
La liquidazione dei compensi professionali e delle spese di lite non può cendere al di sotto dei valori minimi, in quanto aventi carattere inderogabile
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 24363 depositata l' 11 settembre 2024, intervenendo in tema di liquidazione dei compensi professionali e delle spese processuali. ha ribadito il principio secondo cui "In assenza di diversa convenzione tra le parti, il giudice, ove la liquidazione dei compensi professionali e delle spese di lite avvenga in base ai parametri di cui al m. n. 55/2014, come modificato dal d.m. n. 37/2018, non può quindi scendere al di sotto dei valori minimi, in quanto aventi carattere inderogabile (Cass. n. 9815/2023; in questo senso altresì Cass. n. 11788 del 2023)." Gli Ermellini hanno premesso, nella sentenza in commento, che la "questione è stata risolta da questa Corte con sentenza n. 9815/2023, il cui iter motivazionale integralmente si condivide e si fa proprio in questa sede. L’art. 13, [...]
Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (Rentri): soggetti obbligati, iscrizione, gestione formulario e registro di carico e scarico
Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, in ottemperanza al decreto n. 254 del 12 dicembre 2024 emanato dalla direzione economia circolare del Mase, ha pubblicato il 16 dicembre 2024 i manuali operativi per il Rentri (Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti) che ha sostituito il Sistri. Il decreto n. 254 emanato ai sensi del comma 1 dell'articolo 21 del dm n. 59/2023 prevede l'emanazione di uno o più decreti direttoriali per definire le modalità operative per il funzionamento e per consentire la comunicazione dei dati al nuovo Registro. Oltre che le le istruzioni per l’accesso e l’iscrizione da parte degli operatori al Registro nazionale, i requisiti informatici per garantire l’interoperabilità dello stesso Registro con i sistemi adottati dagli operatori nonché le modalità di funzionamento degli strumenti di supporto e dei servizi messi [...]
Bancarotta fraudolente documentale: l’amministratore di diritto (c.d. testa di legno) responsabile solo se consapevole
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 34808 depositata il 16 settembre 2024, intervenendo in tema di reato di bancarotta fraudolente documentale a carico dell'amministratore di diritto, ha riaffermato il principio secondo cui "in tema di bancarotta fraudolenta documentale, poi, l'amministratore di diritto risponde di tale reato, anche se sia investito solo formalmente dell'amministrazione della società fallita (cosiddetta testa di legno), in quanto sussiste il diretto e personale obbligo dell' amministratore di diritto di tenere e conservare le predette scritture, purché sia fornita la dimostrazione della effettiva e concreta consapevolezza del loro stato, tale da impedire la ricostruzione del movimento degli affari." Per gli Ermellini "in tema di bancarotta fraudolenta, per integrare il dolo dell'amministratore di diritto è sufficiente la generica consapevolezza, pur non riferita alle singole operazioni, delle attività illecite compiute dalla società per [...]
Bancarotta fraudolente patrimoniale: la distrazione deve essere effettiva non rileva il dato contabile
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 44742 depositata l' 11 ottobre 2024, intervenendo in tema di bancoarotta fraudolente patrimoniale, ha statuito il principio secondo cui quello che "qualifica la condotta sanzionata dall'art. 216, comma 1, n. 1, l. fall., in tutte le sue alternative manifestazioni, è il risultato ultimo, la lesione dell'interesse dei creditori alla conservazione dell'integrità patrimoniale conseguente ad un atto di disposizione che abbia determinato una diminuzione economicamente apprezzabile del compendio attivo della società fallita. Tutto ciò impone, però che la diminuzione della garanzia sia stata effettiva: il mero dato contabile (rilevante, in sede fiscale, quale esposizione di elementi passivi fittizi), non è, in sé, una distrazione. La bancarotta patrimoniale distrattiva sanziona il vulnus reale che l'atto determina all'integrità del patrimonio destinato (ai sensi dell'art. 2740 cod. civ.) a [...]
