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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Lecito costringere il dipendente a dimettersi come alternativa a un sicuro licenziamento per giusta causa – Cassazione sentenza n. 7523 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7523 del 23 marzo 2017 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che è lecito minacciare il dipendente di licenziamento qualora lo stesso non presenti spontaneamente le proprie dimissioni. La vicenda ha visto protagonista una dipendente di un istituto di credito che aveva effettuato una serie di sottrazioni di capitale a scapito dei clienti della banca ed una volta scoperto tali attività illecite, la banca anche per evitare pubblicità negativa per l'istituto creditizio, la pone davanti a due possibili soluzioni. La prima è quella di presentare le proprie dimissioni ed evitando in tal modo evitare di compromettere il suo futuro lavorativo. La secondo alternativa era rappresentata dal licenziamento in tronco giustificato dalle sue attività illecite che avrebbero inciso negativamente sul futuro del dipendente. La dipendente, dopo aver [...]

Deducibilità dei costi afferenti i ricavi se risultano da elementi certi e precisi – Cassazione sentenza n. 5181 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 5181 del 28 febbraio 2017 intervenendo in tema di accertamenti fiscali ha affermato che “Le spese e  gli  oneri  specificamente afferenti i ricavi e gli altri proventi sono ammessi  in  deduzione se e nella misura in cui risultano da elementi certi e precisi”. La vicenda ha visto protagonista un imprenditore esercente attività di trasporto conto terzi a cui l'Agenzia delle Entrate notificava un avviso di accertamento con cui disconosceva la deducibilità dei costi, non documentati, per i veicoli aziendali. Il contribuente impugnava gli atti impositivi con ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di merito accoglievano parzialmente le doglianze del ricorrente ed in particolare riconoscendo la deducibilità dei costi inerenti i mezzi di trasporto (carburanti e pedaggi) dell'impresa. L'Amministrazione finanziaria impugnava la decisione della CTP in secondo grado. [...]

Accertamento fiscale per dichiarazione equiparata alla omessa: presunzione semplici prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza – Cassazione sentenza n. 4785 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 4785 del 24 febbraio 2017 intervenendo in tema di accertamento ha stabilito nelle fattispecie di presentazione della dichiarazione con ritardo superiore a novanta giorni, per cui si è in presenza della ipotesi equiparata all’omessa dichiarazione, il reddito d’impresa può essere determinato induttivamente, anche avvalendosi di presunzioni c.d. supersemplici (cioè prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza) che comportano l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente. La vicenda ha riguardato una società i cui liquidatori avevano presentato in ritardo, oltre i 90 giorni dalla scadenza del termine previsto per la presentazione, e l'Agenzia delle Entrate emetteva un avviso di accertamento con cui aveva proceduto ha quantificato il maggior reddito con un ricarico del 15 per cento. La società, in liquidazione, avverso tale atto impositivo procedeva al deposiodel ricorso [...]

Accertamento induttivo: regole e condizioni – Cassazione sentenza n. 6929 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6929 del 17 marzo 2017 intervenendo in tema di accertamento analitico-induttivo ha confermato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva qualificato l’accertamento come analitico-induttivo e non già come induttivo, come pretendeva l’Agenzia. Lo si evince dal riferimento alla lettera d) del 1° comma dell’art. 39 del d.P.R. n. 600/73, che il giudice d’appello giustappone alla metodologia di accertamento analitico previsto dalle precedenti lettere a), b) e c), nonché dal richiamo della necessità che siano addotte presunzioni gravi, precise e concordanti, chiamate a sostenere l’accertamento analitico-induttivo e non già quello induttivo, per il quale sono sufficienti le cc.d.d. presunzioni super semplici. Ai sensi dell'articolo 7 dello Statuto del Contribuente gli Uffici sono obbligati a motivare gli atti impositivi con indicazione dei presupposti  di fatto  e  le  ragioni  giuridiche  che  hanno   determinato   [...]

