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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Credito IVA: riconosciuto anche se non presentata la dichiarazione IVA – Cassazione sentenza n. 2922 del 2017

Viene confermato l'orientamento della Corte Suprema in tema di credito IVA, non indicato in dichiarazione annuale. Infatti la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2922 del 3 febbraio 2017 ha statuito che il credito IVA non indicato in dichiarazione deve essere riconosciuto e valido a tutti gli effetti di legge. La vicenda ha riguardato una società a cui veniva notificata una cartella di pagamento per il disconoscimento del credito IVA per non essere stato indicato in dichiarazione. La contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che accoglieva le doglianze della società ricorrente annullando la cartella di pagamento. L'Amministrazione finanziaria avverso la decisione di primo grado proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale che rigettava il ricorso dell'Agenzia. L’Agenzia delle Entrate depositava ricorso in cassazione avverso la decisione della CTR affidato ad un unico motivo inerente [...]

Bonus investimenti al Sud: nuovo modello procedura per la richiesta del credito di imposta per il mezzogiorno

Il bonus è riconosciuto alle imprese che acquistano determinati beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. La richiesta deve essere inviata all’Agenzia delle Entrate, necessariamente per via telematica (utilizzando i canali Entratel o Fisconline), fino al 31 dicembre 2019, direttamente dai soggetti abilitati, tramite una società del gruppo o attraverso intermediari autorizzati. Per l'invio occorre procedere alla compilazione della richiesta con il programma di compilazione, basta cliccare sul link “CIM17”. Senza ulteriori passaggi, l’applicazione si connette al server web, verifica l’eventuale esistenza di una versione più recente del software e, in caso di bisogno, effettua l’aggiornamento. Il sistema garantisce l’utilizzo sistematico dell’ultima versione dell’applicazione senza procedere con complesse procedure. Il nuovo modello sostituisce quello adottato lo scorso anno e deve essere utilizzato per [...]

Riciclaggio: si realizza anche con l’utilizzo di somme proveniente da attività illecite anche da chi non ha partecipato ai fatti delittuosi – Cassazione sentenza n. 11491 del 2017

La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 11491 del 13 marzo 2017 intervenendo in tema di riciclaggio ha puntualizzato che commette reato di riciclaggio il coniuge,  senza aver partecipato al reato di sottrazione e illecita commercializzazione di idrocarburi commesso da un congiunto, che utilizza le somme provenienti da delitti commessi da un congiunto.  Inoltre è configurabile il reato di riciclaggio in capo al rappresentante legale e al socio della società che fanno transitare temporaneamente nella contabilità, come finanziamento soci non oneroso, le somme provenienti da tale reato (successivamente restituite). La vicenda ha riguardato i soci e rappresentanti legali di alcune società che erano stati condannati per il delitto di riciclaggio in quanto avevano utilizzato i proventi di tali illeciti nelle attività economiche delle società loro riconducibili facendo temporaneamente transitare dette somme nella contabilità sociale a titolo di finanziamento soci . Gli imputati [...]

Bilancio: crediti e principio OIC 15

Con la predisposizione del bilancio è una problematica comune quella sulla opportunità di procedere alla eliminazione di alcuni credito dal bilancio. Le modalità operative e il momento in cui procedere con la eliminazione del credito è contenuto nel principio contabile OIC 15, ovviamente l'ultima versione di dicembre 2016. Il principio OIC 15 puntualizza quando è possibile effettuare l’annullamento della voce in questione. Il momento in cui procedere alla eliminazione del credito è quello relativo alla estinzione e cessione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi. Pertanto il credito non può essere eliminato dal bilancio quando: non si estinguano i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal credito; non avvenga il trasferimento della titolarità dei diritti contrattuali sui flussi finanziari connessi e tutti i rischi collegati al credito non siano sostanzialmente spostati in capo al cessionario. [...]

