
Acconto imposte 2019: per i contribuenti soggetti agli ISA è pari al 90%
L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 93/E del 12 novembre 2019, ha fornito i chiarimenti inerenti all'applicazione della modifica, disposta dall'articolo 58 del D.L. n. 124/2019 (Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili), in corso di conversione in legge, prevede che, a decorrere dal 27 ottobre 2019 (data di entrata in vigore del decreto-legge), riguardante la misura del versamento degli acconti dell'IRPEF, IRES, IRAP e delle altre imposte per i contribuenti soggetti agli ISA. La norma in commento ha statuito una diversa ripartizione dei versamenti degli acconti delle imposte, non più il 40% per la prima rata e 60% per la seconda rata, suddividendo l'importo dovuto per gli acconti in due rate di pari importo. La norma in commento prevede che "fatto salvo quanto eventualmente già versato per l’esercizio in corso con [...]
Nuovo sistema normativo di tutela dei fattorini c.d. riders con la legge n. 128/2019
Con il D.L. n. 101 del 3 settembre 2019 (c.d. "D.L. tutela lavoro e crisi aziendali"), convertito con modificazione dalla legge n. 128 del 2 novembre 2019, si modifica il D.Lgs. n. 81 del 15 giugno 2015. Infatti oltre alla modifica dell'articolo 2 e all'inserimento dell'articolo 2-bis (Ampliamento delle tutele in favore degli iscritti alla gestione separata) è stato inserito il Capo V-bis. (TUTELA DEL LAVORO TRAMITE PIATTAFORME DIGITALI). Per piattaforme digitali sono intesi i programmi e le procedure informatiche utilizzate dal committente che, indipendentemente dal luogo di stabilimento, sono strumentali alle attività di consegna di beni, fissandone il compenso e determinando le modalità di esecuzione della prestazione. Ambito di applicazione Con la nuova normativa viene esteso agli iscritti alla gestione separata "non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, l'indennità [...]
Il CCNL non può statuire la non applicazione della normativa sui contratti intermittenti
Il CCNL non può statuire la non applicazione della normativa sui contratti intermittenti - CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 novembre 2019, n. 29423
L’avviso di accertamento perde efficacia solo con il versamento dell’importo dovuto o della prima rata dell’accordo di adesione
L'avviso di accertamento perde efficacia solo con il versamento dell'importo dovuto o della prima rata dell'accordo di adesione - Corte di Cassazione sentenza n. 29183 depositata il 12 novembre 2019
Licenziamenti economici illegittimi e versamento delle ritenute fiscali negli appalti – FAQs della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro
L'Ordine dei Consulenti del lavoro ha pubblicato un approfondimento costituito da una serie di risposte della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro divino in due sezioni la prima sulle conseguenze dei licenziamenti economici illegittimi e la secondo inerenti all'obbligo del versamento delle ritenute fiscali negli appalti alla luce del D.L. 124/2019 che di seguito riportiamo. LICENZIAMENTO ECONOMICO ILLEGITTIMO: LE CONSEGUENZE 1) Abbiamo deciso di ridurre il personale di 2 unità perché vorremmo continuare l’attività comunque, pur non essendo propriamente in sofferenza economica. È possibile? Sempre più spesso la giurisprudenza, con un orientamento che possiamo considerare consolidato, ha ricondotto il licenziamento c.d. “economico” ai concetti base descritti dall’art. 3, L. n. 604/66, per il quale il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è quello determinato da ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento [...]
Illegittimità dell’accertamento induttivo fondato su percentuali di ricarico di una diversa annualità con una diversa attività esercitata
Illegittimità dell'accertamento induttivo fondato su percentuali di ricarico di una diversa annualità con una diversa attività esercitata
Nullità dell’avviso di accertamento per applicazione della normativa antielusiva se non è preceduto da un contraddittorio cd “rafforzato”
Nullità dell'avviso di accertamento per applicazione della normativa antielusiva se non è preceduto da un contraddittorio cd "rafforzato"
Cessione della lista clienti non costituisce cessione d’azienda – Risposta 04 novembre 2019, n. 466 dell’Agenzia delle Entrate
L'Agenzia delle Entrate a seguito di un quesito inoltrato da una società ha pubblicato la risposta ad un interpello n. 466 del 4 novembre 2019 inerente la qualificazione della cessione del portafoglio clienti ai fini dell'articolo 2 del DPR n. 633 del 1972 e del DPR n. 131 del 1986. La risposta dell'Amministrazione finanziaria ha qualificato, ai fini dell'IVA e dell'Imposta di registro, la cessione del portafoglio clienti come cessione del singolo elemento patrimoniale escludendo che trattasi di cessione d'azienda. Infatti per l'Agenzia "la mera cessione di un"portafoglio clienti" che non può, da solo, integrare la struttura organizzativa aziendale, in quanto trattasi di un unico asset patrimoniale, e non di un'organizzazione idonea, nel suo complesso, allo svolgimento di un'attività produttiva. [..] In linea con l'orientamento giurisprudenziale,nazionale e unionale, secondo cui un'operazione di cessione del c.d. [...]