TUIR

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5330 – Poiché la composizione del predetto fondo è costituita in massima parte da premi di produttività o da incentivi all’attività d’istituto, il predetto fondo costituisce una forma di retribuzione differita, composta prevalentemente da contributi degli iscritti, che la fa rientrare nel perimetro normativo degli artt. 17-19 del TUIR (già 16-17) come “indennità equipollente” e quindi deve essere assoggettato a tassazione separata e non a tassazione integrale

l'indennità supplementare corrisposta, all'atto della cessazione dal servizio, dal Fondo di previdenza per i dipendenti del Ministero delle finanze ha funzione esclusivamente previdenziale ed è assimilabile alle "indennità equipollenti" di cui all'art. 17 co. 1 del d.P.R. n. 917 cit., sicché rappresenta una forma di retribuzione differita con applicazione di tassazione separata e non integrale, essendo peraltro la composizione del fondo costituita in massima parte da premi di produttività o da incentivi da parte dell'istituto

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 gennaio 2019, n. 1922 – Il criterio discretivo tra spese di rappresentanza e spese di pubblicità va individuato negli obbiettivi, anche strategici, perseguiti mediante le stesse, che, nella prima ipotesi, coincidono con la crescita d’immagine ed il maggior prestigio, nonché con il potenziamento delle possibilità di sviluppo della società, mentre, nell’altra, consistono in una diretta finalità promozionale e di incremento commerciale, concernente la produzione realizzata in un determinato contesto

costituiscono spese di sponsorizzazione quelle correlate ad iniziative volte ad accrescere il prestigio e l'immagine dell'impresa ed a potenziarne le possibilità di sviluppo, mentre sono spese pubblicitarie o di propaganda quelle sostenute per la realizzazione di iniziative volte alla pubblicizzazione di prodotti, marchi e servizi, o comunque dell'attività svolta, con la conseguenza che solo le prime, in quanto costituenti spese di rappresentanza, sono deducibili ai sensi e nei limiti previsti dall'art. 74, comma 2, del d.P.R. n. 917 del 1986

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 febbraio 2019, n. 4923 – La società consortile costituita nelle forme di società di capitale per l’esecuzione di un appalto di opere pubbliche, ai sensi dell’art. 23 bis I. 8 agosto 1977, n. 584 e succ. mod. non assume la posizione di appaltatore, che resta puntualizzata sulle imprese socie riunite, ma il più modesto rilievo di una struttura operativa al servizio di tali imprese, con la conseguenza che, dal punto di vista tributario, le operazioni e i costi della società consortile sono direttamente riferibili alle società consociate. Ne deriva che per le imprese socie costituiscono costi propri le spese affrontate per mezzo del consorzio, le quali, quindi, possono essere ad esse riaddebitate attraverso il principio del cosiddetto ribaltamento dei costi

una società consortile costituita nelle forme di società di capitale per l'esecuzione di un appalto di opere pubbliche, ai sensi dell'art. 23 bis I. 8 agosto 1977, n. 584 e succ. mod. non assume la posizione di appaltatore, che resta puntualizzata sulle imprese socie riunite, ma il più modesto rilievo di una struttura operativa al servizio di tali imprese, con la conseguenza che, dal punto di vista tributario, le operazioni e i costi della società consortile sono direttamente riferibili alle società consociate. Ne deriva che per le imprese socie costituiscono costi propri le spese affrontate per mezzo del consorzio, le quali, quindi, possono essere ad esse riaddebitate attraverso il principio del cosiddetto ribaltamento dei costi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 febbraio 2019, n. 4921 – Il costo di acquisizione di un terreno su cui insista un impianto di distribuzione di carburante e che sia strettamente e funzionalmente pertinenziale a tale impianto è soggetto ad ammortamento secondo il coefficiente previsto dal d.m. 31 dicembre 1988 per “chioschi, colonne di distribuzione, stazioni di imbottigliamento, stazioni di servizio” ai sensi dell’art. 67 (ora 102), comma 2, del d.P.R. n. 917 del 1986, alla condizione che rimanga accertato, in concreto, che detto terreno abbia una “vita utile” limitata, nel senso che la sua utilizzazione sia limitata nel tempo ai sensi dell’art. 2426, comma 1, n. 2, c.c

