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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Reati tributari: limiti e condizioni per la responsabilità del prestanome

La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 18924 del 20 gennaio 2017 intervenendo in tema di reati tributari ha affermato che il prestanome risponde insieme all'amministratore di fatto dei reati tributari, posti in essere da quest'ultimo,  salvo che non dimostri di essere privo di qualunque potere o possibilità di ingerenza nella gestione dell’impresa. Per cui il cosiddetto "prestanome" qualora non venga messo a conoscenza delle decisioni della società, né può opporsi ad esse, manifestando tutta la propria impotenza e soggezione alle scelte di altre persone non dovrebbe correre alcun rischio. Diversamente, il soggetto "prestanome" che in qualche modo partecipa alla vita della società e, pur conoscendo le scelte illecite commesse da altri non si dissocia e non rinuncia alla carica, resta responsabile insieme all’amministratore di fatto. La vicenda ha riguardato un soggetto che [...]

Notifica delle cartelle di pagamento è nulla se fatta nelle mani del portiere e non è seguita dalla comunicazione di avvenuta notifica

La Commissione Tributaria Regionale di Milano con la sentenza n. 424/04/17 ha affermato che la notifica della cartella di pagamento è nulla qualora sia stata eseguita nei confronti del portiere dello stabile in cui risiede il contribuente senza l’invio a quest’ultimo della comunicazione di avvenuta notifica. La vicenda ha riguardato un contribuente nei cui confronti l'Agente della riscossione aveva proceduto al fermo amministrati. Il contribuente ricorreva alla Commissione Tributaria. In particolare i giudici di appello hanno rilevato la consegna al portiere delle notifiche delle cartelle di pagamento in questione; di conseguenza, hanno accolto la domanda di annullamento del fermo perché soltanto per una delle notifiche era stata trasmessa al ricorrente la comunicazione prescritta dall’articolo 7 della L. n. 890 del 1982, come novellato nel 2008. I giudici della CTR precisano che “l'agente postale deve consegnare il piego in mani proprie [...]

IRAP: va pagato dal professionista che si avvale di lavoratori autonomi – Cassazione sentenza n. 9477 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 9477 del 12 aprile 2017 intervenendo in tema di IRAP ha affermato che il professionista che non si sia avvalso di lavoratori dipendenti ma di collaboratori esterni  non esclude la esistenza di una sua autonoma struttura organizzativa assoggettabile all’IRAP, dovendosi invece valutare la qualità e quantità di tali collaborazioni autonome. La vicenda ha riguardato un ingegnere che ha ricevuto una cartella di pagamento per IRAP, emessa ai sensi dell’art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973, il professionista avverso la cartella di pagamento propone ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di prime cure accolgono le doglianze del contribuente annullando le cartelle. La decisione veniva confermata anche dai giudici di appello, a cui aveva adito l'Agenzia delle Entrate, che sulla scorta della documentazione prodotta, che non [...]

Licenziamento per lite con i colleghi – Cassazione sentenza n. 8710 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8710 del 4 aprile 2017 intervenendo in tema di licenziamento dei lavoratori dipendenti ha affermato che qualora vi sia una lite tra colleghi, ai fini della legittimità del licenziamento disciplinare è necessario individuare con certezza il responsabile dell’alterco e dell’eventuale sbocco violento dello stesso. La vicenda ha riguardato un dipendente che aveva litigato con il collega di lavoro ed era passato alle vie di fatto nel corso del litigio. L'azienda dopo avergli contestato, con procedura disciplinare, la circostanza gli comunicava il licenziamento disciplinare avendo a lui attribuito la responsabilità del violento litigio, culminato in una denuncia per le lesioni personali. Il lavoratore impugnava il provvedimento innanzi al Tribunale che accoglieva le doglianze del lavoratore dichiarando illegittimo il licenziamento. La sentenza veniva impugnata dall'azienda avanti alla Corte Territoriale che confermava [...]

Antiriciclaggio: obblighi per il consulente del lavoro

Tra i soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio (D.Lgs n. 231/2007) vi sono i  Consulenti del Lavoro. La normativa non trova applicazione per le attività previste dall’ art. 12, comma 3, in relazione allo svolgimento della mera attività di redazione e/o di trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12. Recentemente per i Consulenti del Lavoro, è stata emanata dal Consiglio Nazionale, una circolare che evidenzia alcuni obblighi in materia di antiriciclaggio, e precisamente la circolare n. 1137 del 11/12/2016, e sempre sul tema, nell’anno 2013 era stata emanato il parere n. 2 del 27/05/2013. Prestazioni soggette all’adeguata verifica Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro con la circolare n. 1137 del 11 dicembre 2016, viene stabilito che i Consulenti [...]

ANTIRICICLAGGIO: l’autoriciclaggio va segnalato dai professionisti soggetti destinatari della normativa sull’antiriciclaggio

Al fine di individuare l'ambito di applicazione della normativa antiriciclagggio e dei relativi obblighi in materia a carico dei professionisti destinatari della normativa in commento occorre definire  ed esaminare correttamente il concetto dell’autoriciclaggio. Dal punto di vista della normativa penale il soggetto che abbia commesso il reato presupposto con la legge n. 186 del 15 dicembre 2014 che ha introdotto l'art. 648 ter c.p. è punibile anche del reato di riciclaggio per avere sostituito o trasferito il provento del reato presupposto in quanto, del tutto irrilevanti per la normativa penale, le eventuali modalità con cui l’autore del reato presupposto abbia lui stesso ad esempio movimentato,trasferito o impiegato i proventi illeciti. Sul fronte della normativa antiriciclaggio la definizione di riciclaggio, per gli obblighi degli avvocati, commercialisti e altri destinatari della norma, ricomprende anche la condotta dell’autoriciclaggio. Per autoriciclaggio [...]

Illegittimo il fermo amministrativo disposto da un ufficio di Equitalia diverso da quello di residenza – Cassazione sentenza n. 8049 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8049 del 29 marzo 2017 intervenendo in tema di procedure esecutive ha affermato che il fermo amministrativo eseguito da un ufficio di Equitalia diverso da quello del luogo di residenza del contribuente è illegittimo. La vicenda ha riguardato un contribuente, a cui a seguito del mancato pagamento di alcune cartelle di pagamento, Equitalia procedeva alla iscrizione del fermo amministrativo della sua autovettura. Avverso tale atto il contribuente proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici accoglievano la doglianza riguardante la illegittimità dell'iscrizione del fermo per incompetenza territoriale del concessionario. L'Agente della riscossione proponeva ricorso in Commissione Tributaria Regionale i cui giudici confermavano la sentenza dei giudici di Equitalia Sud spa propone ricorso per cassazione basato quattro motivi Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso dell'Agente della riscossione a [...]

Accertamento con redditometro: l’onere della prova a carico del contribuente – Cassazione ordinanza n. 9941 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 9941 del 19 aprile 2017 intervenendo in tema di accertamento sintetico ha affermato che "in tema di accertamento in rettifica delle imposte sui redditi delle persone fisiche, la determinazione effettuata con metodo sintetico, sulla base degli indici previsti dai decreti ministeriali del 10 settembre e 19 novembre 1992, riguardanti il cd. redditometro, dispensa l’Amministrazione da qualunque ulteriore prova rispetto all’esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva, sicché è legittimo l’accertamento fondato su essi, restando a carico del contribuente, posto nella condizione di difendersi dalla contestazione dell’esistenza di quei fattori, l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore (Sez. 6 – 5, n. 16912 del 10/08/2016; Sez. 5, n. 9539 del 19/04/2013)." La vicenda ha riguardato una contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate notificava [...]

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