
Agevolazione prima casa: causa di forza maggiore – Cassazione ordinanza n. 6076 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 6076 del 9 marzo 2017 intervenendoin tema di benefici inerenti l'acquisto della "prima casa" ha stabilito che nell'ipotesi in cui si la mancata trascrizione della residenza nel comune dove è situato l’immobile entro il termine di legge decorrente dall’acquisto resti impedita dal sopravvenire di una causa di forza maggiore, da intendersi quale impedimento oggettivo caratterizzato da 1) non imputabilità al contribuente (neppure per colpa) 2) inevitabilità e 3) imprevedibilità dell’evento, non si perdono le agevolazioni prima casa L'Agenzia delle Entrate procedeva al recupero della maggior IVA dovuta per l’acquisto di un immobile e dell’imposta sostitutiva sul relativo mutuo ipotecario, a seguito di revoca dell’agevolazione "prima casa" nei confronti di un contribuente che aveva venduto l'immobile acquistato con le agevolazioni fiscali senza procedere ad un nuovo acquisto entro un anno dall’alienazione. [...]
Licenziamento lavoratore disabile legittimo se vi è perdita totale della capacità lavorativa – Cassazione sentenza n. 7524 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7524 del 23 marzo 2017 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito la legittimità del licenziamento di un lavoratore diventato inabile alle mansioni solo se non è in grado di svolgere alcuna attività prevista in azienda. La vicenda ha riguardato un dipendente assunto ai sensi della legge 68/1999 successivamente divenuto inabile alle mansioni, per le quali era stato assunto, durante il rapporto di lavoro. L'azienda procedeva al suo licenziato per giustificato motivo oggettivo a causa dell’aggravamento delle condizioni di salute che rendeva impossibile il suo utilizzo in qualsiasi attività aziendale. Il lavoratore impugnava il licenziamento ed il Tribunale adito ritenne legittimo il licenziamento. Avverso tale decisione il dipendente proponeva ricorso innanzi alla Corte di Appello che in riforma della sentenza di primo grado ha evidenziato che "il [...]
Legittimo licenziare un dipendente per scarso rendimento, ma a determinate condizioni – Cassazione sentenza n. 7522 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7522 del 23 marzo 2017 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato che l’azienda può licenziare il dipendente che ha un rendimento scarso solo se ciò dipende da una sua colpa e danneggia la produzione. La vicenda ha riguardato un dipendente con mansioni di autista che veniva licenziato per “scarso rendimento e palese insufficienza nell’adempimento delle funzioni del proprio grado”. Il dipendente impugnava il provvedimento aziendale in sede giudiziaria. Il giudice di primo grado, adito, accoglieva le doglianze del lavoratore dichiarando il licenziamento illegittimo. La società proponeva ricorso alla Corte di Appello, i cui giudici confermavano la decisione di primo grado. Per i giudici di appello la decisione impugnata ha correttamente fatto applicazione dell’articolo 7 L. 300/1970, con cui aveva escluso la rilevanza delle sanzioni disciplinari risalenti a più [...]
Sale and lease back: Tassazione delle plusvalenze
Il contratto di “sale and lease back” costituisce un contratto atipico con causa finanziaria mediante il quale una parte cede un bene ad una società di leasing al fine di riottenerlo in locazione finanziaria. Lo scopo dell'operazione è quello di permettere all’impresa di ottenere liquidità senza privarsi, di fatto, della disponibilità del bene ceduto che può continuare ad essere utilizzato dall’impresa stessa nello svolgimento della propria attività. La problematica inerente a questa dipologia di operazione è relativa alla tassazione della plusvalenza, realizzata a seguito di tale operazione, se debba essere tassata in base alle regole dell’articolo 86 del Tuir oppure se può essere ripartita in relazione alla durata del contratto di leasing Per quanto concerne l'aspetto contabile, in considerazione che il contratto di lease back è sostanzialmente un’operazione di finanziamento, la plusvalenza va imputata al conto economico in [...]