Principio di presunzione di innocenza alla luce della CEDU e del diritto unionale
Il principio di presunzione di innocenza statuito dalla Costituzione dal comma 2 dell'articolo 27 prevede che l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Lo stesso principio risulta essere stato statuito dall'articolo 3 della direttiva UE 2016/343 che dispone che "Gli Stati membri assicurano che agli indagati e imputati sia riconosciuta la presunzione di innocenza fino a quando non ne sia stata legalmente provata la colpevolezza." Principio di presunzione di innocenza alla luce della CEDU Trova applicazione nel nostro ordinamento anche l'articolo 6 § 2 della Convenzione europea per la tutela dei diritti dell’uomo (CEDU) anche alla luce delle sentenze n. 348 e 349 del 2007 della Corte costituzionale alla luce del nuovo articolo 117, comma 1, Cost.. In particolare nelle suddette sentenze la Corte Costituzionale ha precisato che la CEDU è una norma [...]
Il superamento dei 220 giorni dalla richiesta di sospensione del ruolo non determina l’annullamento se il credito erariale è sospeso o sia in pendenza di contenzioso, ovvero quando i motivi posti a fondamento dell’istanza non siano tra quelli previsti dalla norma di riferimento
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 30841 depositata il 2 dicembre 2024, intervenendo in tema di annullamento del ruolo a seguito richiesta di sospensione rimasta inevasa oltre i 220 giorno, ha statuito il principio di diritto secondo cui "In tema di riscossione delle imposte, quando sia presentata domanda di sospensione ai sensi dell’art. 1, comma 538, della l. 24/12/2012 n. 228 senza ottenere risposta dall'Agenzia delle entrate entro il termine di 220 giorni previsto dal comma 540 del cit. art. 1, come modif. dall'art. 1 del d.lgs. n. 159 del 2015, l’annullamento di diritto del ruolo non opera nei casi in cui il credito erariale è oggetto di sospensione giudiziale o amministrativa oppure è sub iudice, ovvero se i motivi posti a fondamento dell'istanza non costituiscono cause potenzialmente estintive della pretesa tributaria [...]
Il giudice del merito è tenuto, in caso di confisca, non soltanto a ricostruire le specifiche condotte indicative dell’inquadramento del soggetto nella categoria tipica di pericolosità ma anche a delimitare in chiave storica il periodo caratterizzato dalla attitudine alla produzione di reddito illecito, escludendo dall’area di possibile intervento ablatorio gli acquisti verificatisi in momenti antecedenti, proprio in quanto «non ricadenti» in tale ambito temporale
Il giudice del merito è tenuto, in caso di confisca, non soltanto a ricostruire le specifiche condotte indicative dell'inquadramento del soggetto nella categoria tipica di pericolosità ma anche a delimitare in chiave storica il periodo caratterizzato dalla attitudine alla produzione di reddito illecito, escludendo dall'area di possibile intervento ablatorio gli acquisti verificatisi in momenti antecedenti, proprio in quanto «non ricadenti» in tale ambito temporale
La donazione è revocabile per infedeltà del partner se lo stesso ha tenuto un contegno irriguardoso nei confronti del donante, in avversione al sentimento di rispetto che deve invece connotare i rapporti tra donante e donatario
La Corte di Cassazione, sezione II, con l'ordinanza n. 32682 del 16 dicembre 2024, intervenendo in tema di revoca della donazione tra conviventi, ha ribadito il principio, applicabile anche a coppie di fatto, secondo cui " l'ingiuria grave richiesta, ex art. 801 c.c., quale presupposto necessario per la revocabilità di una donazione per ingratitudine, pur mutuando dal diritto penale la sua natura di offesa all'onore ed al decoro della persona, si caratterizza per la manifestazione esteriorizzata, ossia resa palese ai terzi, mediante il comportamento del donatario, di un durevole sentimento di disistima delle qualità morali e di irrispettosità della dignità del donante, contrastanti con il senso di riconoscenza che, secondo la coscienza comune, aperta ai mutamenti dei costumi sociali, dovrebbero invece improntarne l'atteggiamento. Peraltro, in presenza di tali presupposti, resta indifferente la legittimità del comportamento [...]