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DECRETO MINISTRO GIUSTIZIA 20 luglio 2012 , n. 140 – compensi professionali

Compensi professionali: il decreto ministeriale con i nuovi parametri Decreto Ministero Giustizia 20.07.2012 n° 140 , G.U. 22.08.2012 Stabilite con il Decreto in esame le nuove modalità per la liquidazione dei compensi professionali che sostituiscono le vecchie tariffe professionali. Per gli avvocati le nuove disposizioni stabiliscono penalizzazioni in caso di mancata informativa al cliente; l'adozione di condotte dilatorie che ostacolino la definizione del procedimento in tempi ragionevoli, costituirà inoltre elemento di valutazione negativa in sede di liquidazione giudiziale del compenso. Il Consiglio Nazionale forense, nella riunione del 5 settembre 2012, ha deciso di impugnare il presente regolamento. Successivamente, nell'incontro del 20 novembre 2012 tra Ministero e OUA, è stata valutata un'ipotesi di revisione. Riforma dei compensi professionali (DM n. 140/2012) Capo I - Disposizioni generali (Art. 1) Capo II - Disposizioni concernenti gli avvocati (Artt. 2-14) Capo III - Disposizioni concernenti i dottori [...]

DECRETO MINISTRO GIUSTIZIA 20 luglio 2012 , n. 140 – Capo III

  Riforma dei compensi professionali (DM n. 140/2012) Capo I - Disposizioni generali (Art. 1) Capo II - Disposizioni concernenti gli avvocati (Artt. 2-14) Capo III - Disposizioni concernenti i dottori commercialisti ed esperti contabili (Artt. 15-29) Capo IV - Disposizioni concernenti i notai (Artt. 30-32) Capo V - Disposizioni concernenti le professioni dell'area tecnica (Art- 33-39) Capo VI - Disposizioni concernenti le altre professioni (Art. 40) Capo VII - Disciplina transitoria ed entrata in vigore (Artt. 41-42) Allegati (tabelle dei compensi professionali) 1) Avvocati (Tabelle A-B) 2) Dottori commercialisti ed esperti contabili (Tabella C) 3) Notai 4) Professioni dell'area tecnica DECRETO MINISTRO GIUSTIZIA 20 luglio 2012 , n. 140 Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. [...]

Accertamento basato su studi di settore – Cassazione sentenza n. 11633 del 2013

La Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 11633 del 15 maggio 2013 2013 è intervenuta, accogliendo il ricorso promosso dalla Agenzia delle Entrate contro la Commissione tributaria regionale del Piemonte, sulla controversia che ha visto contrapposto all'Agenzia un contribuente sottoposta ad accertamento da studi di settore. Gli Ermellini hanno statuito che in caso di esito negativo del contraddittorio o in caso di rifiuto di transazione con l'Agenzia delle Entrate  risulta essere legittimo l'accertamento basato sullo scostamento dallo studio di settore. La vicenda ha avuto inizio dalla notifica di accertamento a carico del contribuente ricorrente, il quale non aveva voluto aderire ad una riduzione del reddito accertato e ad una transazione fiscale ma richiedeva di procedere secondo una normale attività di accertamento ritenendo che lo scostamento tra il reddito dichiarato e quello dedotto in base [...]

Dichiarazione dei redditi: correzione degli errori termini – cassazione sentenza n. 11500 del 2013

La Cassazione con la sentenza n. 11500 del 14 maggio 2013 è intervenuta nella vicenda che ha riguardato un contribuente che ha presentato ricorso avverso cartelle di pagamento relative ad Iva-Irap-Irpef-addizionali comunali per l’anno 2002 con cui l’Amministrazione pretendeva il pagamento di imposte dichiarate e non versate ma poi fatte oggetto di una dichiarazione correttiva in data 11.1.2006, la quale ultima era stata ritenuta tardiva e perciò inefficace dall’Agenzia delle Entrate. La Commissione Tributaria Provinciale accoglie il ricorso del contribuente, Avverso tale decisione l'Agenzia delle Entrate ricorre in Commissione Tributaria Regionale ed in questa sede vengono accolte le doglianze dell'Agenzia ricorrente. La predetta Commissione Tributaria regionale ha motivato la decisione nel senso che l’art. 8 bis del DPR 322/1988 stabilisce che le dichiarazioni dei redditi possono essere integrate per correggere errori materiali od omissioni mediante dichiarazione da [...]

