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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Legittimo il trasferimento del dipendente per incompatibilità ambientale – Cassazione sentenza n. 11568 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11568 del 11 maggio 2017 interviene in tema di trasferimento del dipendente per incompatibilità ambientale ed ha affermato che qualora il lavoratore litiga con i suoi colleghi di lavoro lo stesso può essere trasferito. Non qualificando il provvedimento come disciplinare per cui non bisogna occorre conformarsi alla procedura per le contestazioni previste dallo Statuto dei lavoratori. La vicenda ha visto protagonista un dipendente comunale che aveva impugnato il provvedimento del datore di lavoro che disponeva il suo trasferimento presso altra sede lavorativa poiché il lavoratore aveva continui litigi e difficoltà di comunicazione con i suoi colleghi realizzando una «incompatibilità ambientale» Il Tribunale adito dal lavoratore rigettava il ricorso proposto. Il lavoratore avverso la sentenza di primo grado proponeva ricorso alla Corte di Appello che confermava la sentenza impugnata. Il [...]

IVA non applicabile ai trasferimenti di beni al fisco per il pagamento delle imposte non è un operazione onerosa – Corte CE-UE sentenza n. 36/2016

La sentenza della Corte di giustizia UE con la sentenza n. C-36/16 del 11 maggio 2017 hanno chiarito che non è da assoggettare ad IVA il trasferimento della proprietà di un bene immobile qualora lo stesso venga ceduto a favore dell'Erario o dell'ente impositore da parte di un soggetto passivo quale compensazione con il debito tributario poiché non costituisce cessione di beni a titolo oneroso. In tal caso il soggetto passivo non può detrarre l'IVA sul bene trasferito. La vicenda ha visto protagonista una società Polacca. Si premette che in Polonia il soggetto passivo di imposta nell'ordinamento giuridico polacco ha la facoltà di estinguere il proprio debito fiscale attraverso il trasferimento della proprietà di un bene o di diritti patrimoniali a favore dell’Erario o di altro ente impositore. La società di intermediazione immobiliare si era avvalsa della [...]

Gli atti impositivi vanno notificati anche al contribuente sottoposto a procedure concorsuali – Cassazione sentenza n. 11618 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11618 del 11 maggio 2017 interviene in tema di notifica di atti impositivi per soggetti sottoposti a procedure concorsuali affermando che l’accertamento tributario avente ad oggetto crediti formatosi prima della dichiarazione di fallimento del contribuente o nell’anno di fallimento deve essere notificato oltre che al curatore anche al contribuente stesso. La Vicenda ha riguardato il titolare di una ditta individuale che era stato dichiarato fallito a cui veniva notificato una intimazione di pagamento per cartelle inerenti l'IVA per un annualità antecedente il fallimento. Il contribuente avverso tale atto proponeva ricorso in Commissione Tributaria Provinciale eccependo la mancata notifica della cartella di pagamento presupposta in quanto notificata al solo curatore. I giudici di prime cure accoglievano il ricorso. L'Agente per la riscossione impugnava la decisione della CTP innanzi [...]

Immobili non ultimato non soggetti ad ICI/IMU – Cassazione sentenza n. 11694 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11694 del 11 maggio 2017 intervenendo in tema di ICI ha affermato che l'immobile non ultimato non è assoggettabile ai fini dell’imposta in quanto vale solo l’accatastamento reale. La vicenda è stata originata dalla notifica dell'avviso di accertamento si fini ICI eseguita nei confronti di un consorzio per il mancato pagamento dell'imposta per immobili di nuova costruzione, non ultimati e tuttavia accatastati. Il contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici rigettarono il ricorso proposto. Avverso la decisione dei giudici di prime cure il consorzio proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Regionale che riformava la sentenza impugnata e riteneva gli immobili assoggettati all'ICI dalla data di ultimazione. Il Comune ricorreva per cassazione avverso la sentenza della CTR con un unico motivo. [...]