Agevolazione prima casa: causa di forza maggiore – Cassazione ordinanza n. 6076 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 6076 del 9 marzo 2017 intervenendoin tema di benefici inerenti l'acquisto della "prima casa" ha stabilito che nell'ipotesi in cui si la mancata trascrizione della residenza nel comune dove è situato l’immobile entro il termine di legge decorrente dall’acquisto resti impedita dal sopravvenire di una causa di forza maggiore, da intendersi quale impedimento oggettivo caratterizzato da 1) non imputabilità al contribuente (neppure per colpa) 2) inevitabilità e 3) imprevedibilità dell’evento, non si perdono le agevolazioni prima casa L'Agenzia delle Entrate procedeva al recupero della maggior IVA  dovuta per l’acquisto di un immobile e dell’imposta sostitutiva sul relativo mutuo ipotecario, a seguito di revoca dell’agevolazione "prima casa" nei confronti di un contribuente che aveva venduto l'immobile acquistato con le agevolazioni fiscali senza procedere ad un nuovo acquisto entro un anno dall’alienazione. [...]

Licenziamento lavoratore disabile legittimo se vi è perdita totale della capacità lavorativa – Cassazione sentenza n. 7524 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7524 del 23 marzo 2017 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito la legittimità del licenziamento di un lavoratore diventato inabile alle mansioni solo se non è in grado di svolgere alcuna attività prevista in azienda. La vicenda ha riguardato un dipendente assunto ai sensi della legge 68/1999 successivamente divenuto inabile alle mansioni, per le quali era stato assunto, durante il rapporto di lavoro. L'azienda procedeva al suo licenziato per giustificato motivo oggettivo a causa dell’aggravamento delle condizioni di salute che rendeva impossibile il suo utilizzo in qualsiasi attività aziendale. Il lavoratore impugnava il licenziamento ed il Tribunale adito ritenne legittimo il licenziamento. Avverso tale decisione il dipendente proponeva ricorso innanzi alla Corte di Appello che in riforma della sentenza di primo grado ha evidenziato che "il [...]

Legittimo licenziare un dipendente per scarso rendimento, ma a determinate condizioni – Cassazione sentenza n. 7522 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7522 del 23 marzo 2017 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato che l’azienda può licenziare il dipendente che ha un rendimento scarso solo se ciò dipende da una sua colpa e danneggia la produzione. La vicenda ha riguardato un dipendente con mansioni di autista che veniva licenziato per “scarso rendimento e palese insufficienza nell’adempimento delle funzioni del proprio grado”. Il dipendente impugnava il provvedimento aziendale in sede giudiziaria. Il giudice di primo grado, adito, accoglieva le doglianze del lavoratore dichiarando il licenziamento illegittimo. La società proponeva ricorso alla Corte di Appello, i cui giudici confermavano la decisione di primo grado. Per i giudici di appello la decisione impugnata ha correttamente fatto applicazione dell’articolo 7 L. 300/1970, con cui aveva escluso la rilevanza delle sanzioni disciplinari risalenti a più [...]

Sale and lease back: Tassazione delle plusvalenze

Il contratto di “sale and lease back”  costituisce un contratto atipico con causa finanziaria mediante il quale una parte cede un bene ad una società di leasing al fine di riottenerlo in locazione finanziaria. Lo scopo dell'operazione è quello di permettere all’impresa di ottenere liquidità senza privarsi, di fatto, della disponibilità del bene ceduto che può continuare ad essere utilizzato dall’impresa stessa nello svolgimento della propria attività. La problematica inerente a questa dipologia di operazione è relativa alla tassazione della plusvalenza, realizzata a seguito di tale operazione, se debba essere tassata in base alle regole dell’articolo 86 del Tuir oppure se può essere ripartita in relazione alla durata del contratto di leasing Per quanto concerne l'aspetto contabile, in considerazione che il contratto di lease back è sostanzialmente un’operazione di finanziamento, la plusvalenza va imputata al conto economico in [...]

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