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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Reverse charge: sanzioni per le violazioni del particolare meccanismo

Il D.lgs. n.158/2015 ha ridefinito le regole che disciplinano, oltre all’ambito penale, il sistema sanzionatorio per le violazioni di natura amministrativo tributaria inerente il reverse charge, attraverso una maggiore proporzionalità tra la misura della sanzione e la gravità della violazione. In particolare l’articolo 15 del D.Lgs. n. 158/2015 che disciplina le violazioni commesse nell’applicazione del regime dell’inversione contabile. Il meccanismo del reverse charge costituisce una deroga al principio generale secondo cui il debitore dell’IVA nei confronti dell’erario è il soggetto che effettua l’operazione, il quale, secondo le regole ordinarie, emette la fattura con l’applicazione dell’imposta esercitando il diritto di rivalsa; per le operazioni per le quali è prevista l’applicazione del reverse charge l’assolvimento dell’IVA invece è posto a carico dell’acquirente, ovvero lo stesso soggetto che ha diritto anche alla detrazione. Il soggetto cedente o prestatore, con l'applicazione del reverse change ai sensi dell'art. 17 comma 6 del Dpr 633/72, [...]

Fermo amministrativo: Onere della prova della notifica dell’atto prodromico – Cassazione sentenza n. 4569 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 4569 del 22 febbraio 2017 intervenendo in tema di fermo amministrativo ha statuito la illegittimità dell'atto qualora tra la documentazione prodotta dall'Agente della riscossione non vi sia la prova della identità del soggetto che ha avuto la consegna della cartella di pagamento e del titolo che aveva per ricevere l’atto stesso. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agente della riscossione della Sicilia notificava il preavviso di fermo amministrativo per beni mobili registrati. Il contribuente impugnava il provvedimento innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici della CTP accoglievano le doglianze del ricorrente limitatamente ai carichi di natura tributaria ed il proprio difetto di giurisdizione per i crediti di natura non fiscale. L'Agente della riscossione impugna la decisione dei giudici di primo grado proponendo ricorso alla Commissione [...]

Pignoramento stipendi e pensione: nuovi limiti

La legge n. 132 del 6 agosto 2015 di conversione con modifiche del decreto legge n. 83 del 27 giugno 2015 ha modificato la normativa in materia civile, processuale civile e fallimentare. Tra le tante novità introdotte l'articolo 13 ha previsto nuovi limiti al pignoramento della pensione e dello stipendio e sui prelievi forzosi sui conti correnti nei casi in cui un creditore abbia a che fare con un debitore insolvente. I nuovi valori stabiliti dall'art. 13 sono i seguenti: per la pensione: non è possibile pignorare l'importo di euro 672,00 euro al mese (corrispondente al 150% dell’assegno sociale), per lo stipendio: non è possibile pignorare l'importo di euro 1.344,00 euro al mese (il triplo dell’assegno sociale). Articolo 545 – Crediti impignorabili Non possono essere pignorati i crediti alimentari, tranne che per cause di alimenti, e sempre con [...]

Lo stesso creditore può eseguire più pignoramenti nei confronti della stessa persona – Cassazione sentenza n. 6019 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6019 del 9 marzo 2017 intervenendo in tema di recupero di un credito professionale ha statuito che è in  facoltà del creditore agire con più pignoramenti nello stesso momento, in forza del medesimo titolo esecutivo. Pertanto alla luce di quanto stabilito dai giudici di legittimità il creditore che abbia ottenuto una sentenza di condanna nei confronti di una persona ed attivato un pignoramento mobiliare o immobiliare, potrebbe contemporaneamente aggredire anche il conto corrente del debitore, lo stipendio, la pensione.  Pertanto è lecito il cumulo delle procedure esecutive. Gli Ermellini hanno confermato quanto statuito con la sentenza n. 23847/2008 chiarendo che il creditore potrebbe attivare, nello stesso tempo, l’aggressione di diversi beni del medesimo debitore in forza di un unico titolo esecutivo procedendo a più pignoramenti dello stesso bene in [...]

