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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

In caso di fallimento della società cedente, il curatore non è legittimato a promuovere l’azione per la dichiarazione di solidarietà dell’acquirente dell’azienda ceduta dalla società poi fallita

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 19806 depositata il 12 luglio 2023, intervenendo in tema procedure concorsuali e responsabilità solidale dell'acquirente dell'azienda, ha ribadito che "... la previsione della solidarietà dell'acquirente dell'azienda nella obbligazione relativa al pagamento dei debiti dell'azienda ceduta è posta a tutela dei creditori, e non dell'alienante, per cui essa non determina alcun trasferimento della posizione debitoria sostanziale, nel senso che il debitore effettivo rimane pur sempre colui cui è imputabile il fatto costitutivo del debito, e cioè il cedente, nei cui confronti può rivalersi in via di regresso l'acquirente che abbia pagato, quale coobbligato in solido, un debito pregresso dell'azienda, mentre lo stesso non può fare il cedente che abbia pagato il debito verso il coobbligato in solido. ..." La vicenda ha riguardato una spa che aveva presentato proposta di [...]

Controlli fiscali: è reato rifiutarsi di mostrare le scritture contabili anche per indisponibilità temporanea

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 37827 depositata il 15 settembre 2023, intervenendo in tema di delitto di cui all’art. 10 del dl 74/2000, ha stabilito che il reato di occultamento delle scritture contabili si configura con la temporanea indisponibilità delle scritture contabili e diventa reato permanente con l’occultamento. Per cui è legittima la condanna per il reato di occultamento delle scritture contabili per l’imprenditore che rifiuta di mostrare alla Guardia di finanza durante l’ispezione la documentazione tributaria necessaria a ricostruire il reddito della società. Il delitto di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 74/2000 è reato di pericolo che si configura anche con la temporanea indisponibilità delle scritture contabili e diventa reato permanente con l’occultamento. Inoltre la scelta del rito abbreviato rende utilizzabili le dichiarazioni autoaccusatorie dell’imputato rese durante la [...]

Illegittimo il licenziamento fondato su espressioni sconvenienti od offensive contenute in scritti e nei discorsi pronunciati dinanzi alle autorità giudiziarie e amministrative

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 19621 depositata l' 11 luglio 2023, intervenendo in tema di licenziamento per giusta causa, ha affermato che "... non integra una giusta causa di licenziamento la condotta del lavoratore che attribuisca al proprio datore di lavoro, in uno scritto difensivo, atti o fatti, pur non rispondenti al vero, che riguardino in modo diretto ed immediato l’oggetto della controversia e ciò quandanche in tale scritto siano riportate espressioni sconvenienti od offensive che sono invece soggette alla disciplina dettata dall'art. 89 c.p.c. (cfr. Cass. 11/12/2014, n. 26106) ..." La vicenda ha riguardato un dipendente che aveva citato in giudizio il proprio datore di lavoro per ottenere differenze retributive. Il dipendente veniva licenziato dal datore di lavoro in quanto per quest'ultimo il lavoratore aveva utilizzato frasi gravemente offensive nei confronti [...]

L’attività di commercialista è incompatibile con lo svolgimento di attività d’impresa in nome proprio o altrui, a prescindere dal fatto se tale attività sia abituale o prevalente

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 26346 depositata il 12 settembre 2023, intervenendo in tema di incompatibilità tra la professione di commercialista ed altre attività, ha stabilito che al commercialista è vietato l'attività d'impresa in nome proprio o altrui, a prescindere dal fatto se tale attività sia abituale o prevalente, salvo qualora l'attività, svolta per conto proprio, è diretta alla gestione patrimoniale, ad attività di mero godimento o conservative, nonché in presenza di società di servizi strumentali o ausiliari all'esercizio della professione. La vicenda ha riguardato un commercialista che aveva ricoperto la carica di socio, di Presidente e di amministratore unico della s.r.l. Per tale incarico l'ordine dei commercialisti aveva emesso un provvedimento che escludeva l'incompatibilità in relazione alle predette cariche.  La nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei dottori commercialisti emetteva un [...]

Cessione del credito IVA per la sua validità nei confronti dell’Amministrazione finanziaria va fatta la notifica sia all’Agenzia delle Entrate che all’Agente della riscossione

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 19986 depositata il 12 luglio 2023, intervenendo in tema di efficacia della cessione del credito IVA, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... In materia tributaria, la cessione dei crediti richiesti a rimborso, per essere efficace, presuppone, ai sensi dell'art. 1, comma 4, del d.m. 30 settembre 1997, n. 384, la notifica all'Ufficio delle Entrate o al Centro di Servizio, presso il quale è stata presentata la dichiarazione dei redditi del cedente, nonché al Concessionario del Servizio della riscossione competente in ragione del domicilio fiscale del cedente alla data di cessione del credito; la omessa notifica al Concessionario del Servizio di Riscossione determina l'inefficacia relativa dell'atto di cessione di crediti e, dunque, la inopponibilità della cessione all'Amministrazione finanziaria» (Cass. sez. 5. N. 1237 del 2020); ..." [...]

Se il promittente venditore è deceduto alla stipula del contratto definitivo devono partecipare tutti gli erede

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 25396 depositata il 29 agosto 2023, intervenendo in tema di contratti preliminari di vendita in ui il promittente si deceduto dopo la stipula del preliminare, ha statuito che "... La prestazione di trasferire la proprietà di un bene in comproprietà non è stata infatti considerata avente natura solidale ma collettiva, “non potendo operare il principio stabilito dall’articolo 1292 c.c., secondo cui ciascuno degli obbligati in solido può adempiere per l’intero e l’adempimento dell’uno libera gli altri, atteso che i promittenti sono in grado di manifestare il consenso relativo alla propria quota e non quello concernente le quote spettanti agli altri” (Cass. n. 2613/2021). Diversamente dai corollari desunti dal giudice di appello, la domanda di adempimento deve essere rivolta nei confronti di tutti i promittenti venditori (in aggiunta alle decisioni [...]

E’ reato la falsa attestazione del pagamento del TFR nel CUD

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 36773 depositata il 5 settembre 2023, intervenendo in tema di falso ideologico, ha affermato che "... la falsa attestazione contenuta nella certificazione unica incide direttamente sul conseguente atto dell'amministrazione finanziaria (connesso alla determinazione delle imposte) che, pur formato per uno scopo diverso da quello di conferire pubblica fede alle attestazioni del privato, assume comunque rilevanza giuridica nel rapporto pubblicistico che lega l'amministrazione finanziaria e il contribuente, acquisendo, attraverso l'attestazione stessa, un valore probatorio interno alla pubblica amministrazione. La certificazione unica, infatti, è un documento fiscale che attesta i redditi percepiti nell'anno precedente; viene rilasciato dall'INPS o dal datore di lavoro o dal committente entro il 16 marzo di ogni anno e viene successivamente trasfuso nella relativa dichiarazione dei redditi. ..." La vicenda ha riguardato il legale rappresentante [...]

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