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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Sospensione del processo se si è inoltrata l’istanza di definizione delle lite pendenti – Cassazione ordinanza n. 21581 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza interlocutoria n. 21581 depositata il 18 settembre 2017 intervenendo in tema di sospensione del processo per effetto della presentazione dell'istanza di  “rottamazione” delle liti fiscali ha affermato che è ammissibile la presentazione della domanda di rinvio dell’udienza formulata con istanza presentata prima della pubblicazione del D.l. 50 del 2017. La vicenda sottoposta alla Corte Suprema riguarda una cartella di pagamento emessa per il recupero dell' IVA relativa all’anno d’imposta 1999, oltre sanzioni e interessi. Il contribuente avverso la decisione della Commissione Tributaria Regionale aveva proposto ricorso in cassazione fondato su quattro motivi. Il contribuente in data 21 aprile 2017, a seguito dell'emanazione del D.L. n. 50/2017, aveva presentato l'istanza per la definizione agevolata delle liti pendenti. I giudici di legittimità, richiamando i propri precedenti (Sez. 6-5, n. 16023/17 e n. [...]

Polizza professionale opera anche se non sono stati comunicati i nomi dei dipendenti – Cassazione sentenza n. 22339 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22339 depositata il 26 settembre 2017 intervenendo in tema di copertura assicurativa della responsabilità professionale ha statuito che la polizza assicurativa è operante anche nell'ipotesi in cui il professionista titolare dello Studio non abbia fornito il nome del dipendente o del collaboratore che ha commesso l’errore. Per cui la compagnia di assicurazione è obbligata a coprire i danni causati a terzi dal commercialista sia nell'ipotesi in cui siano stati  causati direttamente dal professionista sia, ovviamente, nella circostanza quando essi siano imputabili al professionista indirettamente, per carenze organizzative o diligenza del suo studio. La vicenda ha riguardato un commercialista che a seguito della condanna in appello a risarcire il danno ad un proprio cliente per inadempimento degli obblighi di domiciliazione assunti, smarrendo o mancando di ricevere, come era suo [...]

Antiriciclaggio: la gestione di un’operazione di natura sospetta

In materia di antiriciclaggio nell'ipotesi in cui il professionista si trovi in presenza di una richiesta, da parte del proprio cliente,  di realizzare una prestazione professionale o un'operazione di natura “sospetta” scatta a carico del professionista  dell’area giuridico economica una serie di obblighi imposti dalla normativa sull'antiriciclaggio. Il professionista, pertanto, deve gestire tale circostanza al fine di evitare le violazioni amministrative  e nei casi più gravi sanzioni penali a proprio carico, oltre, naturalmente a carico del cliente. In tali circostanze si origina di fatto un procedimento che, a seconda dei casi, può avanzare in diverse situazioni e che, sotto il profilo giuridico, deve rispondere ad una triade di disposizioni contenute nel D.Lgs n. 231/2007, come revisionato dal D.Lgs n. 90/2017: gli artt. 35, 39 e 42. Il professionista deve rispettare gli obblighi ed adempimenti di [...]

Il patrimonio immobiliare della società non può essere oggetto di sequestro preventivo per evasione fiscale – Cassazione sentenza n. 43816 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 43816 depositata il 22 settembre 2017 intervenendo in tema di sequestro preventivo nei reati tributari  ha confermato che il patrimonio della società non può essere oggetto di sequestro per equivalente finalizzata alla confisca ma solo alla misura di confisca diretta. La vicenda ha riguardato l’amministratore di una srl a cui veniva contestata il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, di cui all'art. 2 del DLgs. 74/2000. Il G.I.P. emetteva, nei confronti dell'amministratore, ordinanza  di sequestro preventivo per equivalente finalizzata alla confisca sui beni dell'imputato. L'amministratore avverso il provvedimento del Giudice delle Indagini Preliminari proponeva ricorso al Tribunale del riesame. I giudici del Tribunale del riesame confermarono l'ordinanza impugnata. Avverso l'ordinanza del Tribunale l'imputato propone ricorso in cassazione. In particolare si duoleva [...]

