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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

E’ punibile colui che emette fatture per operazioni inesistenti anche se non utilizzate dal beneficiario – Cassazione sentenza n. 42892 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 42892 depositata il 20 settembre 2017 intervenendo in tema di reati per false fatture ha affermato che il disposto normativo di cui all’articolo 8 del D.lgs. n. 74/2000 prevede un reato di “pericolo”, per cui colui che emette o rilascia fatture per operazioni inesistenti può essere condannato anche qualora venga a mancare l’utilizzazione dei documenti da parte dei beneficiari. La vicenda ha riguardato una persona di 80 anni a cui era stato contestato il reato di emissione di 12 fatture per operazioni inesistenti, emesse dalla società di cui era legale rappresentante, di cui all'articolo 8 del D.Lgs. n. 74/2000, il quale veniva condannato dal Tribunale per il reato ascritto. Avverso la condanna di primo grado l'imputato proponeva ricorso alla Corte di Appello che confermava la [...]

Redditometro la rilevanza della situazione familiare opera ai fini dell’incidenza dei redditi percepiti dagli altri componenti del nucleo familiare – Cassazione ordinanza n. 22205 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 22025 depositata il 21 settembre 2017 intervenendo in tema di accertamento standardizzato ha affermato che è legittimo l’accertamento basato sul ‘redditometro’ nei confronti del capofamiglia, a condizione di tenere in considerazione “l’incidenza dei redditi percepiti dagli altri componenti del nucleo familiare”. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato un avviso di accertamento fondato sul cosiddetto  "redditometro". L'Agenzia delle Entrate aveva imputato, nell'azione di accertamento,  gli indici di capacità contributiva "all’effettivo titolare e il reddito accertato sinteticamente attraverso tali indici è stato ridotto dai redditi prodotti e dichiarati dai familiari del contribuente, considerando, dunque, l’apporto degli stessi al tenore di vita accertato dall’Ufficio” Il Contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria.n In particolare i giudici della Commissione tributaria nel ritenere illegittimo l'accertamento disposto [...]

Accomandante sanzionabile per omesso controllo sulla dichiarazione infedele della s.a.s. – Cassazione ordinanza n. 22011 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 22011 depositata il 21 settembre 2017 interviene in tema di sanzioni tributarie affermando che è legittimo sanzionare il socio non amministratore di una s.a.s. per la dichiarazione infedele della società quando lo stesso ha omesso il controllo sulla gestione della società. La vicenda ha  origine dall'emissione di un avviso di accertamento che procedeva a rettificare il contenuto della dichiarazione dei redditi di una società in accomandita semplice. Il predetto avviso di accertamento il quale diviene definitivo per mancata impugnazione nei termini previsti per la sua impugnazione. L'avviso di accertamento comportava anche conseguenze per i soci, in quanto l'Agenzia delle Entrate imputava per trasparenze il maggior reddito ai soci ai sensi dell'articolo 5 del TUIR ed irrogazione delle relative sanzioni. Il socio ricorre avverso l'atto impositivo, per richiedere la [...]

Deducibilità dei costi di operazioni soggettivamente inesistenti – Cassazione ordinanza n. 20372 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20372 depositata il 24 agosto 2017 intervenendo in tema di fatture soggettivamente inesistenti ha affermato che il soggetto acquirente dei beni può dedurre i costi relativi relative ad operazioni soggettivamente inesistenti (non utilizzati direttamente per commettere il reato) anche per l'ipotesi in cui sia consapevole del carattere fraudolento delle operazioni, salvo che si tratti di costi privi del requisito di inerenza. La vicenda ha riguardato una società a responsabilità limitata che a seguito di verifica riceveva un avviso di accertamento per il recupero dei costi ritenuti soggettivamente inesistenti. Avverso l'atto impositivo la società contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici accolsero le doglianze della contribuente annullando l'avviso di accertamento. L'Agenzia delle Entrate impugnava la decisione della CTP con ricorso alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di [...]

