
Fringe benefit trattamento fiscale
Il fringe benefit è costituito da quei componenti del reddito in natura sotto forma di beni servizi, corrisposto al dipendente dal datore del lavoro. Il trattamento fiscale del fringe benefit è differente a seconda si tratti di erogazioni liberali, autovetture concesse in uso ai dipendenti, rimborsi spese per trasferte o omaggi e altri casi come mense, asili nido trasporto pubblico o altro. Trattamento fiscale Nel trattamento fiscale del reddito in natura (fringe benefit) trova applicazione il principio generale in base al quale vi è correlazione stretta tra tassazione in capo al dipendente del fringe benefit e deduzione del costo da parte dell’impresa come statuito dagli articoli 51, 95 e 100 del Tuir (Dpr 917/82). Si ricorda che vi sono comunque delle deroghe che prevedono sia un area di non tassazione in capo al dipendente e la [...]
TARSU riduzione dell’importo da pagare in presenza di disservizi – Cassazione sentenza n. 22531
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 22531 depositata il 27 settembre 2017 intervenendo in tema di imposte sui rifiuti ha ribadito la legittimità della diversificazione delle tariffe TARSU tra tra gli esercizi alberghieri e i locali adibiti a uso di civile abitazione (nello stesso senso, tra le altre, Cass. 19 giugno 2015 dal n. 12769 al n. 12772). Inoltre viene affermato il principio del riconoscimento della riduzione dell'imposta se il disservizio della raccolta dei rifiuti anche se le negligenze non sono addebitabili al Comune. La vicenda ha riguardato una società esercente attività alberghiera a cui il Comune notificava l'avviso di pagamento per la TARSU. La società contribuente avverso l'atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici accolsero le doglianze della ricorrente. L'Agente della riscossione avverso la decisione di primo grado proponeva ricorso in Commissione Tributaria [...]
Spesometro – Trasmissione di file di rettifica o di annullamento dati fatture – Errori rimediabili
L'Agenzia delle Entrate informa che qualora sia presente un errore anche in una sola delle fatture inviate, l’intero file viene scartato per cui suggerisce di costruire file di dimensioni ridotte. La procedura per l'invio dell'adempimento dello spesometro inerente l'invio dei dati delle fatture emesse e ricevute prevede anche delle procedure in caso di errori. Infatti nelle FAQ predisposte dall'Agenzia delle Entrate ha fornito i seguenti chiarimenti: Nel caso di "rettifica della rettifica", quali valori devono essere indicati nel tag <IdFile> e nel tag <Posizione> ? Le regole della rettifica prevedono che siano sempre indicati i riferimenti del file originario (quello con cui la prima volta sono stati trasmessi i dati), anche in caso di rettifiche successive. Nel caso, dopo aver fatto una Rettifica, fosse necessario procedere ad un Annullamento, bisognerebbe annullare solo il file originario o [...]
Accertamento fondato su indagini bancarie inverte l’onere della prova a carico del contribuente – Cassazione ordinanza n. 22395 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 22395 depositata il 26 settembre 2017 intervenendo in tema di accertamento fondato sui movimenti bancari ha affermato in tali circostanze grava sul contribuente l'onere della prova che consenta di dimostrare analiticamente che i dati ricavabili dai movimenti bancari relativi ad operazioni imponibili non sono rilevanti fiscalmente. La vicenda ha visto protagonista un contribuente che aveva omesso la presentazione della dichiarazione ed a cui, successivamente, l'Agenzia delle Entrate notificava un avviso di accertamento fondato su indagini bancarie ex art. 32 DPR 600/1973. Avverso tale atto impositivo il contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici respinsero le doglianze del ricorrente. Il contribuente impugnava la decisione dei giudici di prime cure con ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di appello in riforma della sentenza impugnata accolgono le doglianze [...]