Lecito costringere il dipendente a dimettersi come alternativa a un sicuro licenziamento per giusta causa – Cassazione sentenza n. 7523 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7523 del 23 marzo 2017 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che è lecito minacciare il dipendente di licenziamento qualora lo stesso non presenti spontaneamente le proprie dimissioni. La vicenda ha visto protagonista una dipendente di un istituto di credito che aveva effettuato una serie di sottrazioni di capitale a scapito dei clienti della banca ed una volta scoperto tali attività illecite, la banca anche per evitare pubblicità negativa per l'istituto creditizio, la pone davanti a due possibili soluzioni. La prima è quella di presentare le proprie dimissioni ed evitando in tal modo evitare di compromettere il suo futuro lavorativo. La secondo alternativa era rappresentata dal licenziamento in tronco giustificato dalle sue attività illecite che avrebbero inciso negativamente sul futuro del dipendente. La dipendente, dopo aver [...]

Deducibilità dei costi afferenti i ricavi se risultano da elementi certi e precisi – Cassazione sentenza n. 5181 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 5181 del 28 febbraio 2017 intervenendo in tema di accertamenti fiscali ha affermato che “Le spese e  gli  oneri  specificamente afferenti i ricavi e gli altri proventi sono ammessi  in  deduzione se e nella misura in cui risultano da elementi certi e precisi”. La vicenda ha visto protagonista un imprenditore esercente attività di trasporto conto terzi a cui l'Agenzia delle Entrate notificava un avviso di accertamento con cui disconosceva la deducibilità dei costi, non documentati, per i veicoli aziendali. Il contribuente impugnava gli atti impositivi con ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di merito accoglievano parzialmente le doglianze del ricorrente ed in particolare riconoscendo la deducibilità dei costi inerenti i mezzi di trasporto (carburanti e pedaggi) dell'impresa. L'Amministrazione finanziaria impugnava la decisione della CTP in secondo grado. [...]

Accertamento fiscale per dichiarazione equiparata alla omessa: presunzione semplici prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza – Cassazione sentenza n. 4785 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 4785 del 24 febbraio 2017 intervenendo in tema di accertamento ha stabilito nelle fattispecie di presentazione della dichiarazione con ritardo superiore a novanta giorni, per cui si è in presenza della ipotesi equiparata all’omessa dichiarazione, il reddito d’impresa può essere determinato induttivamente, anche avvalendosi di presunzioni c.d. supersemplici (cioè prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza) che comportano l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente. La vicenda ha riguardato una società i cui liquidatori avevano presentato in ritardo, oltre i 90 giorni dalla scadenza del termine previsto per la presentazione, e l'Agenzia delle Entrate emetteva un avviso di accertamento con cui aveva proceduto ha quantificato il maggior reddito con un ricarico del 15 per cento. La società, in liquidazione, avverso tale atto impositivo procedeva al deposiodel ricorso [...]

Accertamento induttivo: regole e condizioni – Cassazione sentenza n. 6929 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6929 del 17 marzo 2017 intervenendo in tema di accertamento analitico-induttivo ha confermato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva qualificato l’accertamento come analitico-induttivo e non già come induttivo, come pretendeva l’Agenzia. Lo si evince dal riferimento alla lettera d) del 1° comma dell’art. 39 del d.P.R. n. 600/73, che il giudice d’appello giustappone alla metodologia di accertamento analitico previsto dalle precedenti lettere a), b) e c), nonché dal richiamo della necessità che siano addotte presunzioni gravi, precise e concordanti, chiamate a sostenere l’accertamento analitico-induttivo e non già quello induttivo, per il quale sono sufficienti le cc.d.d. presunzioni super semplici. Ai sensi dell'articolo 7 dello Statuto del Contribuente gli Uffici sono obbligati a motivare gli atti impositivi con indicazione dei presupposti  di fatto  e  le  ragioni  giuridiche  che  hanno   determinato   [...]

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