
Permessi 104 competono anche per il part-time verticale – Cassazione sentenza n. 22925 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22925 depositata il 29 settembre 2017 intervenendo in tema di fruizione dei permessi "104" ha stabilito che il diritto alla fruizione dei permessi per l'assistenza dei familiari affetto da handicap grave spetta al lavoratore che abbia trasformato il proprio rapporto di lavoro in part-time a condizione che sia articolata sulla base di un orario settimanale, che comporti una prestazione per un numero di giornate superiore al 50% di quello ordinario La vicenda ha riguardato un dipendente, il quale aveva trasformato il proprio rapporto di lavoro da full-time in part-time verticale, lavorando quattro giorni su sei a settimana (67%), si era visto ridurre, dal datore di lavoro aveva riproporzionato i giorni di permesso in base alla percentuale del rapporto part-time, da tre a due i giorni di permesso mensile retribuito di cui [...]
Concordato ed omesso versamento dell’IVA e delle ritenute – Cassazione sentenza n. 35786 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 35786 depositata il 20 luglio 2017 interviene in tema di reati riguardanti il mancato versamento dell'IVA e delle ritenute per le imprese sottoposte a procedure concorsuali, alla luce della riforma del D.Lgs. n. 158/2015 che ha modificato le soglie di punibilità, ha statuito che solo l'omologazione del concordato, e non la semplice ammissione a tale procedura concorsuale, consente di evitare che scatti il reato di cui agli articoli 10-bis e 10-ter del D.Lgs. n. 74/2000. Si rammenta che in giurisprudenza esistono due indirizzi ed i giudici con la sentenza in commento hanno scelto quello più penalizzante per il contribuente. Infatti secondo l'indirizzo scelto la fattispecie dei reati non si realizzano solo per gli adempimenti che scadono dopo l'omologazione del concordato, per cui i reati di omesso [...]
La punibilità viene esclusa solo a condizione di incertezza della norma – Cassazione sentenza n. 44293 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale,con l'ordinanza n. 44293 depositata il 26 settembre 2017 è intervenuta in tema non punibilità per errore di fatto ha ribadito che l’errore sulla norma fiscale non integra un errore di fatto non punibile ai sensi dell’art. 47 comma 3 c.p., poiché rappresenta un errore sul precetto penale il quale va valutato in base al principio stabilito dalla sentenza n. 364 del 1988 della Corte Costituzionale. Per cui "ne consegue che, in assenza di obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria, la relativa violazione da parte dell'agente professionale dovuta alla mancata conoscenza della norma fiscale non determina una "ignoranza inevitabile". La vicenda ha riguardato uno imprenditore straniero a cui veniva contestato il reato di dichiarazione infedele IVA (articolo 4 del DLgs. 74/2000). L'imputato nella sua linea difensiva [...]
Notifica in segreteria della commissione se il difensore si trasferisce senza comunicarlo – Cassazione ordinanza n. 20086 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20086 del 2017 intervenendo in tema di notifica ha statuito che qualora qualora il difensore domiciliatario si trasferisce senza procedere a comunicare la variazione l’avviso di trattazione è regolarmente notificato mediante deposito presso la Segreteria della Commissione. La vicenda ha riguardato una società sportiva a cui l'Amministrazione finanziaria notificava un avviso di accertamento relativo a IRES, IVA e IRAP. La società impugnava l'atto impositivo innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici respinsero il ricorso proposto. La contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale, i cui giudici hanno confermato la sentenza di primo grado. Avverso la decisione dei giudici di appello, la contribuente proponeva ricorso in cassazione fondato su due motivi. In particolare la società lamentava la nullità della sentenza impugnata in quanto resa senza il preventivo invio al difensore della comunicazione dell'avviso di [...]
La notifica della cartella di pagamento può essere prodotta anche in appello – Cassazione ordinanza n. 22556 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 22556 depositata il 27 settembre 2017 in tema di produzione di nuove prove nell'appello del processo tributario ha riconfermato il principio secondo cui nel processo tributario sono ammissibili, in appello, la produzione di prove non prodotte in primo grado. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agente per la riscossione aveva notificato l'iscrizione ipotecaria. Il contribuente impugnava il provvedimento innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale eccependo la mancata notifica delle Cartelle di pagamento a base del provvedimento di iscrizione ipotecaria. I giudici di prime cure accolsero le doglianze del ricorrente. I giudici di appello, aditi dall'Agente per la riscossione, confermarono l'illegittima l'iscrizione ipotecaria non avendo, l'Agente per la riscossione, provato la regolare notificazione delle cartelle di pagamento sulle quali si basa l'iscrizione ipotecaria Avverso la decisione della CTR l'Agennte per [...]
L’ordinanza di sospensione cautelare della sentenza della Commissione Tributaria non è impugnabile – Cassazione sentenza n. 15004 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15004 depositata il 16 giugno 2017 interviene in tema di atti impugnabili nel processo tributario, con riferimento alla normativa anteriore al 1° gennaio 2016 (D.Lgs. n. 156/15), precisando che la sospensione cautelare della sentenza, impugnata in in cassazione, della Commissione Tributaria emessa con ordinanza ai sensi dell'art. 373 Cod. Proc. Civ., non è impugnabile ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost., non integra una sentenza in senso sostanziale e quindi non solo non costituisce un provvedimento abnorme, ma non è né definitiva, né decisoria, ma ha carattere strumentale e interinale, perché destinata a operare sino alla definizione del già instaurato giudizio di legittimità, ed è inidonea ad assumere efficacia di giudicato, sia dal punto di vista formale che sostanziale. La vicenda ha riguardato una srl a cui l'Amministrazione finanziaria [...]
Accertamento fondato sul redditometro la prova contraria a carico del contribuente – Cassazione sentenza n. 21334 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21334 depositata il 14 settembre 2017 intervenendo in tema di accertamento sintetico ha affermato che per l'accertamento fondato sul cosiddetto redditometro, che consiste nel determinare sinteticamente il reddito sulla base degli indici previsti dai decreti ministeriali del 10 settembre e 19 novembre 1992, esonera l'Agenzia delle Entrate da qualunque ulteriore prova rispetto all’esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva, anche nell'ipotesi in cui le spese contestate siano state sostenute mediante la percezione e il reimpiego di somme elargite da parenti non facente parte del proprio nucleo familiare, come inteso dalla giurisprudenza di questa Corte, secondo cui il nucleo familiare è costituito dai coniugi conviventi e dai figli. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Amministrazione finanziaria notificava un avviso di accertamento ai sensi dell'rt. 38 comma 5 del DPR [...]
Bancarotta fraudolente per creazione di fondi neri, dichiarazione fiscale fraudolente – Cassazione penale sentenza n. 44399 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 44399 depositata il 26 settembre 2017 intervenendo, in una fattispecie complessa, in tema di reati fallimentari ha statuito che si configura il reato di associazione a delinquere (art. 416 cp nel frattempo prescritta) e dichiarazione fraudolenta, di all'art. 3 del D.Lgs. 74/2000, in danno all'erario per le società telefoniche con traffico venduto in nero attraverso il pagamento in contanti o con le ricariche “postpay”. In particolar modo la previa disponibilità dei beni nel patrimonio di una società fallita può integrare il reato di bancarotta, anche laddove non vi sia tracciabilità di tali beni e, dunque, non possa essere direttamente accertata la distrazione. La vicenda ha riguardato una serie di società operanti nel settore della telefonia i cui rappresentanti legali venivano accusati di una serie di [...]







