
Le norme della FIFA in materia di trasferimenti internazionali di calciatori professionisti sono contrarie al diritto dell’Unione quando ostacolano la libertà di circolazione dei giocatori e restringono la concorrenza tra i club
La Corte di Giustizia UE, seconda sezione, con la sentenza depositata il 4 ottobre 2024 nella causa C-650/22, intervenendo in tema trasferimento dei giocatori di norme della FIFA ed UEFA ha stabilito che " L’articolo 45 TFUE deve essere interpretato nel senso che osta a norme che sono state adottate da un’associazione di diritto privato avente lo scopo, in particolare, di disciplinare, organizzare e controllare il calcio a livello mondiale, e che prevedono: – in primo luogo, che un giocatore professionista, parte contraente di un contratto di lavoro, al quale è imputata una risoluzione senza giusta causa di tale contratto, e il nuovo club che lo ingaggia a seguito di tale risoluzione, sono responsabili in solido per il pagamento di un’indennità dovuta al club di provenienza per il quale tale giocatore lavorava e che è fissata sulla [...]
L’aggiornamento del DVR è obbligo del datore di lavoro e non può essere oggetto di delega come statuito dall’art. 17 del d.lgs. n. 81/2008
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 39168 depositata il 25 ottobre 2024, intervenendo in tema di responsabilità penale per violazione degli obblighi sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, ha ribadito il principio secondo cui "nelle imprese di grandi dimensioni occorre un puntuale accertamento, in concreto, della gerarchia delle responsabilità all'interno dell'apparato strutturale, così da verificare la eventuale predisposizione di un adeguato organigramma dirigenziale ed esecutivo il cui corretto funzionamento esonera l'organo di vertice da responsabilità di livello intermedio e finale (così, Sez. 4, n. 4123 del 10/12/2008 - dep. 28/01/2009, Vespasiani; Sez. 4, 9 luglio 2003, Boncompagni; Sez. 4, 27 marzo 2001, Fornaciari, nonché Sez. 4, 26 aprile 2000, Mantero). Altrettanto consolidato è però il principio che la delega non può essere illimitata quanto all'oggetto delle attività trasferibili." La vicenda ha riguardato un [...]
La previsione di un fondo cassa alimentato con le anticipazioni da parte dei condomini o con l’accantonamento di eventuali entrate è del tutto legittima
La Corte di Cassazione, sezione II, con l'ordinanza n. 23893 depositata il 5 settembre 2024, intervenendo in tema costituzione di un fondo cassa, ha ribadito il principio secondo cui "la previsione di un fondo cassa alimentato con le anticipazioni da parte dei condomini o con l'accantonamento di eventuali entrate è, sotto tale riguardo, del tutto legittima e non viola la necessaria dimensione annuale della gestione condominiale (Cass. 12638/2020)." La vicenda ha riguardato l'operato di un amministratore condominiale che aveva fatto approvare dall’assemblea di utilizzare il relativo residuo attivo nell’esercizio successivo, istituendo un fondo cassa. Tre condomini impugnavano la delibera di approvazione del bilancio perché approvata nonostante l'omesso invio del prospetto del bilancio consuntivo e la mancata indicazione, nei documenti presentati in sede assembleare, di tutti gli elementi essenziali del bilancio, lamentando che l'amministratore non aveva [...]
Il ritardo negli atti di ufficio del curatore non costituisce il reato di omissione di atti di ufficio
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 40174 depositata il 31 ottobre 2024, intervenendo in tema omissione di atti di ufficio del curatore, ha ribadito che " il reato di rifiuto di atti di ufficio consiste nel mancato adempimento di un'attività doverosa, per il compimento della quale è fissato un termine unico finale e non soltanto iniziale, essendo il soggetto obbligato all'adempimento appena possibile, sicché la consumazione del reato si verifica nel momento stesso in cui si è verificata l'omissione o è stato opposto il rifiuto. È il connotato di indifferibilità dell'atto che qualifica la nozione di rifiuto penalmente rilevante, in quanto solo in questo caso l'inerzia omissiva del pubblico ufficiale assume intrinsecamente valenza di rifiuto e integra quindi la condotta punita dall'art. 328, comma 1, cod. pen. Correlativamente, è la valutazione della [...]
La notificazione dell’appello avvenuta all’indirizzo risultante dal registro IPA non è inesistente, ma è da ritenere correttamente eseguita
La notificazione dell’appello avvenuta all’indirizzo risultante dal registro IPA non è inesistente, ma è da ritenere correttamente eseguita
Processo tributario: la nullità della notifica non può mai essere pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato
L'applicabilità dell'istituto della sanatoria della notifica di cui all'articolo 156 c.p.c. alle notifiche di atti impositivi ed al processo tributario è stata costantemente affermata dalla giurisprudenza. Le Sezioni unite della Cassazione con la sentenza n. 19854 depositata il 5 ottobre 2004 dopo aver chiarito che "é da escludersi, peraltro, che l'applicazione del regime di sanatoria previsto dalla legge processuale civile sia una mera conseguenza della natura pre-processuale o quasi processuale dell'accertamento tributario, il quale, in tale ottica, viene definito come una mera provocatio ad opponendum. L'atto in questione, costituisce, infatti, come tutti gli atti amministrativi autoritativi, lo strumento attraverso il quale - in ossequio ai principi di tipicità e nominatività - l'amministrazione enuncia nei confronti del destinatario ciò che deve essere per lui di diritto nel caso concreto; per quanto attiene all'imposizione fiscale, le ragioni [...]
Dichiarazione fiscali tardive se presentate entro il 29 gennaio 2025 e con il contestuale versamento delle sanzioni
Scaduto il termine del 31 ottobre 2024 per l'invio delle dichiarazioni dei redditi, IRAP e sostituti di imposta è possibile procedere con l'invio del Modello Redditi 2024, Modello 770/2024 e Modello IRAP 2024 entro il 29 gennaio 2025 con l'applicazione delle sanzioni di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97 per le dichiarazioni c.d. tardive. In base al comma 7 dell'articolo 7 del D.P.R. n. 392 del 1998 " Sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine, salva restando l'applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d'imposta." Sul punto l'Agenzia [...]
La sospensione giudiziale dell’esecuzione dell’avviso di accertamento perdura sino alla pubblicazione della sentenza di primo grado
La sospensione giudiziale dell’esecuzione dell’avviso di accertamento perdura sino alla pubblicazione della sentenza di primo grado