
Regime di detassazione salario di produttività – Interpello n. 21/2013
Con l’interpello n. 21 del 01 luglio 2013 il Ministero del Lavoro rispondendo all’istanza sottoposta da Confindustria in merito al regime di detassazione ha confermato che il predetto regime agevolativo è applicabile ai agli accordi aziendali precedenti al DPCM 22 gennaio 2013, purché vi sia rispondenza tra le condizioni della norma e le misure contenute nei suddetti contratti. Pertanto con la risposta all'interpello, il Ministero da conferma in merito ad alcuni profili della disciplina della detassazione per il 2013, come chiariti dalla circolare n. 15 del 03 aprile 2013. In primo luogo, l’interpello chiarisce i rapporti tra l’accordo territoriale per la detassazione e la disciplina del contratto nazionale. Il Ministero precisa che la valutazione relativa al miglioramento della produttività – richiesto dal D.P.C.M. 22 gennaio 2013 – deve essere focalizzata avendo riguardo alla situazione concretamente esistente in [...]
Recupero plusvalenza a tassazione e contratti di locazioni – Cassazione ordinanza n. 16460 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con ordinanza n. 16460 del 01 luglio 2013 interviene in tema contratti di locazione affermando che l'Agenzia delle Entrate può recuperare a tassazione la plusvalenza derivante dalla risoluzione anticipata di una locazione commerciale, se il locatario non dimostra di aver in effetti subito un danno. A tal fine è irrilevante quanto riportato nella fattura. L'Agenzia delle Entrate soccombente inanzi al giudice di merito predispone il ricorso per cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale con cui ha annullato un avviso di accertamento per IVA, IRPEG e IRAP 2002 impugnato da una S.p.a. Quest’ultima aveva stipulato con altra società per azione una locazione commerciale che si era risolta anticipatamente con la corresponsione della somma di 260mila euro; somma che a giudizio della Commissione Tributaria Regionale era stata corrisposta a titolo [...]
Bancarotta, sottrazione di denaro, accordo di manleva – Cassazione sentenza n. 28514 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 28514 del 02 luglio 2013 interviene in materia di condotta distrattiva affermando e confermando che accordo commerciale che manleva l’ex amministratore di una S.a.s. da tutti i debiti verso quest’ultima sorti prima del fallimento, non elide la responsabilità del medesimo per il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione. Gli Ermellini hanno evidenziato che il "permanere o meno dl tale pregiudizio, costituente per questo come per altri aspetti l’offesa tipica dei reati di bancarotta (Sez. 5, n. 39043 del 21/09/2007, Spitoni, Rv. 238212), che deve essere riferita la valutazione sulla sussistenza di un’azione restitutoria idonea a rimuovere gli effetti distrattivi della precedente condotta; non tralasciando di considerare la natura di reati di pericolo che connota i delitti in esame, e che attribuisce valenza lesiva anche alla mera [...]
Effetti giuridici della cancellazione delle società di capitale – Cassazione sentenza n. 17564 del 2013
Con la Sentenza n. 17564 del 18 luglio 2013 la Corte di Cassazione intervenendo in tema di effetti giuridici derivanti dalla estinzione della società ha affermato, confermando l'orientamento della stessa Corte, che la cancellazione dal registro delle imprese determina l'estinzione della società di capitali indipendentemente dall'esaurimento dei rapporti giuridici ad essa riconducibili. Gli Ermellini hanno affermato che in linea "interpretativa va sottolineato che questa Corte, già con le sentenze" gemelle" n.4060, 4061, 4062/10, in osmosi con specialistica dottrina, ha avuto modo di ravvisare nelle modifiche apportate dal legislatore al testo dell'art.2495 c.c.-rispetto alla formulazione del precedente art.2456, che disciplinava la medesima materia,una valenza innovativa, per cui la cancellazione di una società di capitali dal R.I. ora è da considerarsi senz'altro produttiva di un effetto estintivo destinato ad operare in coincidenza con la cancellazione, se [...]
