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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Redditometro: applicabile se vi è contrasto tra reddito dichiarato e tenore di vita del contribuente – Cassazione sentenza n. 8043 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8043 del 29 marzo 2017 intervenendo in tema di accertamento con il cosiddetto "redditometro" ha affermato che qualora il tenore di vita del contribuente contrasta con il reddito dichiarato l'Agenzia delle Entrate è legittimata all'utilizzo del predetto strumento ed inoltre a carico del contribuente l'onere della prova risulta "rafforzato" La vicenda ha visto come protagonista un contribuente a cui l'Amministrazione finanziaria, in considerazione dell’alto tenore di vita tenuto dalla sua famiglia e macroscopiche incongruenze con i redditi dichiarati, notificava un avviso di accertamento. Avverso, tale atto impositivo, veniva proposto ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di prime cure respingono il ricorso del contribuente. Diversa sorte ha il ricorso avverso la sentenza della CTP proposto innanzi alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di secondo grado riformano la [...]

Imposta comunale di pubblicità: dovuta anche se effettuata all’interno di un centro commerciale all’ingrosso – Cassazione sentenza n. 6916 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6916 del 17 marzo 2017 intervenendo in tema di imposta comunale di pubblicità ha affermato che lo spazio destinato a centro commerciale va qualificato come luogo “aperto al pubblico” ancorché la proprietà dell'area  abbia stabilito particolari condizioni per l’accesso. Per cui coloro che gestiscono un’attività all’interno di un “centro commerciale all’ingrosso”, dove l’accesso è consentito ai soli titolari di partita IVA, deve pagare l’imposta comunale sulla pubblicità, se espone una targa in corrispondenza dell’esercizio. La vicenda ha rigurdato una società a cui venivano notificati alcuni avvisi di accertamento inerenti l'imposta comunale sulla pubblicità riguardante le targhe che aveva esposte in corrispondenza dell'esercizio commerciale posto all'interno di un centro commerciale all’ingrosso.  Avverso tali atti impositivi ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze della ricorrente, ritenendo non [...]

Bilancio: costi di pubblicità e ricerca e nuovo principio OIC 24

Tra le innovazione introdotte dal D.Lgs. 139/2015, che ha recepito la direttiva comunitaria che modifica la normativa inerente ai bilanci, vi è quella concernente la eliminazione della voce nell'attivo patrimoniale dei costi di pubblicità e ricerca.  Per quanto concerne i costi già inseriti nell'attivo dello stato patrimoniale alla data del 31 dicembre 2015 il nuovo principio contabile OIC 24 stabilisce alcune regole. Per i costi di pubblicità il nuovo principio contabile OIC 24 chiarisce, per quelli presenti al 31/12/2015, che: possono essere riclassificati ed accolti nella voce B11 “Costi di impianto e di ampliamento”, se soddisfano i requisiti per la capitalizzazione, appunto, dei costi di impianto e di ampliamento; devono essere eliminati dall’attivo patrimoniale se non soddisfano i requisiti per poter essere riclassificati tra i costi di impianto e di ampliamento. In tal caso, gli [...]

Nuovi termini di versamento delle imposte del modello dei Redditi ed Irap

Il Decreto legge n. 193/2016 convertito con modificazioni ed integrazioni dalla legge n. 225/2016 con l'articolo art.7-quater commi 19 e 20 è stato  disposto “a regime” il differimento dei termini di versamento delle imposte derivanti dalle dichiarazioni dei redditi. I nuovi termini di pagamento delle imposte della dichiarazione dei redditi (ex Unico) ed IRAP e del saldo IVA trovano applicazione dal 1° gennaio 2017. Vediamo quali sono le nuove scadenze per il pagamento delle imposte da dichiarazione. Per le persone fisiche e società di persone - Il versamento del saldo e del primo acconto dell’Irpef e dell’Irap dovrà essere eseguito entro: il 30 giugno, invece del 16 giugno; il 30 luglio, invece del 16 luglio, per chi versa con la maggiorazione dello 0,40. I nuovi termini sono applicati anche per i versamenti dovuti dalle società di persone e soggetti equiparati [...]

