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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Spesometro: termine e contenuto della trasmissione

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 agosto 2013 n. 94908 ha stabilito le modalità tecniche e i termini per la trasmissione della comunicazione all’Anagrafe Tributaria delle operazioni rilevanti ai fini Iva ex articolo 21, Dl 78/2010 (c.d. “spesometro”). La comunicazione dei dati potrà avvenire in forma analitica o, a scelta del contribuente, in forma aggregata.  Nell’ottica di semplificazione, l’Agenzia delle entrate fornisce anche i casi in cui è possibile estendere l’utilizzo del menzionato modello Gli operatori Iva dispongono ora di un apposito modello di comunicazione per l’invio dei dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva tramite il servizio telematico Entratel o Fisconline. La comunicazione telematica dei dati relativi al 2012 deve essere effettuata, da parte degli operatori che effettuano la liquidazione mensile Iva, entro il 12 novembre 2013 (a regime entro il 10 [...]

Locazioni immobili ad uso abitativo e diniego di rinnovo – Cassazione sentenza n. 17577 del 2013

La Corte di Cassazione sez. civile con la sentenza n. 17577 del 18 luglio 2013 interviene in tema di locazione di immobili ad uso abitativo  affermando che affinché il locatore possa legittimamente denegare il rinnovo del contratto alla prima scadenza, secondo quanto previsto dall'art. 3 della legge 9 dicembre 1998 n. 431, non è necessario che egli fornisca la prova dell'effettiva necessità di destinare l'immobile ad abitazione propria o di un proprio familiare, ma è sufficiente una semplice manifestazione di volontà in tal senso, fermo restando il diritto del conduttore al ripristino del rapporto di locazione alle medesime condizioni di cui al contratto disdettato o, in alternativa, al risarcimento di cui al comma 3 del citato art. 3, nell'eventualità in cui il locatore non abbia adibito l'immobile all'uso dichiarato nell'atto di diniego del rinnovo nel termine [...]

Appalti pubblici e reato di “concorso esterno” – Cassazione sentenza n. 30346 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 30346 del 15 luglio 2013 intervenendo in tema di reato in concorso eterno ha affermato e riconosciuto il reato di concorso esterno in associazione mafiosa per l’imprenditore che presenti offerte di comodo operando in un sistema di gestione e spartizione degli appalti in connessione con esponenti di “cosa nostra”.   Pertanto il principio statuito dalla sentenza in esame riguarda la sussistenza dell'ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa allorché emerga l'esistenza di un rapporto di consapevole e volontaria collaborazione dell'imputato con l'organizzazione mafiosa denominata "cosa nostra", attraverso un'attività di illecita interferenza nell'aggiudicazione degli appalti pubblici, con reciproco vantaggio costituito, per l'imputato, dal conseguimento di commesse, e per il consorzio criminoso dal rafforzamento della propria capacità di influenza nello specifico settore imprenditoriale, con possibilità di indirizzarne [...]

Determinazione del compenso professionale ed art. 2333 c.c. – Cassazione sentenza n. 15786 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15786 del 24 giugno 2013 interviene in tema di determinazione del compenso professionale statuendo che il compenso per prestazioni professionali va determinato in base alla tariffa ed adeguato all'importanza dell'opera solo nel caso in cui esso non sia stato liberamente pattuito, in quanto l'art. 2233 cod. civ. pone una garanzia di carattere preferenziale tra i vari criteri di determinazione del compenso, attribuendo rilevanza in primo luogo alla convenzione che sia intervenuta fra le parti e poi, solo in mancanza di quest'ultima, e in ordine successivo, alle tariffe e agli usi e, infine, alla determinazione del giudice, mentre non operano i criteri di cui all'art. 36, primo comma, Cost., applicabili solo ai rapporti di lavoro subordinato. La violazione dei precetti normativi che impongono l'inderogabilità dei minimi tariffari (quale, [...]