Fatture acquisite dalla Polizia Giudiziari: sequestro illegittimo se viene omessa l’indicazioni della ragioni – Cassazione sentenza n. 11935 del 2017

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 11935 del 10 novembre 2016 intervenendo in tema di sequestro probatorio in tema di reati di cui all'art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000 ha statuito che qualora il decreto di convalida del sequestro probatorio delle fatture acquisite dalla Polizia Giudiziaria vanno restituite all'imprenditore, sospettato di frode, quando, nel decreto, viene omessa l'indicazione delle ragioni investigative che giustificavano l’apprensione dei due documenti. A seguito del ricorso in Cassazione dell'imprenditore accusato di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, reato di cui all'art. 2 del D.Lgs. n. 74 del 2000, basato su due motivi,  gli Ermellini ritenendo fondato il primo motivo hanno disposto la restituzione delle fatture divenute oggetto di sequestro probatorio. I giudici di legittimità hanno evidenziato che la motivazione del decreto di sequestro probatorio deve assolvere all’onere [...]

Cartella di pagamento emessa ai sensi art. 36-bis Dpr 600/72: è sempre impugnabile anche nel merito – Cassazione sentenza n. 5129 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 5129 del 28 febbraio 2017 intervenendo in tema di impugnazione della cartella di pagamento a seguito di controlli automatizzati della dichiarazione dei redditi ha statuito che non vi è preclusione, alla impugnazione della cartella di pagamento, basata dalla circostanza che essa sia fondata sui dati evidenziati dallo stesso contribuente nella propria dichiarazione. La vicenda ha visto protagonista un contribuente, esercente la professione di avvocato, a cui veniva prima inviato la comunicazione di irregolarità della dichiarazione (cosiddetto "Avviso bonario") e successivamente veniva notificata una cartella di pagamento. Il contribuente avverso la cartella, emessa ai sensi dell'art. 36 bis D.P.R. 600/73, proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale con doglianze riguardanti non solo i vizi della cartella di pagamento. I giudici, di primo grado, aditi accoglievano la doglianza del ricorrente. L'Agenzia [...]

Bilancio: perdita di beni strumentali a seguito di eventi naturali e relativo indennizzo

Purtroppo il verificarsi di eventi naturali che determinano la perdita di beni strumentali costituiscono un tema di costante attualità per le imprese italiane ed incidono sulla rappresentazione del bilancio. Come è noto il risultato economico dell’esercizio deriva dalla contrapposizione tra ricavi e costi di competenza. Per i beni strumentali il relativo costo, atteso che trattasi di un cespite a utilità pluriennale, concorre alla formazione del risultato d’esercizio attraverso il processo di ammortamento. Nel caso che trattasi, di perdita conseguente ad una causa non imputabile alla volontà dell’imprenditore, il costo non ammortizzato del bene non può che essere imputato, direttamente e integralmente, nell’esercizio in cui avviene l’evento naturale in quanto è in tale momento che si esaurisce la sua utilità e funzionalità. Per quanto concerne l'eventuale rimborso assicurativo relativo alla perdita del bene lo stesso va rilevato, in conformità del principio [...]

Cartelle di pagamento: prescrizione – Cassazione SS. UU. sentenza n. 23397 del 2016

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 23397 del 17 novembre 2016 hanno chiarito che il termine di prescrizione della cartella di pagamento, che non venga impugnata nei termini di legge e pertanto diventa definitiva, resta quello proprio del tributo o della sanzione in essa pretesa. In passato, l’Agente della riscossione ha fatto valere in tribunale, con alcune senenze che hanno accolto la tesi, la tesi ( che alla luce della sentenza delle SS. UU. oggi però non più corretta) che qualora la cartella di pagamento non sia stata impugnata nei termini, la stessa sarebbe equiparabile a una sentenza definitiva e, come quest’ultima, si prescriverebbe sempre in 10 anni. Gli Ermellini hanno statuito che la prescrizione della cartella di pagamento non impugnata segue il suo normale corso, che dipende dalla natura del credito. [...]

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