in tema di determinazione del reddito d'impresa, è ammortizzabile il costo di acquisizione del terreno costituente area di sedime di un impianto di distribuzione di carburante ove si constati che, al termine dell'uso produttivo, il bene non sia più utilizzabile in modo proficuo in ragione del suo deperimento (economico, se non fisico), atteso che la piena operatività della regola dell’ammortizzabilità del costo del bene strumentale posta dalle norme civilistiche (art. 2426 c.c.) e fiscali (d.P.R. n. 917 del 1986), per il caso di "vita utile" limitata nel tempo, non è ostacolata dalla mancata, espressa menzione dei terreni nel d.m. 31 dicembre 1988, richiamato dall'art. 67 del d.P.R. n. 917 del 1986, trattandosi di fonte normativa che individua i soli coefficienti e non l’ "an" dell’ammortamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 febbraio 2019, n. 4922 – L’esercizio di attività previdenziali, assistenziali e sanitarie da parte di enti pubblici istituiti esclusivamente per tali finalità non costituisce attività commerciale, non esclude che siano soggetti ad imposta i redditi provenienti da altre attività svolte da tali enti, come quelli fondiari derivanti dalla locazione di immobili

l'art. 88, comma 2, d.p.r. 917/1986 nella formulazione applicabile "ratione temporis", nel disporre che l'esercizio di attività previdenziali, assistenziali e sanitarie da parte di enti pubblici istituiti esclusivamente per tali finalità non costituisce attività commerciale, non esclude che, ai sensi dell'art. 108 dello stesso decreto, siano soggetti ad imposta i redditi provenienti da altre attività svolte da tali enti, come quelli fondiari derivanti dalla locazione di immobili, senza che, peraltro, assuma rilevanza la circostanza che i proventi di dette attività siano statutariamente destinati all'esercizio dell'attività istituzionale

Commissione Tributaria Regionale per il Piemonte sez. 1 sentenza n. 30 depositata il 9 gennaio 2019 – Il diritto a portare in detrazione le imposte sul reddito pagate all’estero è soggetto a prescrizione decennale

L'art. 165 del Tuir nel prevedere come procedere in caso di imposte pagate all'estero non pone alcun "sbarramento" al limite temporale entro cui il contribuente deve richiedere le detrazioni. Unico limite è il calcolo che deve essere effettuato tenendo conto dell'anno di competenza in cui si sono formati i redditi

Commissione Tributaria Regionale per la Lombardia sez. 3 sentenza n. 376 depositata il 25 gennaio 2019 – In tema di transfer pricing spetta all’Agenzia delle Entrate di dimostrare l’esistenza di transazioni tra imprese collegate con evidenti discrepanze rispetto a transazioni dello stesso genere su un mercato indipendente, mentre al contribuente spetta l’onere di dimostrare che le transazioni sono intervenute per valori di mercato da considerarsi normali

Commissione Tributaria Regionale per la Lombardia sez. 3 sentenza n. 376 depositata il 25 gennaio 2019 Massima In tema di transfer pricing spetta all’Agenzia delle Entrate di dimostrare l’esistenza di transazioni tra imprese collegate con evidenti discrepanze rispetto a transazioni dello stesso genere su un mercato indipendente, mentre al contribuente spetta l’onere di dimostrare che [...]

Pensione Privilegiata Ordinaria Tabellare erogata ad un militare in congedo – art. 49, comma 2, del TUIR – Risposta 19 febbraio 2019, n. 63 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 19 febbraio 2019, n. 63 Pensione Privilegiata Ordinaria Tabellare erogata ad un militare in congedo - art. 49, comma 2, del TUIR - Interpello articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212 Quesito La Ragioneria Provinciale dello Stato fa presente che dovrà liquidare mensilmente una pensione [...]

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