Determinazione del tasso effettivo dei mutui ai fini della verifica del superamento del tasso di usura – Cassazione sentenza n. 5598 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 23192 depositata il 4 ottobre 2017 intervenendo in tema di usura ha riconfermato che al fine di determinare il tasso effettivo di un mutuo, per verificare che lo stesso non superi il tasso-soglia stabilito dalla normativa antiusura, vanno sommati agli interessi corrispettivi quelli di mora. La vicenda esaminata dalla Corte Suprema il ricorso di una banca che aveva richiesto l’ammissione allo stato passivo di una società per azioni fallita, per recuperare capitale e interessi di un mutuo fondiario. Prima il Giudice delegato e successivamente il Tribunale hanno ritenuto di accogliere la domanda della banca limitatamente alla quota capitale escludendo gli interessi ritenendo che gli stessi avessero superato il tasso-soglia, in particolare per i giudici di merito «non potendo essere riconosciuti gli interessi moratori: come emerso dalla CTU, al [...]
FAQ – Antiriciclaggio – IV Direttiva UE – le nuove Faq del Dipartimento del Tesoro
Sono state pubblicate dal Dipartimento del Tesoro, sul proprio sito, le nuove FAQ con cui il Dipartimento fornisce nuovi chiarimenti sulla normativa del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 come modificata dal D.Lgs. n. 90/2017 in attuazione della Direttiva (UE) 2015/849. Il Dipartimento ha chiarito che la Direzione V del Dipartimento del Tesoro ha fornire chiarimenti sulla normativa ed atti ufficiali inerente l'antiriciclaggio comunicando l'email a cui è possibile rivolgere i quesiti. Altro importante chiarimento viene fornito in relazione alla possibilità di adempiere all’adeguata verifica della clientela secondo modalità semplificate, che le modalità semplificate non possono essere predeterminate a priori per tutte le tipologie di soggetti destinatari degli obblighi in materia di antiriciclaggio. Per cui è onere dei destinatari degli obblighi valutare concretamente il rischio e modulare l’estensione delle verifiche in misura concretamente proporzionata alla dimensione, [...]
TIA / TARSU il posto auto soggetto a tassazione se il contribuente non prova il diritto all’esenzione – Cassazione ordinanza n. 22124 del 2017
La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 22124 depositata il 22 settembre 2017 intervenendo in tema di imposta sui rifiuti ha statuito che il box interrato ha affermato che la TIA essendo una variante della TARSU trova applicazione l'interpretazione della giurisprudenza di legittimità secondo cui la tariffa deve essere applicata nei confronti di chiunque occupi oppure conduca locali, o aree scoperte ad uso privato non costituenti accessorio o pertinenza dei locali medesimi, a qualsiasi uso adibiti e che è onere del contribuente provare la sussistenza delle condizioni per beneficiare dell'esenzione. La vicenda ha riguardato uno Studio Associato a cui il comune aveva notificato due avvisi di accertamento relativi alla T.I.A. riguardante il posto auto. Il contribuente avverso tali atti impositivi proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici accolsero le doglianze del contribuente ed in particolare la [...]
La mancata produzione del PVC a carico dell’Amministrazione viene sanata se l’atto è prodotto dal contribuente – Cassazione sentenza n. 21404 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21404 depositata il 15 settembre 2017 intervenendo in tema accertamento fondato su processo verbale di constatazione relativo a movimentazione bancarie ha stabilito che qualora, nel corso del processo tributario, venga contestata il mancato deposito, da parte della Amministrazione Finanziaria, del processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di Finanza tale inadempimento è santao se l'atto è prodotto in giudizio dal contribuente. La vicenda ha riguardato una srl a cui, successivamente ad una verifica fiscale in cui venivano rinvenuti documenti extracontabile che dimostravano l'esistenza di pratiche e comportamenti elusivi, l'Agenzia delle Entrate rettificava le dichiarazioni Iva, Irpeg e Irpef. Avverso l'avviso di accertamento ricevuto la società contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici non accolsero le doglianze della ricorrente. Avverso la decisione dei giudici di prime cure la società [...]







