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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Sequestro preventivo anche delle somme confluite sul conto corrente dopo la materiale esecuzione del sequestro

La Corte di Cassazione, sezione, penale con la sentenza n. 41589 depositata il 13 ottobre 2023, intervenendo in tema sequestro preventivo, ha affermato che "... le somme di danaro confluite sul conto corrente bancario dopo la materiale esecuzione del sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto del reato, poiché ( e nella misura in cui) costituiscono anch'esse profitto, sono sequestrabili ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 12-bis, d.lgs. n. 74 del 2000, e 321, comma 2, cod. proc. pen., non rilevando la circostanza ( del tutto accidentale) che siano state corrisposte ( o siano entrate nella disponibilità dell'avente diritto) dopo la materiale esecuzione del sequestro. ..." La vicenda ha riguardato una società a responsabilità limitata in liquidazione nei cui confronti era stato disposto un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca [...]

Per il reato di fatture false non è sufficiete la loro emissione ma deve sussistere la finalità di consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o dell’Iva

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 42497 depositata il 18 ottobre 2023, intervenendo in tema di fatture false, ha ribadito che "... il dolo specifico del reato ex art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000 non è in re ipsa, posto che la legge prevede esplicitamente che al compimento della condotta tipica l'emissione delle fatture per operazioni inesistenti, si aggiunga la finalità di evasione, la cui realizzazione, però, non è necessaria ai fini della consumazione del reato. ..." La vicenda ha riguardato il titolare di un laboratorio per l'assemblaggio di capi di vestiario in pelle non dichiarato al fisco, ha istigato ad emettere,  al fine di consentire a terzi l'evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, le fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. In sostanza il titolare del laboratorio in [...]

Avvisi integrativi per i tributi locali possono essere emessi nei termini decadenziali senza alcuna limitazione

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 27261 depositata il 25 settembre 2023, intervenendo in tema di IMU/ICI, ha statuito che "... le disposizioni di cui all’art. 1, comma 161, della legge n. 296/2006 fanno salva ogni ulteriore azione di accertamento dell’ente locale nei termini di decadenza previsti, senza alcun riferimento a pretese dell’ente impositore che si basino su fonti diverse da quelle prese a base dall'accertamento parziale ..." La vicenda ha riguardato una società per azioni a cui, il Comune, aveva notificato degli avvisi di accertamento ICI/IMU per vari anni. La società impugnò i suddetti atti impositivi innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale (attualmente Corte di Giustizia Tributaria di primo grado). I giudici di prime cure rigettarono il ricorso della contribuente. Avverso la decisione della CTP la società propose appello. I giudici di appello confermavano [...]

Il lavoratore ha diritto al risarcimento per straining anche per fatti isolati purché illeciti

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 29101 depositata il 19 ottobre 2023, intervenendo in tema tutela del lavoratore dal c.d. straining, ha ribadito che "... lo straining rappresenti una forma attenuata di mobbing perché priva della continuità delle vessazioni ma sempre riconducibile all'art. 2087 cod. civ., sicché se viene accertato lo straining e non il mobbing la domanda di risarcimento del danno deve essere comunque accolta (Cass. 29 marzo 2018 n. 7844 Cass. 10 luglio 2018 18164, Cass. 23 maggio 2022 n.16580, Cass. 11 novembre 2022 n. 33428). ..." (sent. n. 18164/2018, n. 3977/2018 n. 7844/2018,12164/2028, 12437/2018, 4222/2016) La vicenda ha riguardato un dipendente, il quale aveva adito al Tribunale per accertare, oltre alla differenza retributiva per la richiesta di inquadramento superiore, anche il risarcimento di tutti danni, contrattuali ed extracontrattuali, per mobbing prospetta [...]

