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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Infortunio, dirigente non responsabile se ha fadempiuto a tutti gli obblighi – Cassazione sentenza n. 17398 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la Sentenza n. 17938 pubblicata il 24 luglio 2013, ha ribadito l'estraneità del dirigente da responsabilità per l'infortunio occorso al caposquadra, quando questi era stato selezionato anche per vigilare sulla sicurezza degli operai nei cantieri, era adeguatamente formato e competente e gli erano state fornite tutte le dotazioni anti-infortunistiche del caso. Gli Ermellini affrontano nuovamente l'esame del caso in questione, che già avevano rinviato alla corte d'appello negando il risarcimento al caposquadra, conferma la sua posizione: il datore di lavoro che ha dato prova di aver messo in atto tutte le misure volte a evitare il rischio d'infortunio e che ha assegnato al lavoratore mansioni coerenti con la qualifica e l'esperienza del caposquadra non può essere ritenuto responsabile dell'infortunio occorso allo stesso, che pertanto non ha diritto ad alcun risarcimento. La vicenda ha origine con l'infortunio occorso al lavoratore, il quale mentre era intento [...]

Compenso amministratore deducibile solo con delibera – Cassazione sentenza n 17673 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Tributaria con la sentenza n. 17673 del 19 luglio 2013 interviene in tema di deducibilità dei compensi dell'organo amministrativo affermando che i compensi degli amministratori non sono deducibili dal reddito d’impresa in difetto dei requisiti di certezza e di inerenza prescritti dall’articolo 75 del TUIR. Il beneficio fiscale è ammesso solo nel caso in cui i compensi siano prestabiliti nello statuto o approvati dall’assemblea dei soci. Per gli Ermellini, relativamente ai compensi per gli amministratori, si può parlare di costi deducibili per l’impresa, laddove quest’ultima dimostri la predeterminazione degli stessi attraverso una delibera assembleare che abbia stabilito le somme spettanti ai membri del CDA, in assenza di un’apposita previsione dello statuto. La Suprema Corte evidenzia che ai sensi dell’articolo 49, secondo comma, lett. a) del TUIR l'attività di amministratore di società è [...]

Infortunio sul lavoro – Contratto di appalto e responsabilità del datore di lavoro subappaltatore: omessa redazione del POS – Cassazione sentenza n. 31304 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 31304 del 22 luglio 2013 interviene in tema di responsabilità penali per mancato rispetto degli obblighi previsti dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. I Giudici hanno affermato, confermando l'orientamento della stessa Corte, che committenti e datori di lavoro delle imprese esecutrici sono entrambi (e non in solitudine: si pensi ai coordinatori per la progettazione e per l'esecuzione dei lavori) titolari di obblighi, partitamente assegnati e contenutisticamente differenziati. Di talché le trasgressioni dell'uno non si riflettono in un esonero dell'altro, salvo un'eventuale risolutiva incidenza sul piano causale. Per cui nella fattispecie hanno esaminato la responsabilità dell'amministratore unico di una s.r.l., impresa appaltatrice dei lavori di smaltimento di lastre di eternit e sostituzione ovvero realizzazione di nuova copertura con lastre in alluminio su un immobile, per [...]

Al dipendente spetta il risarcimento del disagio in caso di rapina – Cassazione sentenza n. 17585 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 17585 del 18 luglio 2013 ha stabilito che in caso di rapina al dipendente di banca spetta il risarcimento dei danni subiti senza che su di lui gravi l’obbligo di dimostrare l’inadeguatezza del sistema di sicurezza interno, essendo sufficiente la semplice la dimostrazione del danno subito e del nesso causale con la prestazione svolta. Per i Giudici di Appello il lavoratore ricorrente non aveva allegato né provato l’omessa predisposizione da parte del datore di lavoro di misure di sicurezza idonee ad evitare le rapine, limitandosi ad allegare la manifestazione di segni di paura e disagio nell’immediatezza di ciascuna rapina e l’installazione di porte antirapina solo nel 1982, successivamente ai primi due episodi criminosi. Gli Ermellini hanno ribaltando la sentenza della Corte d’appello accogliendo il ricorso [...]