Discrezionalità nel pubblico impiego privatizzato per assegnazione incarichi – Cassazione sentenza n. 18836 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 18836 del 07 agosto 2013 interviene in tema di mobbing affermando che l’ente datore può scegliere a quale dei dirigenti attribuire gli incarichi: niente mobbing per chi non fa carriera. Esclusi i danni per presunti favoritismi agli amici dei politici: l’amministrazione agisce con la discrezionalità del privato, basta rispettare le procedure. Gli Ermellini, dopo aver esaminato le motivazione della Corte Territoriale ed i fatti posti alla base, hanno confermato il principio della discrezionalità che caratterizza l'affidamento dell'incarico dirigenziale, si pone in linea con l'orientamento espresso da questa Corte, secondo il quale, in tema di impiego pubblico privatizzato, nell'ambito del quale anche gli atti di conferimento di incarichi dirigenziali rivestono la natura di determinazioni negoziali assunte dall'Amministrazione con la capacità e i poteri del privato datore di [...]

Sequestro per equivalente non consentito se l’ente giuridico ha un nuovo amministratore – Cassazione sentenza n. 33765 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 33765 del 02 agosto 2013 intervenendo in tema di sequestro per equivalente ha affermato che alla società rinviata a giudizio per falso in bilancio non può eseguirsi il sequestro sui beni in base al decreto legislativo 231/2001, se il nuovo liquidatore era estraneo alla vicenda illecita perché subentrato successivamente. La vicenda ha riguardato alcune società, rinviate a giudizio a norma del decreto legislativo 231/2001 per falso in bilancio, erano stati sequestrati beni immobili per alcuni milioni di euro.  In base al contenuto dell'articolo 25 ter del decreto 231 le false comunicazioni sociali, unitamente ad altre violazioni penali societarie, se commesse nell'interesse della società, da amministratori, direttori generali o liquidatori o da persone sottoposte alla loro vigilanza, costituiscono reati "fonte" per far scattare la responsabilità della [...]

Infortunio: risarcimento del danno ed effetti mancata indicazione dei criteri di quantificazione – Cassazione sentenza n. 18806 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 18806 del 07 agosto 2013 interviene in tema di infortunio e relativo risarcimento affermando che il risarcimento per il dipendente infortunato se non distinto fra danno biologico e morale i criteri di equa valutazione del danno per mancare sul punto una valida e congrua giustificazione. Insufficiente la motivazione quando manca un esame separato delle due voci con i criteri di quantificazione delle lesioni patite dal lavoratore. La vicenda ha riguardato un lavoratore che ha subito un infortunio consistito in una lesione alla colonna vertebrale e conseguente invalidità nella misura del 14-15% dovuto allo spostamento manuale di una paziente non autosufficiente.  Il lavoratore citava in giudizio il datore di lavoro per la richiesta di risarcimento danni inerente l'evento occorsogli.  Il Tribunale adito respingeva la richiesta del ricorrente. Avverso la [...]

Cassa forense e dati dell’Amministrazione finanziaria per i controlli – Cassazione sentenza n. 18730 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 18730 del 06 agosto 2013 interviene in tema di contributi previdenziali dovuti alla Cassa forense affermando che la stessa può recuperare i contributi non versati dagli iscritti grazie ai controlli dell'Agenzia delle Entrate. La cartella di pagamento può basarsi sulle eccedenze IRPEF e IVA rilevate a partire dalle informazioni ottenute dal Fisco su dichiarazioni dei redditi e accertamenti definitivi compiuti sugli iscritti.  La controversia ha tratto origine dall'impugnazione di una cartella di pagamento per contributi dovuti alla Cassa forense per gli anni 1987, 1996, 2001 e 2002. L'avvocato a cui era stata notificata la cartella di pagamento propose ricorso al Tribunale che accolse parzialmente le doglianze del ricorrente, con conseguente annullamento parziale della cartella. Avverso la decisione di primo grado  fu proposto ricorso al giudice di [...]

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