Bilancio: iscrizione delle immobilizzazioni immateriali
Il principio OIC 24 e l'articolo 2424 del c.c. stabiliscono le condizioni per l'iscrizione in bilancio delle immobilizzazioni immateriali nella voce BI. Per l'iscrizione in bilancio delle immobilizzazioni immateriali, il principio OIC 24, stabilisce le condizioni e la tipologia di immobilizzazioni immateriale considerata; esse possono difatti suddividersi tra: beni immateriali, avviamento, oneri pluriennali, immobilizzazioni immateriali in corso, acconti. Il principio OIC 24 statuisce che i beni immateriali vanno individualmente identificabili. A tal iopo è necessario che i beni immateriali devono poter essere separati o scorporati, venduti, trasferiti, dati in licenza o in affitto ovvero scambiati, oppure possono derivare da diritti contrattuali o altri diritti legali. Come per esempio per i diritti di brevetto industriale, i diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno, le concessioni, licenze, marchi e altri diritti simili. Per l’avviamento, che costituisce la capacità dell’azienda di produrre utili attraverso la [...]
Revisore legale dei conti: il CNDEC per agevolare i commercialisti pubblica due documenti, esaminiamo La relazione di revisione dei sindaci revisori per il bilancio del 2016
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (CNDCEC) in vista della predisposizione dei bilanci per il periodo d'imposta 2016 ha pubblicato due importanti documenti concernenti l’attività di revisione. Il primo documento è intitolato “La relazione unitaria di controllo societario del collegio sindacale incaricato della revisione legale dei conti” e rappresenta una rivisitazione di un documento emanato lo scorso anno con lo stesso titolo. Il secondo documento, che analizzeremo successivamente è intitolato “La relazione di revisione dei sindaci revisori per il bilancio del 2016” e si propone di fornire utili indicazioni sull’impatto di alcune novità normative introdotte nel corso del 2015, dal D.Lgs. 139/2015, e del 2016, dal D.Lgs. 135/2016, “sul contenuto della sezione della relazione unitaria dedicata alla relazione finale di revisione legale dei conti”. Il documento relativo alla “La relazione di revisione dei sindaci revisori per il bilancio [...]
Rottamazione: non applicabile agli avvisi di accertamento emessi prima di ottobre 2011 – Cassazione sentenza n. 5951 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 5951 dell'8 marzo 2017 intervenendo in tema di accertamento sintetico, in cui il contribuente aveva richiesto un rinvio per valutare la possibilità di aderire alla definizione agevolata dei ruoli (cd. rottamazione delle cartelle), ha affermato che la normativa di cui all’articolo 6, comma 3 del DL 22.10.2016 n. 193 (convertito nella Legge 225/2016) non può trovare applicazione "poiché il giudizio in oggetto, riguardante un avviso di accertamento non esecutivo (poiché emesso prima del 1.10.2011), non è interessato dalla sopravvenuta normativa relativa alla definizione agevolata, dei carichi fiscali affidati all'agente della riscossione, comprensivi delle cartelle di pagamento e degli accertamenti esecutivi (art. 6 comma 3 ter della legge l. 12.2016 n.225)." Infatti, come evidenziato dalla Corte, la norma di cui all'articolo 29 del D.L. n. 78 del 31 [...]
Accertamento notificato a familiare non convivente è nullo – Cassazione sentenza n. 5410 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 5410 del 3 marzo 2017 intervenendo in tema di notifiche ha statuito che quanto contenuto nei commi primo e secondo dell’art. 139 c.p.c. sono norme applicabili alla notifica degli avvisi di accertamento e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente per il richiamo operato dall’art. 60 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, con un unica eccezione relativa alla lettera c) secondo cui «salvo il caso di consegna dell’atto o dell’avviso in mani proprie, la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario». La vicenda ha avuto protagonista un contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate notificava due avvisi di accertamenti per due periodi di imposta. Il contribuente, avverso tali atti impositivi, proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale che accoglieva la doglianze del ricorrente [...]