Il patteggiamento per i reati fiscali non comporta l’esclusione dell confisca – Cassazione sentenza n. 20905 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 20905 del 3 maggio 2017 intervenendo in tema di reati fiscale affermando che con la condanna, va sempre disposto la confisca. Tale obbligo sussiste anche nelle ipotesi di "patteggiamento" cioè quando l'applicazione della pena avviene ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale. La vicenda ha riguardato una persona accusata dei reati di cui agli articoli 8, 5 e 10 d.lgs. n. 74 del 2000. L'imputato avanzava richiesta ai sensi dell'articolo 444 c.p.p. (patteggiamento) al giudice dell’udienza preliminare che condannava l'imputato alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione in relazione ai reati di omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e occultamento o distruzione di documenti contabili. Il Giudice dell'udienza preliminare disponeva, con la condanna, anche la confisca del profitto del reato. Il [...]

Crediti Tributari: perdita se la dichiarazione è stata scartata e non ripresentata – Cassazione sentenza n. 11828 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11828 del 12 maggio 2017 intervenendo in tema di riconoscimento di crediti di imposta ha statuito la legittimità della emissione della cartella di pagamento emessa a seguito del disconoscimento di un credito d’imposta derivante da una dichiarazione “scartata” dal sistema informatica. Per cui per la Corte perde il diritto, il contribuente, a portare in compensazione il credito, qualora avendo ricevuto la comunicazione dell’“errore bloccante”  non ha provveduto al rinvio telematico della dichiarazione dopo aver rimosso l'errore. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato una cartella di pagamento per il disconoscimento del credito IVA ed IRPEF portati in compensazione  entrambi erano crediti della dichiarazione precedente ma, come scritto, la dichiarazione per l’anno precedente era risultata “scartata” dal sistema informatico per la presenza di un “errore bloccante”, [...]

Contratto di Sale ad Lease back è nullo se è noto il dissesto del compratore-concedente – Cassazione sentenza n. 11449 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11449 del 10 maggio 2017 intervenendo in tema di contratti ha affermato che il contratto di “sale and lease back” può essere dichiarato nullo, se risulta una preesistente situazione debitoria del venditore-utilizzatore nei confronti del compratore-concedente e tale situazione consente di dubitare della compatibilità dell’operazione con il divieto di patto commissorio. La vicenda ha visto protagonista una società che aveva sottoscritto un contratto di “sale and lease back” al fine di reperire liquidità e che poi veniva dichiarata fallita. La curatela aveva proposta, al Tribunale, domanda di nullità del contratto di leasing, stipulato dalla società fallita, avente a oggetto la cessione di un immobile ad altra società. Il Tribunale adito dichiarava la nullità del contratto. La società di leasing impugnava la decisione del giudice di prime cure innanzi alla Corte di [...]

Spettacolo: erogazioni liberali anche per attività indiretta – Risoluzione n. 59/E del 2017

L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 59/E del 12 maggio 2017  interviene sul tema della detraibilità e deducibilità delle erogazioni liberali a favore di un’associazione operante nel settore dello spettacolo. L'Associazione realizza le proprie finalità istituzionali attraverso la raccolta delle erogazioni ricevute sia in via diretta, attraverso la produzione di spettacoli musicali, sia in via indiretta, tramite altro ente, che svolge attività musicale con la propria orchestra, utilizzando tali somme in modo vincolato alle indicazioni dell'associazione e, comunque, esclusivamente per attività nel settore dello spettacolo, di cui alla citata lett. i), comma 1, dell'articolo 15 del D.P.R. n. 917 del 1986. Inoltre i fondi raccolti dall'associazione vengono utilizzati solo in minima parte per remunerare i musicisti che esercitano lo spettacolo musicale organizzato dalla medesima associazione e per la parte restante, più consistente, sono erogati ad altro ente [...]

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