Avviso di rettifica e limiti di allegazione alla documenti comparativi – Cassazione sentenza n. 13342 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13342 depositata il 26 maggio 2017 intervenendo in tema di avvisi di rettifica del valore degli immobili dichiarati ai fini dell'imposta di successione e di donazione, ha affermato che grava sull'Agenzia delle Entrate l'onere di allegazione dei documenti non conosciuti né ricevuti dal contribuente. Tale onere riguarda solo gli atti che costituiscono il presupposto del provvedimento impositivo e relativi al contribuente stesso, mentre è escluso per quelli riguardanti altri contribuenti, menzionati al solo fine della comparazione dei valori. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui a seguito della presentazione di una denuncia di successione, riguardante 10 appartamenti ed un fabbricato rurale, veniva notificato un avviso di  rettifica. Il contribuente avverso l'atto impositivo propose ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di prime cure accolsero le doglianze del ricorrente. L'Agenzia delle [...]

IRAP errata esposizione in dichiarazione ed emissione della cartella a seguito dei controlli di cui ex art. 36-bis – Possibile l’impugnazione della cartella di pagamento – Cassazione sentenza n. 16747 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16747 depositata il 7 luglio 2017 interviene sul tema della possibilità di rettificare in sede contenziosa una errata indicazione nella dichiarazione ha statuito che “l’impugnazione della cartella esattoriale, emessa in seguito a procedura di controllo automatizzato ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36-bis non è preclusa dal fatto che l’atto impositivo sia fondato sui dati evidenziati dal contribuente nella propria dichiarazione, in quanto tale conclusione presupporrebbe la irretrattabilità delle dichiarazioni del contribuente che, invece, avendo natura di dichiarazioni di scienza, sono ritrattabili in ragione della acquisizione di nuovi elementi di conoscenza o di valutazione“. La vicenda ha riguardato una giovane avvocatessa a cui era stata notificata una cartella di pagamento emessa  sulla base della dichiarazione Irap, avendo l’Ufficio ravvisato nel caso di specie la sussistenza dei presupposti [...]

Accertamento legittimo anche se l’Agenzia non vengono considerate le osservazioni del contribuente – Cassazione sentenza n. 21408 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n.21408, del 15 settembre 2017, intervenendo in tema di accertamento fiscale ha affermato che è legittimo l'accertamento emesso dall’amministrazione finanziaria nei confronti del contribuente senza che vi sia l’obbligo che si tenga conto delle sue osservazioni. La vicenda ha riguardato una società a responsabilità limitata a cui venivano notificati degli avvisi di accertamento, a seguito di verifiche fiscali in cui furono rinvenuti manoscritti relativi a ricevute per pagamenti effettuati a favore di lavoratori dipendenti e collaboratori ed un computer dotato di programma di contabilità installato su disco estraibile contenente contabilità occulta,  per il recupero di maggiore imposte derivanti dalla contabilità e dai costi in nero. La società avverso tali atti impositivi proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici aditi accolsero i ricorsi parzialmente, ritenendo inutilizzabile, ai fini dell’accertamento, l'unità [...]

Per i dipendenti che lavorano sugli aerei il giudice competente va individuato nel luogo ove adempie le sue obbligazioni – Corte di Giustizia UE sentenza n. C-168

La Corte di Giustizia UE con la sentenza n. C-168/16 del 14 settembre 2017 ha risolto la problematica sulla competenza, sul piano internazionale, del giudice competente a conoscere delle controversie per il trasporto aereo di passeggeri fornendo la nozione di «luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria attività», ai sensi di tale disposizione, non è equiparabile a quella di «base di servizio». La problematica dell'individuazione del giudice competente non ha una facile soluzione, in particolare per specifici settori, quale il trasporto aereo di passeggeri, i cui lavoratori sono chiamati ad adempiere agli obblighi lavorativi sul territorio di più Stati. Il diritto dell'Unione fornisce un’adeguata tutela al lavoratore, limitando il rischio del c.d. forum shopping da parte del datore di lavoro, rendendo inopponibili quelle clausole del contratto di lavoro volte a designare come competente il giudice [...]

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