
Licenziamento affetto da vizi e risarcimento danni – Cassazione sentenza n. 17122 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 17122 del 10 luglio 2013 ha stabilito che nel rito del lavoro, ai fini dell’esame della ritualità del ricorso introduttivo del giudizio, il giudice del merito è chiamato ad effettuare l’individuazione del petitum, sotto il profilo sostanziale e processuale, attraverso l’esame complessivo dell’atto. Tale operazione – che deve compiersi anche d’ufficio e anche in grado di appello – va distinta da quella relativa alla rilevazione di eventuali carenze riguardanti elementi che il ricorrente ha l’onere di dedurre e provare per sostenere la fondatezza della propria domanda, cioè di elementi da configurare come mezzi di prova, la cui omessa specificazione, pur ponendosi in contrasto a quanto prescritto dall’art. 414 n. 5 cod. proc. civ., non comporta la nullità del ricorso introduttivo, bensì la decadenza dalla possibilità di [...]
Incentivi al sud “Smart&Start”
I nuovi incentivi per le imprese del Mezzogiorno " Smart&Start" puntano su innovazione, utilizzo delle tecnologie digitali e valorizzazione dei risultati della ricerca. L’incentivo contribuisce a coprire i costi di gestione sostenuti nei primi quattro anni di attività aziendale (Smart) e le spese per investimenti legati all’avvio dell’attività imprenditoriale (Start). Coloro che intendono richiedere sia le agevolazioni Smart sia le agevolazioni Start presentano un’unica domanda telematicamente attraverso il sito www.smartstart.invitalia.it oppure per approfondimenti www.studiocerbone.biz. Soggetti beneficiari - Smart e Start operano esclusivamente nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia. Smart è attiva in tutti i comuni delle regioni Campania, Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata e nei territori ammessi ex art. 107.3.c) del TFUE della regione Sardegna. Start è attiva esclusivamente nelle regioni dell’obiettivo “Convergenza”: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. La procedura di accesso alle agevolazioni Smart&Start avviene esclusivamente [...]
Omesso versamento dei contributi: dimostrazione – Cassazione sentenza n. 29037 del 2013
Con la Sentenza n. 29037 pubblicata il 10 luglio 2013, la Corte di Cassazione, sezione penale, interviene per chiarire che in caso di riconoscimento del subappaltatore quale lavoratore dipendente dell’appaltatore, per provare l’evasione contributiva non è sufficiente il pagamento delle fatture. In particolare la Suprema Corte ha precisato che, qualora dietro un contratto di subappalto si nasconda un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato, la prova dell’omissione contributiva non può essere il generico pagamento delle fatture, ma deve essere dimostrato l’effettivo esborso di retribuzione e il dolo generico dell’imprenditore, cioè la consapevolezza di non adempiere ai versamenti contributivi dovuti. L'imputato propone ricorso per l'annullamento della sentenza della Corte di Appello, a mezzo del proprio difensore di fiducia basato su due motivazioni. Gli Ermellini ritengono fondato il ricorso precisando che "la Corte distrettuale, nel riconoscere la circostanza attenuante [...]
Fatture false, dichiarazione fraudolente loro definizione – Cassazione sentenza n. 29061 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 29061 del 09 luglio 2013 ha precisato che il reato di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti si configura sia nel caso di inesistenza oggettiva che soggettiva delle operazioni. Gli Ermellini hanno ribadito l’assunto secondo cui l’utilizzazione fraudolenta in dichiarazione di fatture per operazioni inesistenti, con riguardo all’IVA, comprende sia l’inesistenza oggettiva che soggettiva, vale a dire quella relativa alla diversità tra soggetto che ha effettuato la prestazione e quello indicato in fattura (tra le altre, Cass. SS.UU. sentenza n. 10394/2010; conf. Cassa. Sez. III pen. sentenza n. 17452/12). La norma contenuta nell’articolo 8 del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, sanzione con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di consentire a terzi l'evasione delle imposte sui [...]