Cartela di pagamento ed avviso di accertamento non sussiste necessita di impugnare entrambi – Cassazione sentenza n. 17687 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Tributaria con la sentenza n. 17687 del 19 luglio 2013 ha confermato il principio secondo cui "In materia di riscossione delle imposte, atteso che la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria è assicurata mediante il rispetto di una sequenza procedimentale di determinati atti, con le relative notificazioni, allo scopo di rendere possibile un efficace esercizio dei diritto di difesa del destinatario, l'omissione della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell'atto consequenziale notificato. Poiché tale nullità può essere fatta valere dal contribuente mediante la scelta, consentita dall'art. 19, comma 3, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, di impugnare solo l'atto consequenziale notificatogli (avviso di mora, cartella di pagamento, avviso di liquidazione), facendo valere il vizio derivante dall'omessa notifica dell'atto presupposto, o di [...]

Anatocismo

Con il termine anatocismo viene inteso la capitalizzazione degli interessi sugli interessi. Tale prassi  è divenuta legittima in materia bancaria per effetto dell’art. 25 D.Lgs. 342/1999 e della delibera CICR 9/2/2000, per cui le clausole anatocistiche preventive contenute nei contratti di conto corrente bancario (leggi l’art.2) e nei mutui (leggi l’art.3) stipulati dal 22/4/2000 in poi (data di entrata in vigore di detta legge), sono valide ed efficaci purché in ogni singolo contratto ci siano indicate le seguenti clausole: 1) ci deve essere la stessa periodicità del conteggio degli interessi attivi e passivi (prima del 2000 le banche applicavano trimestralmente gli interessi debitori e annualmente gli interessi creditori); 2) deve essere specificato il tasso annuale nominale (TAN) applicato sia agli interessi creditori che debitori; 3) deve essere specificato il tasso annuo effettivo (TAE), cioè il tasso [...]

Competenza del giudice per fermo amministrativo per crediti previdenziali – Cassazione sentenza n. 17915 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 17915 del 23 luglio 2013 interviene in tema di competenza del giudice naturale affermando che il fermo amministrativo dell’auto conseguente al mancato pagamento dei contributi previdenziali deve essere impugnato di fronte al Tribunale, in funzione di giudice del lavoro. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui erano state notificate cartelle di pagamento per ruoli formati dal mancato pagamento di contributi previdenziali a cui il concessionario aveva notificato il provvedimento di fermo amministrativo di un'autovettura. Il contribuente proponeva ricorso avverso il provvedimento del concessionario inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale che respingeva il ricorso per difetto di giurisdizione. Il contribuente ricorreva in Commissione Tributaria Regionale che nel confermare la sentenza di primo grado riteneva corretto il difetto di giurisdizione del giudice tributario in ordine ad un fermo auto disposto [...]

Fatture soggettivamente inesistenti e vendita a catena – Cassazione sentenza n. 17680 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 17680 del 19 luglio 2013 interviene in materia di fatture soggettivamente false affermando che la vendita a catena può essere un grave indizio che legittima l’amministrazione finanziaria a contestare fatture soggettivamente false. Infatti la società contribuente non ha diritto alla detrazione neppure a fronte del pagamento del prezzo di merce effettivamente ricevuta. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, ha respinto il ricorso di una srl che aveva acquistato della merce da un fornitore che, a sua volta, aveva acquistato merce da altro fornitore nel giro di pochissimo tempo. Ciò perché, spiegano i giudici con l’Ermellino, in tema di IVA, la nozione di fattura inesistente va riferita non soltanto all'ipotesi di mancanza assoluta dell'operazione fatturata sul piano fattuale, ma anche ad ogni tipo di [...]

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