Dipendente infedele: licenziamento per giusta causa Cassazione sentenza n. 10959 del 2013

Cassazione, dipendente infedele e licenziamento per giusta causa Corte di Cassazione Lavoro - Sentenza n. 10959 del 9 maggio 2013 La Suprema corte di Cassazione, in materia di lavoro, è stata chiamata a pronunciarsi su una questione molto importante che riguarda il licenziamentodi un dipendente che si è dimostrato "infedele" all'azienda per cui lavorava. L'uomo, che ha interpellato la Corte, svolgeva le mansioni di ufficiale di riscossione per una Società ovvero si preoccupava di notificare le cartelle esattoriali e di compiere le altre attività tipiche per recuperare le somme iscritte a ruolo. La richiesta di ricollocazione al lavoro era stata respinta in primo grado ma accolta dalla Corte d'Appello e, per questo motivo, ritenendosi insoddisfatto in relazione alla liquidazione del danno, ex art. 18 L. 300/1970, proponeva ricorso in Cassazione. Anche la Società presentava un contro-ricorso e, gli ermellini, considerando fondate le censure ivi formulate, relative [...]

Eccedenze d’imposta: diritto al rimborso in mancanza della dichiarazione – Cassazione sentenza n. 11670 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11670 del 15 maggio 2013 e intervenuta  di nuovo in un caso di presunta decadenza del diritto di rimborso di un credito di imposta. Il fatto ha inizio con la richiesta di rimborso IVA presentata dalla curatela della società fallita non accolto dall'Agenzia delle Entrate. Gli organi del fallimento proponevano ricorso inanzi i giudici di prime cure che sia in primo che in secondo grado motivando la loro decisione sul fatto che non poteva riconoscersi alcun diritto al credito d'imposta IVA in mancanza della dichiarazione non presentata dalla parte contribuente, non potendo la mera annotazione delle fatture determinare un credito d'imposta. Veniva proposto ricorso alla Suprema Corte per cassare la sentenza dei giudici di appello per violazione e falsa applicazione degli artt, 28 e 20 dpr n. 633/1972, in [...]

Telefonini e Tasse concessioni governative – Cassazione ordinanza n. 12052 del 2013

La Corte Suprema con l'ordinanza n. 12052 del 17 maggio 2013 è intervenuta a dirimere la controversia tra Agenzia delle Entrate e il Comune in riferimento alla restituzione della Tassa CC.GG.. Infatti la problematica della Tassa CC.GG. sugli "abbonamenti"  l'agenzia delle Entrate  fà derivare l'obbligo dell'imposta sui telefonini dal contratto di abbonamento, sostituendolo, come presupposto per l'esborso, alla ormai superata licenza di esercizio. Gli Ermellini della sezione tributaria, con l'ordinanza in esame,  hanno accoltola tesi del comune ricorrente, creando «un insanabile contrasto» con la sentenza 23052 del 2012 in cui, invece, la tesi accolta era stat quella dell'Amministrazione finanziaria. I numeri in gioco, per il rimborso della Tassa CC.GG., dovuto ai comuni, ma non solo, che sarebbe di oltre 3 miliardi di euro. La sezione tributaria individua un presupposto «nel rapporto di specialità tra i [...]

Contestazione delle basi della sentenza – Cassazione sentenza n. 9537 del 2013

Contenzioso tributario - Procedimento - Sentenza CTR - Motivazione inadeguata - Difetti sintomatici di una possibile decisione ingiusta - Ricorso per cassazione - Accoglimento - Sussistenza La Cassazione nella sentenza n. 9537 del 19 aprile 2013 hanno illustrato in dettaglio la distinzione e quindi i limiti del ricorso per cassazione "tra attività di controllo dell’adeguatezza della motivazione del giudizio di fatto e quella di controllo (non ammissibile in cassazione) della bontà e giustizia della decisione – pur restando valido, in linea di principio, il criterio secondo cui la sentenza è valida allorché la motivazione lascia comprendere le ragioni della decisione – è necessario che dalla motivazione risulti il rispetto dei canoni metodologici che l’ordinamento prescrive per la soluzione delle questioni di fatto. Deve comunque rimanere fermo che la verifica compiuta al riguardo può concernere la [...]

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