
Videocontrolli, presenze false – truffa aggravata e peculato – Cassazione sentenza n. 30177 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 30177 del 12 luglio 2013 intervenendo in materia di videosorveglianza afferma che il divieto di utilizzo di apparecchiature per il controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, così come previsto dall'art. 4 della L. n. 300/1970 (c.d. Statuto dei lavoratori), trova applicazione anche con riferimento ai c.d. controlli difensivi soltanto quando questi siano unicamente diretti a verificare l'esatto adempimento, da parte del lavoratore, delle obbligazioni nascenti dal rapporto di lavoro; al contrario, il medesimo divieto non trova applicazione in tutte quelle ipotesi in cui i controlli siano posti in essere da parte del datore di lavoro al fine di accertare eventuali condotte del lavoratore lesive di beni e/o diritti esulanti dallo stretto ambito del rapporto di lavoro, quali per esempio il patrimonio e l'immagine aziendale, la cui tutela è [...]
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Scarso rendimento – onere della prova – Cassazione sentenza n. 17371 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 17371 del 16 luglio 2013 è intervenuta in materia di licenziamenti affermando che in merito alla giustificazione del licenziamento per scarso rendimento, come già affermato da costante giurisprudenza, che "il rendimento lavorativo inferiore al minimo contrattuale non integra "ex se" l'inesatto adempimento che, a norma dell'art. 1218 cod. civ., si presume, fino a prova contraria, imputabile a colpa del debitore, dato che, nonostante la previsione di minimi quantitativi, il lavoratore è obbligato ad un "facere" e non ad un risultato e l'inadeguatezza della prestazione resa può essere imputabile alla stessa organizzazione dell'impresa o, comunque, a fattori non dipendenti dal lavoratore. Pertanto in relazione al cosiddetto scarso rendimento, il datore di lavoro che intenda farlo valere quale giustificato motivo soggettivo di licenziamento non può limitarsi - [...]
Fatture per operazioni inesistenti e dichiarazioni rese alla Guardia di Finanza – cassazione sentenza n. 17674 del 2013
La Corte di Cassazione sez. Tributaria con la sentenza n. 17674 del 19 luglio 2013 interviene in materia di accertamento e fatture per operazioni inesistenti affermando che le dichiarazioni raccolte dalla Guardia di finanza nel verbale possono provare le fatture false. Inoltre ha statuito che Il vizio di omessa o insufficiente motivazione, deducibile in sede di legittimità ex art. 360, n. 5, cod. proc. civ., sussiste qualora il giudice di merito non abbia tenuto conto alcuno delle inferenze logiche che possono essere desunte degli elementi dimostrativi addotti in giudizio ed indicati nel ricorso con autosufficiente ricostruzione, e si sia limitato ad assumere l’insussistenza della prova, senza compiere una analitica considerazione delle risultanze processuali (v.Cass. n. 3370 del 02/03/2012 in fattispecie di omessa contabilizzazione di ricavi ed indebita detrazione IVA, in conseguenza di operazioni ritenute inesistenti). Per [...]
Accertamento del maggiore reddito d’impresa e Finanziamenti dei soci sproporzionati rispetto al volume d’affari – Cassazione Ordinanza n. 16797 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con l'ordinanza n. 16797 del 05 luglio 2013 interviene in tema di accertamento basato sui finanziamenti dei soci affermando che costituiscono un indizio sufficiente per il Fisco a far scattare un accertamento analitico-induttivo (ipotizzando maggior ricavi non dichiarati) i versamenti in contanti effettuati dai soci alla società senza neppure una previa delibera che li preveda e ne motivi le ragioni. La Corte Suprema accoglie il ricorso depositato dell'Agenzia delle Entrate avverso la decisione della Commissione Tributaria Regionale i cui componenti togati non aveva ritenuto sufficienti, quali presunzioni di maggiori ricavi occulti, le operazioni insolite messe in opera da una società a responsabilità limitata. Oltre ai cospicui finanziamenti per contanti effettuati dai soci erano state riscontrate anche le erronee valutazioni delle rimanenze contabilizzate e, non ultimo, uno scostamento significativo tra [...]