Assegno periodico integrativo: natura e qualificazione – Cassazione sentenza n. 10556 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10556 del 07 maggio 2013 interviene in materia di qualificazione della natura assegno periodico integrativo affermando che l'assegno periodico integrativo hanno natura giuridica di retribuzione differita e non previdenziale. La vicenda ha visto protagonista un ex dipendente di una banca cessato dal servizio e con cui l'istituto di credito aveva sottoscritto degli accordi transattivi individuali, analoghi nei contenuti, in relazione alla determinazione del cd. "assegno periodico integrativo", adivano il giudice del lavoro del Tribunale denunciando l'illegittimità del comportamento della Banca che, dopo aver per alcuni anni proceduto all'adeguamento periodico dell'assegno in questione, applicando il meccanismo concordato (indici ISTAT per il costo della vita con periodicità uguale a quella con cui venivano rinnovati i c.c.n.l. per i dirigenti del settore credito). Il Tribunale rigettava la domanda e la decisione veniva confermata [...]
Accertamento induttivo ed attività plurime – Cassazione sentenza n. 11623 del 2013
La Cassazione con la sentenza n. 11623 del 15 maggio 2013 si è pronunciata sul ricorso per cassare la sentenza dei giudici di appello. Il ricorso in Cassazione è stato prodotto dall'Agenzia delle Entrate avverso la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Le doglianze formulate indicate nel ricorso in Cassazione sono state due. L'Agenzia delle Entrate nel ricorso per Cassazione formula il seguente quesito "Dica codesta Corte se in caso di duplice attività esercitata in difetto di contabilità separata, il calcolo parametrico di cui all’art. 3 co. 181 L. 549/95, 39 e 42 d.p.r. 1973/600, art. 1 d.p.c.m. del 29.1.1996 debba investire l'intero reddito o, invece, solo quello relativo alla attività ritenuta prevalente e determinata ai sensi dell'art. 1, comma 2, seconda alinea del d.p.c.m. 29.1.1996". Gli Ermellini hanno ritenute fondate le ragioni inerenti al primo motivo [...]
Confisca per equivalenza comprende anche sanzioni ed interessi – Cassazione sentenza n. 29093 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 29093 del 09 luglio 2013 ha sancito che qualsiasi vantaggio patrimoniale direttamente conseguito alla consumazione del reato rappresenta, anche nella forma per equivalente, il profitto confiscabile. Pertanto la confisca per equivalente sui beni del presunto evasore fiscale scatta anche in relazione agli interessi e alle sanzioni del tributo non pagato. La vicenda ha riguardato il titolare di una ditta, nelle dichiarazioni per le imposte dirette, indica attivi inferiori a quelli effettivi. Per tale ragione, il giudice dispone il sequestro preventivo sui conti correnti, immobili e mobili registrati per un valore di € 500 mila. Successivamente, sollecitato dall’indagato. L'indagato avverso il provvedimento di sequestro preventivo per equivalenza presenta richiesta di riesame al Tribunale, il quale riformava parzialmente il decreto limitando il sequestro alla concorrenza di euro 500.000, avendo ritenuto escludibile [...]
Licenziamenti per giusta causa – insubordinazione – Cassazione sentenza n. 16986 del 2013
In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16986 del 09 luglio 2013 ha statuito la legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che istiga i colleghi all’insubordinazione con minacce contro i superiori, a nulla rilevando che lo stesso lavoratore sia intervenuto a difesa di una lavoratrice a suo dire assegnata a mansioni incompatibili con il suo stato di salute. Nello specifico la Suprema Corte ha chiarito che si configura la giusta causa per insubordinazione e la sanzione espulsiva è proporzionata, in quanto risulta irrimediabilmente compromesso il rapporto fiduciario con il datore di lavoro. Infatti il lavoratore resosi responsabile di aver profferite frasi all'indirizzo di dipendenti gerarchicamente sovraordinati, con istigazione alla insubordinazione nei confronti di altri lavoratori, nonché con tono minaccioso e violenza sui beni aziendali, era riferita a condotta idonea a configurare insubordinazione [...]