
Il creditore con sentenza non definitiva ha diritto di essere ammesso al passivo anche nella liquidazione coatta amministrativa
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 27163 depositata il 22 settembre 2023, intervenendo in tema opponibilità della sentenza non definitiva alla liquidazione coatta amministrativa, ha statuito il principio in base al quale la sentenza di condanna, non ancora passata in giudicato, pronunciata nei confronti di un soggetto successivamente sottoposto alla procedura di liquidazione coatta, è opponibile alla procedura concorsuale. Pertanto per il Supremo consesso il creditore va ammesso al passivo, con riserva, sulla base della sentenza impugnata ed il commissario liquidatore può proseguire nella fase di impugnazione a norma del comma 2 n. 3 dell'art. 96 del RD 267/42 ed il relativo giudizio non diventa improcedibile. I giudici di legittimità hanno precisato che l'orientamento che prevedeva non applicabile l'art. 96 del R.D. n. 267/42 è stato ormai superato. Affermandosi invece il principio secondo cui [...]
Impugnazione del verbale di disposizione emesso ai sensi dell’art. 14, comma 1, del D. Lgs. n. 124 del 2004: competenza giurisdizionale
Il Tribunale amministrativo Regionale della Lombardia, sezione IV, con la sentenza n. 2046 depositata il 14 settembre 2023, interviene in tema competenza giurisprudenziale avverso un verbale emesso ai sensi dell’art. 14, comma 1, del D. Lgs. n. 124 del 2004, ha affermato come "... da condivisibile giurisprudenza, sebbene l’an e il quantum dell’obbligazione previdenziale risultino riservati alla cognizione del giudice ordinario, laddove si controverta in ordine alla legittimità di un verbale di disposizione, adottato dall’Ispettorato del Lavoro a conclusione del procedimento ispettivo, si è al cospetto di un atto che ha inciso autoritativamente sulla posizione giuridica del datore di lavoro, creando il presupposto per il futuro recupero delle somme in questione. Difatti, «diversamente dalla diffida accertativa (art. 12 del d.lgs. 124 del 2004), suscettibile di acquisire essa stessa efficacia di titolo esecutivo a favore del privato, [...]
Valido l’accertamento fondato su valori OMI se fondato anche su altre presunzioni
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 17189 depositata il 15 giugno 2023, intervenendo in tema di validità degli OMI come prova, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... in tema di accertamento dei redditi d’impresa, in seguito alla sostituzione dell’art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973 ad opera dell’art. 24, comma 5, della l. n. 88 del 2009, che, con effetto retroattivo, stante la sua finalità di adeguamento al diritto dell’Unione europea, ha eliminato la presunzione legale relativa (introdotta dall’art. 35, comma 3, del d.l. n. 223 del 2006, conv., con modif., dalla l. n. 248 del 2006) di corrispondenza del corrispettivo della cessione di beni immobili al valore normale degli stessi (così ripristinando il precedente quadro normativo in base al quale, in generale, l’esistenza di attività non dichiarate può [...]
Possono essere sequestrate somme anche su c/c intestati a terzi ove l’indagato o il condannato abbia una delega incondizionata ad operare
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 34551 depositata l' 8 agosto 2023, intervenendo in tema di sequestro su c/c su cui l'indagato ha la delega ad agire, ha ribadito che "... la titolarità di una delega ad operare incondizionatamente e senza limitazioni su un conto corrente bancario intestato ad altri configura l'ipotesi di disponibilità richiesta dall'art. 322-ter cod. pen. ai fini dell'ammissibilità del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente (Sez. 3, n. 13130 del 19/11/2019, dep. 2020, Cattaneo, Rv. 279377-02; Sez. 3, n. 23046 del 09/07/2020, Cavinato, Rv. 279821), [...] questa situazione può non essere sufficiente "ex se" a dimostrare la piena disponibilità, da parte del delegato, delle somme depositate, occorrendo ulteriori elementi di fatto sui quali fondare il giudizio di ragionevole probabilità circa la libera utilizzabilità delle somme da [...]