Società di comodo, Rimborso IVA e disapplicazione normativa – Cassazione sentenza n. 17676 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 17676 del 19 luglio 2013 intervenendo in materia di Elusione fiscale ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria non può negare il rimborso dell`Iva, contestando un`elusione fiscale, alle società di comodo che non sono operative perché in crisi finanziaria, in liquidazione o per altri eventi straordinari (come per esempio cause giudiziarie in corso). Gli eventi straordinari ed imprevedibili nella vita dell’impresa, che possono ridurre fortemente l’attività, costituiscono un valido motivo per disapplicare la norma antielusiva sulle società di comodo, per cui l'Amministrazione finanziaria non può contestare l'elusione fiscale negando il rimborso dell'Iva. La vicenda ha riguardato una società che aveva chiesto il rimborso dell'Iva pur non essendo operativa. L'Agenzia delle Entate aveva respinto l'istanza contestando all'impresa un'elusione fiscale. Contro il rifiuto dell'Amministrazione la società ha depositato ricorso alla Commissione [...]
Fatture intracomunitarie e sistema del reverse charge
Assolvimento dell’IVA tra integrazione e autofattura Il Legislatore con la legge di stabilità (legge 228/2012 art. 1 commi da 325 a 330) ha statuito che dal 1° gennaio 2013 viene estesa l’applicazione della procedura di assolvimento dell’IVA con la tecnica dell’integrazione (artt. 46 e 47 D.L. 331/93) oltre che ai servizi generici di cui all’art.7-ter del D.P.R. 633/72, anche alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi (anche non generici) resi da un soggetto passivo comunitario nel territorio dello Stato. La legge di stabilità ha novellato anche l'art. 17 comma 2 del Dpr 633/72. L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n.12/E/2013 ha confermato che per tutte le menzionate operazioni (non solo per acquisti intracomunitari di beni o di servizi generici) elencando gli obblighi procedurali a cui è sottoposto il cessionario/committente, di seguito elencati: a) se riceve la fattura [...]
Dichiarazione fraudolente e sovrafatturazione – Prescrizione – Cassazione sentenza n. 28352 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 28352 del 01 luglio 2013 intervenendo in tema di dichiarazioni fraudolenti ha affermato che il reato di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti sussiste sia nell’ipotesi di inesistenza oggettiva dell’operazione sia nell’ipotesi di inesistenza relativa (quando l’operazione ha interessato quantitativi e valori inferiori a quelli posti in fattura) ma anche nell’ipotesi di sovrafatturazione “qualitativa”, cioè quando la fatturazione indichi una cessione di beni o servizi ad un prezzo maggiore di quelli forniti. Gli Ermellini lo hanno evidenziato, sottolineando che oggetto della repressione deve essere “ogni tipo di divergenza tra la realtà commerciale e la sua espressione documentale“. Si tratta, hanno affermato i massimi giudici, di un orientamento consolidato e preesistente che è stato reiterato anche con riferimento alla nuova figura, dell’art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000. [...]
Risarcimento per infortunio, la richiesta del tentativo di conciliazione interrompe la prescrizione – Cassazione sentenza n. 16452 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con sentenza n. 16452 dell'1 luglio 2013 intervenendo in tema di risarcimento danni da infortunio sul lavoro ha affermato che la richiesta del tentativo obbligatorio di conciliazione interrompe il termine di prescrizione quinquennale. Inoltre la Corte chiarisce che “deve ritenersi che la comunicazione che interrompe la prescrizione e sospende il decorso di ogni termine di decadenza è quella fatta al datore di lavoro”. Nel caso di specie, i giudici di merito avevano accolto la domanda di una lavoratrice volta al risarcimento dei danni subiti in occasione di un infortunio sul lavoro, ove era stata investita da un muletto precisando che il termine di prescrizione quinquennale era stato interrotto dalla notifica del primo ricorso introduttivo del giudizio e con la richiesta del tentativo obbligatorio di conciliazione prima della scadenza del quinquennio e che il datore [...]