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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Accertamento induttivo illegittimo se non sussistono cause di abnormità ed irragionevolezza – Cassazione ordinanza n. 13054 del 2017

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13054 depositata il 24 maggio 2017  interviene in materia di accertamento fiscale basato sull’applicazione delle percentuali di ricarico come unico elemento per l’accertamento analitico – induttivo. Per la Corte Suprema l’accertamento dei maggiori ricavi basato sulla difformità percentuale di ricarico applicata dal contribuente rispetto a quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza nel solo caso in cui essa raggiunga livelli di abnormità ed irragionevolezza. La vicenda ha riguardato una contribuente a cui l'Amministrazione finanziaria notificava un avviso di accertamento su base induttiva determinando maggiori ricavi applicando sul costo del venduto  la percentuale di ricarico media propria del settore e pari al 162%, in luogo di quella del 133% applicata dal contribuente. Avverso tale atto impositivo la contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici non ritengono meritevole [...]

Società in fase di start-up non trova applicazione la normativa delle società di comodo – Cassazione ordinanza n. 12829 del 2017

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 12829 depositata il 22 maggio 2017  intervenendo in tema di normativa delle società di comodo ha affermato che qualora la società dimostri che si trovi nella fase di “start up” tale elemento assolve all’onere che grava sul contribuente di superare la presunzione di non operatività ex art. 30, comma 1, legge 724/1994. Pertanto la Corte Suprema ha ritenuto la norma antielusiva delle "società di comodo" illegittimamente applicata quando il giudice non abbia  in alcun modo considerato la fase di start up nella quale si trovava la società contribuente ed abbia ritenuto lo scarso livello di ricavi maturati nel periodo d’imposta come elemento sintomatico della natura non operativa della società. La vicenda ha riguardato una società a cui l'Agenzia delle Entrate aveva notificato un avviso di accertamento fondato sull'applicazione della [...]

La presunzione sui prelevamenti ingiustificati non trova applicazione per i professionisti – Cassazione sentenza n. 14087 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14087 del 7 giugno 2017 intervenendo in tema di accertamenti bancari ha riaffermato che nei confronti dei professionisti non opera la presunzione sui prelevamenti ingiustificati per cui l’Amministrazione finanziaria è obbligata a dimostrare che gli importi prelevati sono stati destinati a un investimento nell’ambito dell’attività professionale produttivo di reddito. La vicenda ha riguardato un commercialista che espletava anche l'attività di amministratore di condomini a cui veniva notificato un avviso di accertamento scaturente dalla verifica delle movimentazioni bancarie per le quali il professionista non ha saputo dare giustificazioni. Avverso tale atto impositivo il professionista proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici respingevano le doglianze del ricorrente. Il commercialista avverso la decisione di primo grado proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di appello hanno accolto parzialmente il ricorso. [...]

Rifiuto ad esibire la documentazione non può essere emesso un sequestro esteso – Cassazione sentenza n. 28069 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 28069 depositata il 7 giugno 2017 intervenendo in tema di reato di occultamento e sequestro della documentazione contabile ha affermato che il reiterato rifiuto di esibire la documentazione richiesta dalla Guardia di finanza, per l’accertamento dei ricavi derivanti dall’attività professionale, può configurare il reato previsto dall’articolo 10 del D.Lgs. n. 74 del 2000 e quindi si giustifica la perquisizione, anche dell’abitazione, allo scopo di accertare l’effettivo occultamento di documentazione contabile e fiscale. Fermo restando che il sequestro di carte e documenti a seguito di perquisizione non può avvenire in modo indiscriminato, dovendosi tenere presente il limite di cui all’articolo 103, comma 2, del codice di procedura panale. La vicenda ha riguardato un legale a cui più volte l'Amministrazione finanziaria aveva chiesto la esibizione della documentazione [...]

Non è reato la dichiarazione integrativa infedele – Cassazione sez. penale sentenza n. 27967 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 29767 depositata il 6 giugno 2017 intervenendo in tema di reato inerente la dichiarazione infedele di cui all'art. 4 del D.Lgs. 74/2000 ha statuito che non è rilevante penalmente la presentazione di una dichiarazione c.d. integrativa. La vicenda ha riguardato il presidente del CdA di una società di costruzioni, successivamente fallita, a cui era stato contestato il reato di dichiarazione infedele in relazione alla presentazione di una dichiarazione integrativa. Il GIP del Tribunale ha dichiarato il non luogo a procedere nei riguardi del Presidente del Consiglio di amministrazione Per il GIP il rato di dichiarazione infedele ha natura istantanea e si consuma con la presentazione della dichiarazione annuale. Il procuratore della Repubblica impugnava la sentenza del GIP con ricorso in cassazione fondato su un unico articolato motivo. [...]

Il giudice tributario deve considerare la perizia del contribuente se l’avviso di accertamento è basato su una relazione tecnica dell’agenzia del territorio – Cassazione sentenza n. 11632 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza  n. 11632 depositata il 11 maggio 2017  intervenendo in tema di elementi di prova nel contenzioso tributario ha riaffermato il principio di diritto secondo cui l'omessa motivazione su un punto decisivo della controversia di cui al n. 5 dell'art. 360 cod. proc. civ., secondo la formulazione della norma prima della riforma operata con la legge n. 134/2012, sussiste quando la risultanza processuale ovvero l'istanza istruttoria non esaminate attengano a circostanze che, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, avrebbero potuto condurre ad una decisione diversa da quella adottata La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Amministrazione finanziaria notificava, per un acquisto di un immobile alla fine del 2004, un avviso di liquidazione per il recupero di maggior imposta di registro a seguito della revoca dell'agevolazione prima [...]

La sola indicazione del beneficiario non è sufficiente ad escludere l’accertamento bancario – Cassazione ordinanza n. 13075 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 13075 depositata il 24 maggio 2017 (confermata anche con l'ordinanza n. 13076/2017) intervenendo in tema di accertamento fiscale fondato su verifiche di conti correnti l'onere probatorio dell'Amministrazione è soddisfatto, secondo il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti. Pertanto, in tale ipotesi, l'onere della prova è a carico del contribuente che dovrà provare, in modo non generico ma in modo analitico, che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili. In particolare dovrà fornire precise indicazione della riferibilità di ogni versamento bancario, in modo da dimostrare come ciascuna delle operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili. La vicenda ha riguardato un amministratore condominiale a cui l'Agenzia delle Entrate aveva notificato, dopo aver eseguito verifiche [...]

Stampa dei registri e conservazione sostitutiva: termini

Con la novità normativa dell'invio autonomo della dichiarazione IVA non pochi sono stati i dubbi circa il termine per la stampa di registri contabili ed IVA e della loro conservazioni. Infatti l'anticipazione alla data del 28 febbraio 2017 del termine di presentazione della dichiarazione IVA, a regime il termine per il suo invio è stabilito entro il mese di aprile,  ha alimentato dubbi sui termini per la stampa dei registri IVA. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 46/E del 10 aprile 2017 ha diradato i dubbi sollevati. Precisando che " A tal riguardo, si ricorda che, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del D.M. 17.06.14 (che rinvia all’articolo 7, comma 4-ter, del D.L. n. 357/1994) la conservazione dei documenti informatici, ai fini della rilevanza fiscale, deve essere eseguita entro il terzo mese successivo al termine di [...]

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