Le perdite che emergono dal riposizionamento di componenti negativi per eccezione di competenza non sono sempre automaticamente compensabili con i redditi dei periodi successivi

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 28064 depositata il 5 ottobre 2023, intervenendo in tema di emendabilità della dichiarazione fiscale, ha affermato che "... in tema di imposta sul reddito delle persone giuridiche, l'esercizio della facoltà di opzione di utilizzare le perdite di esercizio verificatesi negli anni pregressi, portandole in diminuzione del reddito prodotto nell'anno oggetto della dichiarazione, ovvero di non utilizzare dette perdite riportandole in diminuzione dal reddito nei periodi di imposta successivi, riservata al contribuente dall'art. 102 (ora 84) del d.P.R. n. 917 del 1986, costituisce manifestazione di volontà negoziale e non mera dichiarazione di scienza, con la conseguenza che non può essere oggetto di rettifica, salvo che il contribuente dimostri il carattere essenziale ed obiettivamente riconoscibile dell'errore nel quale è incorso, ai sensi degli artt. 1427 e ss. cod. civ. (Cass. n. 18043/2023; [...]

Legittima l’istanza di rimborso delle maggiori imposte, anche in mamcanza della dichiarazione integrativa, in presenza di utili fittizi

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15211 depositata il 30 maggio 2023, intervenendo in tema di rimborso di imposte versate a seguito di assolvimento indebito del tributo, ha statuito che "... il contribuente che abbia, in dichiarazione, assoggettato propri redditi ad imposta che ritiene non dovuta e provveduto al relativo versamento, in via di autotassazione, può chiederne in linea di principio la restituzione nel termine previsto dall’art. 38 del d.P.R. n. 602 del 1973 non essendo ciò precluso dalla mancanza di una dichiarazione integrativa e non avendo tale comportamento valore di una scelta negoziale e volontaria. ..." La vicenda ha riguardato una società per azione, in amministrazione straordinaria, che aveva presentato una istanza di rimborso delle maggior imposte versate in conseguenza dell’evidenziazione in bilancio di utili fittizi confluiti nella dichiarazione dei redditi e [...]

La legittimazione processuale a proporre appello compete solo a chi abbia assunto la veste di parte nel giudizio di merito

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 28131 depositata il 5 ottobre 2023, intervenendo in tema legittimazione processuale, ha ribadito che "... La legittimazione a proporre l’impugnazione, o a resistere ad essa, spetta solo a chi abbia assunto la veste di parte nel giudizio di merito, secondo quanto risulta dalla decisione impugnata, tenendo conto sia della motivazione che del dispositivo, a prescindere dalla sua correttezza e corrispondenza alle risultanze processuali nonché alla titolarità del rapporto sostanziale, purché sia quella ritenuta dal giudice nella sentenza della cui impugnazione si tratta. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il corrispondente motivo di ricorso ritenendo che l’Agenzia delle entrate, pur non avendo partecipato al giudizio di primo grado, era comunque legittimata a proporre appello in ragione della sua qualificazione come parte desumibile dalla sentenza impugnata e che, peraltro, dato [...]

Le perdite su crediti sono deducibili nel periodo di imposta in cui si acquista certezza che questi non possono più essere soddisfatti

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 27352 depositata il 26 settembre 2023, intervenendo in tema di deducibilità delle perdite su crediti, ha ribadito che "... in tema di imposte sui redditi di impresa, l'art. 66, comma 3, TUIR - al quale è connesso per quanto qui interesse l'art. 75 TUIR, ambedue nella formulazione vigente ratione temporis - va interpretato nel senso che il periodo di competenza per operare correttamente la deduzione delle perdite sui crediti deve coincidere con quello in cui si acquista certezza che questi non possono più essere soddisfatti, materializzandosi in tale momento gli elementi "certi e precisi" della loro irrecuperabilità. Diversamente, infatti, si rimetterebbe all'arbitrio del contribuente la scelta del periodo d'imposta più vantaggioso per operare la deduzione, snaturando la regola espressa dal principio di competenza, che rappresenta invece criterio inderogabile [...]

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