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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Detrazione IVA va esercitata entro il termine di decadenza, diversamente si perde il diritto al suo recupero

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la sentenza depositata il 12 settembre 2024 nella causa n. C-429/23, intervenendo in tema di detrazione IVA, ha affermato il seguente principio di diritto "L’articolo 184 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, quale modificata dalla direttiva 2010/45/UE del Consiglio, del 13 luglio 2010, in combinato disposto con l’articolo 186 della direttiva 2006/112, quale modificata dalla direttiva 2010/45, nonché i principi di equivalenza, di effettività e di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), devono essere interpretati nel senso che: non ostano a una normativa e a una prassi amministrativa nazionali in forza delle quali a un soggetto passivo è negato il diritto di detrarre l’IVA pagata a monte prima della sua registrazione ai fini dell’IVA, a motivo del fatto [...]

Nessuna condanna con senno di poi in quanto la regola cautelare che si assume violata deve essere preesistente al fatto, nel senso che il comportamento doveroso basato sulla diligenza, prudenza e perizia ovvero su specifiche norma cautelari deve essere desunto in concreto ed ex ante, giammai ex post

Nella sentenza della Corte di Cassazione, sezione penale, n. 34383 depositata il 12 settembre 2024, in tema di omicidio stradale, è stato ribadito il principio secondo cui il "... ragionamento, frutto della nota distorsione («bias») cognitiva del «senno di poi» («hindsight bias»), renderebbe colposo qualsiasi comportamento umano causativo di danno, poiché è (quasi) sempre possibile, dopo l'evento, ipotizzare un comportamento alternativo corretto e idoneo a impedirlo. Invece, come acutamente osservato in un recente arresto di legittimità, la regola cautelare che si assume violata deve essere preesistente al fatto, nel senso che il comportamento doveroso basato sulla diligenza, prudenza e perizia ovvero su specifiche norma cautelari deve essere desunto in concreto ed ex ante, giammai ex post (cfr. Sez. 4, n. 32899 del 08/01/2021, Castaldo, Rv. 281997 - 17; si vedano altresì Sez. 4, n. 9390 del 13/12/2016, [...]

Contratto di agenzia: l’indennità relativa al patto di non concorrenza può essere erogata anche attraverso un compenso di natura provvigionale

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 23331 depositata il 29 agosto 2024, intervenendo in tema di patto di non concorrenza, ha ribadito il principio secondo cui "... riconosciuto la derogabilità della previsione dell’art.1751 bis c.c. con cui il legislatore italiano, senza che ciò fosse necessitato dalla disciplina comunitaria in materia, ha stabilito che, a decorrere dall' 1 giugno 2001, l'accettazione del patto di non concorrenza comporta, in occasione della cessazione del rapporto, la corresponsione all'agente commerciale di una indennità di natura non provvigionale, indicando i parametri cui l'indennità va commisurata, affidando la sua determinazione alla contrattazione tra le parti (tenuto conto degli accordi economici nazionali di categoria) e prevedendo che in difetto di accordo l'indennità venga determinata in via equitativa dal giudice. ..." La vicenda ha riguardato un agente di una società [...]

Il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza può legittimamente esercitare il diritto di critica che deve essere rispettoso del principio di continenza formale, potendo però essere esercitato anche con espressioni soggettivamente sgradite alla controparte

Il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza può legittimamente esercitare il diritto di critica che deve essere rispettoso del principio di continenza formale, potendo però essere esercitato anche con espressioni soggettivamente sgradite alla controparte.

Processo tributario: procedimento di notifica in caso di c.d. irreperibilità relativa e quello per la cd. irreperibilità assoluta

Nel processo tributario ai sensi dell'art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973 il quale dispone che "La notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente e' eseguita secondo le norme stabilite dagli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile, con le seguenti modifiche: a) la notificazione e' eseguita dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dall'ufficio; b) il messo deve fare sottoscrivere dal consegnatario l'atto o l'avviso ovvero indicare i motivi per i quali il consegnatario non ha sottoscritto; b-bis) se il consegnatario non e' il destinatario dell'atto o dell'avviso, il messo consegna o deposita la copia dell'atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia [...]

Presunzione legale relativi di cui all’art. 32 del dpr n. 600/1973 applicabile ai versamenti effettuati su un conto corrente dal professionista o lavoratore autonomo

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 21214 depositata il 30 luglio 2024, intervenendo in tema di presunzioni legali relative, ha ribadito il principio secondo cui "... la presunzione legale relativa della disponibilità di maggior reddito, desumibile dalle risultanze dei conti bancari ex art. 32, primo comma, n. 2, d.P.R. n. 600/1973, non viene meno all'esito della sentenza Corte cost., n. 228/2014, posto che le operazioni bancarie di prelevamento hanno valore presuntivo nei confronti dei soli titolari di reddito di impresa, mentre quelle di versamento operano nei confronti di tutti i contribuenti, i quali possono contrastarne l'efficacia dimostrando in concreto che le stesse sono già incluse nel reddito soggetto ad imposta o sono irrilevanti (Cass., Sez. V, 16 novembre 2018, n. 29572; Cass., Sez. V, 6 dicembre 2021, n. 38691). ..." La vicenda [...]

Nelle controversie sul mancato rispetto del c.d. minimale contributivo, l’indagine demandata al giudice è quella di verificare la sussistenza o meno del credito contributivo controverso e la fonte contrattuale rappresenta il documento che può dissipare il contrasto, deve esercitare il proprio potere-dovere di integrazione probatoria ex officio e acquisire il CCNL, individuato dalla parte onerata della prova

Nelle controversie sul mancato rispetto del c.d. minimale contributivo, l’indagine demandata al giudice è quella di verificare la sussistenza o meno del credito contributivo controverso e la fonte contrattuale rappresenta il documento che può dissipare il contrasto, deve esercitare il proprio potere-dovere di integrazione probatoria ex officio e acquisire il CCNL, individuato dalla parte onerata della prova

Processo tributario: contrasto tra due giudicati, possibile il ricorso per revocazione o il ricorso in cassazione

Nel processo tributario il giudicato non esaurisce i propri effetti nel limitato perimetro del giudizio ma ha una potenziale capacità espansiva in altri giudizi tra le stesse parti, secondo le stesse regole che disciplinano, nel processo civile, il giudicato esterno (Cass. SS. UU. sentenza n. 13916/2006).  Affinché si realizzi il contrasto tra due sentenze, avente autorità di cosa giudicata, è necessario che nei due giudizi vi siano gli soggetti ed identità dell'oggetto. Deve sussistere alternativamente, quindi,: che l’oggetto del secondo giudizio sia il medesimo rapporto tributario definito irrevocabilmente nel primo; che nel primo giudizio sia stato definitivamente compiuto un accertamento incompatibile con quello operante nel giudizio successivo. Il criterio dell'autonomia dei periodi di imposta non impedisce che il giudicato relativo ad uno di essi faccia stato anche per altri quando incide su elementi che siano [...]

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