Processo tributario: travisamento della prova
In ordine all'omesso esame di un fatto decisivo il Supremo consesso (Cass. civ., 21 dicembre 2022, n. 37382; Cass. ordinanza n. 24880 del 2023) ha precisato che "... il travisamento della prova, per essere censurabile in cassazione, ai sensi dell' art. 360 c.p.c., n. 4, per violazione dell'art. 115 c.p.c., postula che l'errore del giudice di merito cada non sulla valutazione della prova (demostrandum), ma sulla ricognizione del contenuto oggettivo della medesima (demostratum), con conseguente, assoluta impossibilità logica di ricavare, dagli elementi acquisiti al giudizio, i contenuti informativi che da essi il giudice di merito ha ritenuto di poter trarre. E' inoltre necessario che tale contenuto abbia formato oggetto di discussione nel giudizio, che l'errore sia decisivo, in quanto la motivazione sarebbe stata necessariamente diversa se fosse stata correttamente fondata sui contenuti informativi che risultano [...]
Unico 2023: compilazione del quadro RU per i crediti di imposta del piano transizione 4.0
La compilazione del quadro RU della dichiarazione dei redditi 2023 per l'indicazione dei crediti d’imposta del Piano Transizione 4.0 risulta più complesso rispetto agli anni precedenti. Tale situazione deriva dell’aggiornamento e dell’integrazione delle informazioni richieste nella sezione IV. I comma da 1051 fino al 1063 dell'articolo 1 della legge 178 del 2020 ha istituito e regolamentato il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi per il quale è previsto l'obbligo della compilazione del quadro RU. Per la corretta compilazione, i dati del credito d’imposta vanno esposti nella sezione distintamente in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili, occorre procedere all'inserimento dei dati nei seguenti righi: righi da RU1 fino a RU12 della sezione I del quadro RU nel rigo RU va indicato uno dei seguenti codice credito “L3”, “2L”, “3L”; “L3”, per gli investimenti in beni strumentali [...]
Si può richiedere il rimborso del credito d’imposta oggetto del mancato riporto per omessa dichiarazione
Il credito relativi a versamenti per imposta non dovuto se esposto in dichiarazione beneficia di una prescrizione “lunga” La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 25412 depositata il 29 agosto 2023, intervenendo in tema di rimborso dei crediti di imposta, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... In tema di imposte sui redditi, qualora il contribuente abbia evidenziato nella dichiarazione un credito d'imposta, non trova applicazione, ai fini del rimborso del relativo importo, il termine di decadenza previsto dall'art. 38 del d.P.R. n. 602 del 1973, bensì l'ordinario termine di prescrizione decennale, non occorrendo la presentazione di un'apposita istanza, in quanto l'Amministrazione, resa edotta con la dichiarazione dei conteggi effettuati dal contribuente, è posta in condizione di conoscere la pretesa creditoria (Cass. n. 21788 del 2018) ..." La vicenda ha visto protagonista [...]
L’avvocato deve risarcire il cliente per il ricorso dichiarato inammissibile per mancato rispetto dei requisiti
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 26464 depositata il 13 settembre 2023, intervenendo in tema di responsabilità professionale di un legale, ha ribadito che il cliente di un avvocato deve essere risarcito nel caso in cui il legale incaricato di redigere il ricorso in cassazione lo stesso non sia stato accolto in quanto dichiarato inammissibile per l’inosservanza dei requisiti di contenuto-forma: nell’atto non risultano specificati quesiti di diritto in alcuni motivi, mentre secondo la consulenza tecnica d’ufficio l’impugnazione proposta nella controversia tributaria poteva essere accolta, se fosse stata ammissibile. Il legale aveva eccepito che con l’entrata in vigore dell’articolo 366 bis c.p.c. sul ricorso di legittimità, la responsabilità dell’avvocato si sarebbe dovuta misurare sull’ipotesi di questioni di speciali difficoltà, applicando l’articolo 2236 c.c. La vicenda ha riguardato una società di capitale, che gestiva un [...]