti quanto al reato di cui all'art. 5 D.Igs. n.74 del 2000, [...]
Demansionamento del medico sanitario: mancanza elementi – Cassazione sentenza n. 22789 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 22789 depositata il 07 ottobre 2013 intervenendo in tema di mansioni e mobbing ha affermato che nessun demansionamento (né mobbing) per il chirurgo che opera meno perché assegnato al pronto soccorso. La vicenda ha visto protagonista una dottoressa che era stata assegnata al reparto di Chirurgia e si era occupata della normale attività chirurgica, nonché di essere stata poi assegnata ad altro reparto di Chirurgia. Avverso tale circostanza la dipendente presentava domanda al Tribunale, in funzione del giudice del lavoro, nei confronti dell'azienda Ospedaliera affinché accertasse la dequalificazione professionale nonché il mobbing subiti nel corso del rapporto di lavoro e per la condanna al risarcimento del danno. Il Tribunale respinse le domande della ricorrente. Avverso la decisione del giudice di primo grado, la ricorrente proponeva ricorso alla Corte [...]
Impresa familiare coltivatrice: diritti agli utili – Cassazione sentenza n. 22732 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 22732 depositata il 01 ottobre 2013 intervenendo in tema di successione ha affermato che l’impresa familiare coltivatrice è equiparabile alla forma più elementare di impresa collettiva, ossia la società semplice. Per cui da tale assunto discende come la quota del familiare consorziato, in caso di decesso, confluisce nel suo asse ereditario. Legittimati passivi rispetto al credito per gli utili sono quindi l’impresa familiare e gli altri familiari consorziati, i quali rispondono di tale obbligazione con i beni comuni, non già gli eredi del capofamiglia defunto. La vicenda ha riguardato un ricorrente che conveniva innanzi al Giudice del lavoro i propri familiari, nella qualità di eredi del suo defunto padre, richiedendo tra l'altro l’accertamento e dichiarato che, avendo prestato in modo continuativo, a far data dal 1952, [...]
Accertamento induttivo legittimo anche in presenza di regolare contabilità – Cassazione sentenza n. 22697 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22697 depositata il 04 ottobre 2013 intervenendo in tema di accertamenti standardizzati ha affermato che è legittimo l'accertamento induttivo, ai sensi dell'articolo 39 del Dpr n. 600/73, quando le annotazioni sui registri non corrispondono alle vendite scoperte dalla Gdf. Per cui anche quando la contabilità risulta formalmente regolare è possibile applicare l'accertamento induttivo. La vicenda ha riguardato un contribuente nei cui confronti veniva svolto un controllo fiscale dalla Guardi di Finanza che redigeva un pvc posto alla base dell'avviso di accertamento notificato al contribuente. Avverso tale atto impositivo il contribuente ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale ed in particolare eccepì la mancata motivazione dell'atto impugnato e che l'attività esercitata era, in effetti, di intermediazione del commercio e non di vendita auto usate. La Commissione Tributaria Provinciale accolse [...]
Verbale ispettivo: atto autonomamente impugnabile ed obbligo di motivazione – Cassazione sentenza n. 22724 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22724 depositata il 04 ottobre 2013 intervenendo in tema omissione dei versamenti contributivi ha statuito che è nullo il verbale Inail con le sanzioni al datore se non spiega come sono stati rilevati i dati aziendali. Irrilevante che l’impugnazione sia facoltativa: l’impresa che non vuole aspettare l’ordinanza-ingiunzione deve essere messa in grado di difendersi. La vicenda ha riguardato un titolare di impresa che a seguito di un controllo degli ispettori dell'INAIL gli veniva notificato un verbale emesso in relazione alla omessa denuncia dei dipendenti. Iltitolare di impresa avverso il verbale ispettivo ricorreva al Tribunale che respingeva il ricorso. Il ricorrente presentava ricorso avverso la decisione del giudice di prime cure alla Corte di Appello che in riforma di quest'ultima sentenza, accerta l'insussistenza del credito INAIL, in relazione all'omessa [...]
Accertamento fiscale standardizzato e lavoro autonomo residuale: applicabilità – Cassazione sentenza n. 22698 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22698 depositata il 04 ottobre 2013 intervenendo in tema di accertamento ha statuito che è valido l’accertamento standardizzato per l’attività professionale svolta come secondo lavoro saltuario. Il fisco non può accettare la tesi che lavori in perdita il geometra, dipendente di un’azienda, che si dedica all’attività autonoma in via residuale. La vicenda ha riguardato un geometra, dipendente a tempo pieno di un’azienda privata, a cui veniva notificato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria rettificava il reddito dichiarato sulla base dei parametri previsti dalla L. 549/95 e dal DPCM 29-1-1996. Il geometra svolgeva la libera professione nei ritagli di tempo. Ma questo quadro non può legittimare il “reddito negativo dichiarato”. Il contribuente ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale lamentando la legittimità dei parametri ed in particolare che l'Ufficio [...]
Autonomia del periodo d’imposta e vincolo del giudice tributario – Cassazione sentenza n. 22513 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 22513 depositata il 02 ottobre 2013 intervenendo in materia di accertamento e deduzione costi ha statuito che il giudice tributario non può estendere la sua cognizione ad annualità non oggetto dell’avviso di accertamento e, quindi, del ricorso, atteso il principio di autonomia di ciascun periodo d’imposta e della natura impugnatoria del processo tributario. La vicenda , da quanto si può comprendere dalla sentenza in commento, attiene a costi patrimonializzati, la cui quota di imputazione a periodo, tuttavia, non sarebbe stata considerata a fini della determinazione del reddito dei due anni precedenti a quello relativo all’avviso di accertamento notificato ed impugnato. Nel caso di specie i giudice della Commissione Tributaria Regionale avevano disposto che l'Agenzia delle Entrate rideterminasse il reddito di tali annualità precedenti, tenendo conto [...]
Accertamento della qualifica di dirigente: criteri – Cassazione sentenza n. 22611 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 22611 depositata il 03 ottobre 2013 intervendendo in tema di qualificazione del rapporto di lavoro ha statuito che non vi è l’esistenza del vincolo di subordinazione nel caso in cui un dirigente non risponda al consiglio di amministrazione nell’esecuzione della sua attività. Per cui il lavoratore deve essere considerato un manager e non un lavoratore subordinato. Gli Ermellini hanno precisato che l’esistenza del vincolo di subordinazione presuppone l’assoggettamento al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro con conseguente limitazione dell’autonomia del soggetto, che non sono provate dal lavoratore. Altri elementi, come la continuità della prestazione, l’osservanza di un orario di lavoro e la retribuzione, nel caso in esame sono considerati elementi sussidiari e non decisivi per la valutazione. La vicenda ha riguardato la richiesta di Z.M. nei confronti dell'Associazione inoltrata al Tribunale, in funzione di giudice del lavoro, volta ad [...]