
Avviso di accertamento impugnato dalla società successivamente cancellata: soci possono proporre solo in sede di riscossione ogni questione sull’effettivo percepimento di detti utili
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 25108 depositata il 23 agosto 2023, intervenendo in tema di responsabilità dei soci di società estinta, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... all'estinzione della società, di persone o di capitali, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale l'obbligazione della società non si estingue – ciò che sacrificherebbe ingiustamente il diritto del creditore sociale – ma si trasferisce ai soci, i quali ne rispondono, nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda che, pendente societate, fossero limitatamente o illimitatamente responsabili per i debiti sociali (Cass. S.U. n. 6070 e 6071 del 12/03/2013; conf., ex multis, Cass. [...]
Debiti tributari e causa di non punibilità se viene versato quanto omesso o quando le violazioni sono correttamente definite
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 28031 depositata il 28 giugno 2023, intervenendo in tema di reato di omesso versamento IVA e cause di non punibilità, ha statuito che "... ai fini dell'applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto, acquista rilievo, per effetto della novellazione dell'art. 131-bis cod. pen. ad opera dell'art. 1, comma 1, lett. c), n. 1, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, anche la condotta dell'imputato successiva alla commissione del reato, che, tuttavia, non potrà, di per sé sola, rendere di particolare tenuità un'offesa che tale non era al momento del fatto, potendo essere valorizzata solo nell'ambito del giudizio complessivo sull'entità dell'offesa recata, da effettuarsi alla stregua dei parametri di cui all'art. 133, comma primo, cod. pen. (Sez. 3, n. 18029 del 2/05/2023, [...]
Processo Tributario: giudizio di rinvio
Nel processo tributario il giudizio di rinvio è regolato dall'art. 63 del D.Lgs. n. 546/1992 il quale statuisce che "... 1. Quando la Corte di cassazione rinvia la causa alla commissione tributaria provinciale o regionale la riassunzione deve essere fatta nei confronti di tutte le parti personalmente entro il termine perentorio di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza nelle forme rispettivamente previste per i giudizi di primo e di secondo grado in quanto applicabili. 2. Se la riassunzione non avviene entro il termine di cui al comma precedente o si avvera successivamente ad essa una causa di estinzione del giudizio di rinvio l'intero processo si estingue. 3. In sede di rinvio si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti alla ((corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado)) a cui il processo e' [...]
Il nuovo codice degli appalti non prevede l’esclusione dalla gara per l’scrizione nel registro indagati
L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con la delibera n. 397 del del 6 settembre 2023, su sollecitazione di un Comune che aveva chiesto il parere sui requisiti di ordine generale per l’affidamento di appalti pubblici, l’illecito professionale grave e le cause di esclusione dalle gare, ha affermato che il nuovo codice degli appalti (D.Lgs. n. 36 del 2023 entrato in vigore il 1° luglio 2023) non prevede l'esclusione dalla gare per la mera iscrizione nel registro degli indagati. L'ANAC con la suddetta delibera ha fornito importanti indicazioni sulle novità del nuovo codice degli appalti in ordine alle sulle cause di esclusione dalle gare d’appalto ed alla tipizzazione delle fattispecie costituenti grave illecito professionale (limitato, sotto il profilo penale ai reati di cui alle lettere g) ed h) del comma 3 dell’art. 98) e dei mezzi di prova utili per la [...]
Ravvedimento operoso per i sostituti di imposta per ritenute non versate
L'articolo 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997 ha istituito il c.d. ravvedimento operoso. Tale istituto consente, al contribuente che volontariamente rimedia a violazioni, irregolarità oppure omissioni dei versamenti dei tributi e delle ritenute, di pagare le sanzioni in misura ridotta. Per avvalersi del ravvedimento, pertanto, occorre procedere al pagamento spontaneo, a mezzo del modello F24, dell' imposta o maggiore imposta non versata, nei casi di mancato pagamento (parziale o totale); degli interessi moratori, ex art. 1224 c.c.; delle sanzione ridotta in base alla sanzione originaria e ai tempi della regolarizzazione. Il contribuente può procedere all'applicazione del ravvedimento operoso anche se paga il tributo o la ritenuto non versata parzialmente purché nei termini prescritti. Qualora venga versato in tempi successivi il tributo o la ritenuta omessa dalle sanzioni e dagli interessi la sanzione da [...]
Operazioni soggettivamente inesistenti: ripartizione dell’onere della prova
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 4619 depositata il 14 febbraio 2023, intervenendo in tema di operazioni inesistenti, ha riaffermato che "... qualora l'Amministrazione finanziaria contesti che la fatturazione attiene ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, incombe sulla stessa l'onere di provare la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi specifici, che il contribuente fosse a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente; ove l'Amministrazione assolva a detto incombente istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria di avere adoperato, per non essere coinvolto in un'operazione volta ad evadere l'imposta, la diligenza massima esigibile da un operatore accorto, secondo criteri di ragionevolezza e [...]
Nullità dell’accertamento emesso prima del termine dei 60 giorni dalla consegna del PVC se mancano i motivi di urgenza
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 21517 depositata il 20 luglio 2023, intervenendo in tema accertamento emesso a seguito pvc, ha ribadito i principi di diritto secondo cui "... L'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento, di cui all'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212 - decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un'ispezione o una verifica nei locali destinati all'esercizio dell'attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni - determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l'illegittimità dell'atto impositivo, perché il termine è stato ritenuto necessario dal legislatore per garantire alla parte, alla conclusione delle indagini svolte presso di lui, un periodo di tempo utile per riesaminare i dati raccolti dai [...]
Infortunio sul lavoro: nessuna deroga sia per il datore di lavoro formale che reale e del coordinatore per la sicurezza
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 30167 depositata il 12 luglio 2023, intervenendo in tema di responsabilità per infortunio sul lavoro, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "... In tema di infortuni sul lavoro, in base alla lettura combinata del D.Lgs. n. 81 del 2008, artt. 2 e 199, la titolarità solo formale della qualifica di amministratore di società, a cui fa capo il rapporto di lavoro con il dipendente, non costituisce causa di esonero da responsabilità in caso di omissione delle cautele prescritte in materia antinfortunistica; le due norme, infatti, prevedono una corresponsabilità sia del formale titolare della qualifica di datore di lavoro, sia di colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, ne eserciti in concreto i poteri giuridici ..." Con la sentenza in commento il [...]