IRAP non applicabile al professionista che si avvale di beni non riconducibili sotto i profili organizzativi – Cassazione sentenza n. 7253 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7253 del 22 marzo 2017 intervenendo in tema di assoggettabilità ad IRAP ha statuito che non è sufficiente che il professionista si avvalga di una struttura organizzata, occorrendo anche che questa struttura sia “autonoma”, cioè faccia capo al professionista medesimo, non solo ai fini operativi, ma anche sotto i profili organizzativi. La vicenda ha riguardato un medico analista, senza una propria struttura, realizza un reddito elevato, avvalendosi, per le analisi, di attrezzature anche costose di un laboratorio che configurano senz’altro un elemento organizzativo suscettibile di potenziarne l’attività, il quale aveva presentato domanda di rimborso per l'IRAP pagata per carenza del presupposto impositivo. Avverso il silenzio-rifiuto il contribuente proponeva alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici della CTP rigettavano il ricorso proposto dal professionista, la cui sentenza veniva confermata [...]

Causa di non punibilità di cui all’articolo 13 del D.Lgs. 74/2000: applicabile fino al giudicato – Cassazione sentenza n. 11417 del 2017

La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 11417 del 9 marzo 2017 intervenendo in tema ri reati tributari ha stabilito che trova applicazione la causa di non punibilità, di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 13, introdotta dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158, art. 11, comma 1, (pubblicato il 7.10.15 ed entrato in vigore il 22.10.2015), per tutti i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto. Per chiarezza si riporta il contenuto della norma, la quale prevede che “i reati di cui agli art. 10 bis e 10 ter, e art. 10 quater, comma 1, non sono punibili se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari, comprese sanzioni amministrative e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti, anche a seguito [...]

Bancarotta fraudolente: compensi elevati agli amministratori – Cassazione sentenza n. 16111 del 2017

La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 16111 del 30 marzo 2017 intervenendo in tema di reati fallimentari ha statuito che  è configurabile il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale quando agli amministratori vengono corrisposti compensi spropositati rispetto all'attività svolta, nonostante la conclamata situazione di dissesto. La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società dichiarata fallita, al quale veniva imputato il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per aver dissipato ingenti somme per a titolo di compenso agli amministratori, pur in presenza di una grave situazione di dissesto. Inoltre lo stesso era accusato di bancarotta fraudolente documentale e bancarotta fraudolente per distrazione di disponibilità liquide. L'imputato veniva condannato in entrambi i gradi di giudizio di merito. L'imputato proponeva ricorso in cassazione, sostenendo che le somme liquidate a titolo di compenso per gli amministratori avrebbero trovato giustificazione nel [...]

Accertamento con redditometro: nullo se il bene e vetusta – Commissione Tributaria Regionale della Toscana n. 499/16/17

La Commissione Tributaria Regionale della Toscana con la sentenza n. 499/16/17 ha stabilito la illegittimità dell’accertamento con “redditometro” nei confronti del contribuente che è titolare di un’autovettura di modesto valore e di un motociclo “vetusto”. La vicenda ha avuto origine dalla notifica di due avvisi di accertamento basai sul  redditometro per gli anni 2007 e 2008. I due accertamenti furono emessi sulla base del possesso di un autoveicolo e di una motocicletta di esiguo valore, nonché del 25% di un appartamento avuto in eredità dal padre. Il contribuente avverso i due atti impositivi proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici accoglievano le doglianze del ricorrente non ravvisando elementi giustificativi della rettifica operata dall’Amministrazione Finanziaria, dovendosi togliere dalla base di calcolo l’abitazione principale e quindi rimanendo quali beni indice solo l’auto di modesto valore e [...]

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