Utilizabilità della lista Falciani e dei documenti ottenuti illegittimamente – Cassazione sentenza n. 29433 del 2013
Con Sentenza 10 luglio 2013, n. 29433, la Corte di Cassazione ha chiarito che è legittimo l'utilizzo come spunto di indagine dei dati contenuti nella c.d. "lista Falciani" anche se illegittimamente ottenuti e la distruzione della lista può essere chiesta solo dal pubblico ministero. Gli Ermellini hanno ritenuto in particolare, alla luce dell'attuale formulazione dell'art. 240, comma 2, c.p.p., l'inutilizzabilità degli atti illegalmente formati non preclude che gli stessi possano essere impiegati come spunto di indagine analogamente a quanto accade per gli scritti anonimi. Il potere di chiedere la distruzione dei documenti al giudice per le indagini preliminari, inoltre, è di esclusiva competenza del pubblico ministero ed è subordinata al suo assenso analogamente agli altri documenti di indagine acquisiti illegalmente. Per i giudici di legittimità solo il pubblico ministero, può richiedere la distruzione dei documenti [...]
Lavoro straordinario determinazione del compenso e delle ore eccedenti – scuola – Cassazione sentenza n. 15554 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15554 del 20 giugno 2013 interviene in tema di orario di lavoro e lavoro straordinario affermando che per i dipendenti della scuola il calcolo delle ore di straordinario ed il loro compenso vanno calcolate ai sensi dell'art. 70 e 63 del CCNL Gli Ermellini, nell'accogliere il ricorso, hanno confermato, richiamando le precedenti sentenze, della Corte e ritenendo che dovendosi dare continuità alla giurisprudenza di questa S.C. maturata sul punto: cfr., ex aliis, Cass. n. 2133/12; Cass. n. 24615/11; Cass. 25.1.11 nn. 1717, 1718, 1719, 1720; Cass. 25.11.10 nn. 23929 e 23930. Infatti i giudici di legittimità hanno fatto particolare riferimento alla sentenza n. 23929/2010 e ritenendo che "Conviene prendere le mosse, ai fini dell'interpretazione diretta da parte di questa Corte della clausola contrattuale denunciata, dal testo della declaratoria pattizia [...]
Licenziamento illegittimo del lavoratore chi si rifiuta di svolgere mansioni non dovute – Cassazione sentenza n. 17713 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 17713 del 19 luglio 2013 interviene in tema di licenziamenti ed afferma che non può essere licenziato il lavoratore che si rifiuta si svolgere un compito che non gli compete. La Corte Suprema chiarisce quando il dipendente può legittimamente dire di no al suo datore di lavoro. Nella fattispecie il lavoratore poteva opporre il suo rifiuto il ricorrente che aveva declinato l'"invito" a fare il direttore di un supermercato, spaventato dalle responsabilità penali connesse all'incarico. Gli Ermellini hanno ribaltato il verdetto della Corte d'Appello che aveva considerato meritata la massima punizione per insubordinazione. Per la Corte Suprema i giudici di merito avevano sottovalutato le motivazioni del ricorrente, in particolare per quanto riguardava il timore di controversie legali, negando il rischio di subire condanne «per reati [...]
Danno da demansionamento e relativa prescrizione derivante da illecito permanente – Cassazione sentenza n. 17579 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 17579 del 18 luglio 2013 intervenendo in tema di demansionamento ed illecito permanente ha affermato che il demansionamento è considerato dalla giurisprudenza di legittimità come un illecito permanente, sicché, per la prescrizione, si deve avere riguardo al momento della cessazione della permanenza. Gli Ermellini evidenziano che nell'illecito permanente la pretesa risarcitoria è destinata a rinnovarsi continuativamente in relazione al perpetuarsi dell'evento dannoso, sicché la prescrizione comincia a decorrere da ciascun giorno successivo al danno già verificatosi. Inoltre, i giudici di legittimità, affermano che l'orientamento trova conferma nell'orientamento della giurisprudenza di legittimità in base al quale perché un illecito possa configurarsi come permanente, è necessario che la condotta sia posta in essere dal medesimo soggetto, dovendo la permanenza essere accertata non già in riferimento al danno, bensì al [...]
