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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Motivazione della cartella di pagamento che segua l’atto fiscale, calcolo degli interessi ed interruzione della prescrizione se richiesto il rateizzo

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 27504 depositata il 23 ottobre 2024, intervenendo in tema di cartella di pagamento a seguito di atto fiscale, ha ribadito una serie di principi tra cui quello secondo cui "la cartella di pagamento, allorché segua l'adozione di un atto fiscale che abbia già determinato il quantum del debito di imposta e gli interessi relativi al tributo, è congruamente motivata - con riguardo al calcolo degli interessi nel frattempo maturati - attraverso il semplice richiamo dell'atto precedente e la quantificazione dell'importo per gli ulteriori accessori, indicazione che soddisfa l'obbligo di motivazione prescritto dall'art. 7 della l. n. 212 del 2000 e dall'art. 3 della l. n. 241 del 1990; se, invece, la cartella costituisce il primo atto riguardante la pretesa per interessi, al fine di soddisfare l'obbligo di [...]

Quando un soggetto passivo cessa la propria attività economica, tale soggetto passivo non può riportare ad un periodo successivo un’eccedenza di imposta sul valore aggiunto dichiarata al momento di tale cessazione di attività e possa recuperare tale importo solo chiedendone il rimborso

Quando un soggetto passivo cessa la propria attività economica, tale soggetto passivo non può riportare ad un periodo successivo un’eccedenza di imposta sul valore aggiunto dichiarata al momento di tale cessazione di attività e possa recuperare tale importo solo chiedendone il rimborso

Al fine della tutela della reintegra il radicale difetto di specificità della contestazione è stato considerato equivalente all’ipotesi di insussistenza del fatto

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 33531 depositata il 20 dicembre 2024, intervenendo in tema di contenuto della contestazione disciplinare, ha ribadito il principio secondo cui "sul piano della selezione delle tutele, il radicale difetto di specificità della contestazione è stato considerato equivalente all'ipotesi di < <insussistenza del fatto>>" La vicenda ha riguardato un dipendente di una società di software, a cui veniva notificato, dopo la conclusione della procedura disciplinare, il licenziamento in quanto la società ascriveva al dipendente la carente attività di supporto che aveva commissionato un importante software gestionale, di talché, alla data stabilita, tale software era risultato ben lontano dall'essere pronto per l'implementazione e l'utilizzo. Il lavoratore impugnava il provvedimento espulsivo. Il Tribunale adito, nella veste di giudice del lavoro, in considerazione della genericità della contestazione disciplinare, connotata dalla [...]

Principi di ragionevolezza e proporzionalità alla base dell’azione amministrativa

Il principio di ragionevolezza deriva dall'articolo 3 della Costituzione. Il suddetto principio, enunciato dalla Corte Costituzionale in quanto non espressamente previsto, viene considerato quale sinonimo di uguaglianza sostanziale al fine di limitare le scelte arbitrarie del legislatore nella sua funzione di produzione normativa. Il suddetto principio viene utilizzato dai giudici delle leggi per sindacare le scelte del legislatore. Per la Corte Costituzionale, infatti, il legislatore ha piena discrezionalità, non sindacabile, nelle scelte di politica, purché le scelte non comportino discriminazioni intollerabili fra situazioni similari. Con il D. Lgs. n. 219 del 30 dicembre 2023 sono state apportate importanti modifiche alla Statuto del Contribuente (legge n. 212/2000) introducendo in particolare l'articolo 10-ter (Principio di proporzionalità nel procedimento tributario) il quale recita " 1. Il procedimento tributario bilancia la protezione dell'interesse erariale alla percezione del tributo con la [...]

Fermo amministrativo e principi di ragionevolezza e proporzionalità

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 32062 depositata il 12 dicembre 2024, intervenendo in tema di fermo amministrativo, ha statuito il principio secondo cui "in materia di fermo amministrativo [...] è irrilevante la notevole sproporzione tra il valore della sanzione ed il valore del bene sottoposto a fermo, dato che l'art. 86 del P.R. n. 602 del 1973 non prevede alcun limite di proporzionalità o di valore del credito tra i presupposti di applicabilità della misura (cfr. Cass. n. 22018 del 21/09/2017); [ occorrendo, comunque, ed in ogni caso] la necessaria proporzionalità tra lo strumento di tutela offerto dall'ordinamento al creditore e l' interesse del debitore che viene conseguentemente sacrificato;" La vicenda ha riguardato un  contribuente a cui, l'Agente della riscossione, aveva notificato un fermo amministrativo. Il contribuente contestava la legittimità del fermo [...]

E’ inesistente il licenziamento proveniente dall’ex datore di lavoro cedente, intimato successivamente al trasferimento del rapporto di lavoro

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 31551 depositata il 9 dicembre 2024, intervenendo in tema di licenziamento e cessione d'azienda, ha ribadito il principio secondo cui "il licenziamento intimato a non domino, da un soggetto effettivamente estraneo al rapporto (datore di lavoro formale, apparente o comunque soggetto non legittimato), non sia idoneo in nessun caso ad esplicare effetti sul rapporto di lavoro instaurato con il datore di lavoro sostanziale." La vicenda ha riguardato una lavoratrice di una compagnia aerea, il cui rapporto di lavoro a seguito del trasferimento disposta ai sensi dell'art. 2112 c.c., a cui veniva notificato il provvedimento di licenziamento dal primo datore di lavoro. La dipendente impugnava il provvedimento di espulsione. Il Tribunale adito, nella veste di giudice del lavoro, rigettava il ricorso. La lavoratrice impugnava la sentenza. La [...]

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