Spesometro – Proroga al 5 ottobre della comunicazione relative ai dati delle fatture

A causa dei noti problemi informatici dell'area del sito web dell'Agenzia delle Entrate finalizzato all'invio dei file inerenti la comunicazione dei dati delle fatture attive e passive, l'Agenzia ha pubblicato sul proprio sito un comunicato stampa di proroga della scadenza dello spesometro. Il comunicato, che si riporta integralmente nella parte sottostante, precisa che le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017 saranno ritenute tempestive. A seguito del comunicato l'Agenzia dell'Entrate ha emanato il provvedimento n. 199339 del 28 settembre 2017 con cui è stato disposto il differimento del termine della scadenza dell'invio telematico dei dati delle fatture emesse e ricevute al prossimo 5 ottobre. Infatti la piattaforma per l'invio dei file pur tornando attiva risulta solo parzialmente operativa. Inoltre è previsto un ulteriore termine di 15 giorni a partire dalla scadenza [...]

Cessione dei singoli beni se vi è un legame funzionale è cessione d’azienda – Cassazione sentenza n. 21767 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21767 depositata il 20 settembre 2017 intervenendo in tema di imposta di registro ed riqualificazione delle operazioni economiche ha affermato che è configurabile una cessione di azienda quando esiste un legame funzionale tra il singolo elemento aziendale ceduto e l’impresa. Pertanto in presenza di tale legame, le molteplici operazioni di vendita devono essere considerate in modo unitario. La vicenda ha riguardato una società che aveva acquisito due esercizi commerciale dalla medesima  società cedente con esclusione della merce in magazzino presente nei due esercizi. Le merci furono, successivamente e separatamente, acquistate dalla società acquirente dei due esercizi commerciali, in parte direttamente dalla cedente, in parte attraverso l'interposizione di altra società controllata dalla società acquirente. Alla società acquirente veniva notificato un avviso di accertamento emesso a seguito della riqualificazione di una cessione di beni [...]

Accertamento sintetico basato sulla percentuale di ricarico – Cassazione sentenza n. 19213 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 19213 depositata il 2 agosto 2017 intervenendo in tema di accertamento analitico-induttivo ha affermato che "l'accertamento analitico-induttivo, ai sensi dell'art. 39, comma primo, lett. d), d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, di maggiori ricavi non dichiarati da un'impresa commerciale, operata attraverso l'applicazione di una percentuale di ricarico medio ponderato, si effettua: a) applicando detta percentuale sul costo del venduto quale accertato nei confronti dell'impresa; b) sommando l'importo cosi ottenuto (margine di guadagno) al predetto costo del venduto accertato; c) detraendo dall'importo così ottenuto (ricavi accertati) i ricavi dichiarati dall'impresa o comunque accertati sulla base della sua contabilità" La vicenda ha riguardato una società in liquidazione a cui, a seguito di una verifica, l'Agenzia delle Entrate notificava un avviso di accertamento con cui aveva determinato a carico della [...]

Concorso nel reato di autoriciclaggio del Consulente – Cassazione sentenza n. 42561 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 42561 depositata il 18 settembre 2017 interviene in tema di reato di autoriciclaggio ha afferato che è configurabile il concorso nel reato di autoriciclaggio, di cui all'articolo 648 ter 1 c.p., quando il consulente fiscale della società attraverso cui viene “ripulito” il denaro proveniente dalla bancarotta omette di segnalare le operazioni sospette e tiene in maniera confusa la contabilità. Poiché tali comportamenti del professionista denotano l’intento del professionista di favorire l’operazione illecita. La vicenda ha riguardato un professionista, consulente fiscale di un gruppo societario avendo anche la tenuta delle scritture contabili, veniva contestato la consumazione di condotte attive e omissive consistite nella tenuta della contabilità in modo irregolare e confuso  e nella mancata segnalazione, pur essendone obbligato ex art. 41 del D.lgs. n. 231 /2007, delle operazioni sospette [...]

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