
E’ illegittima la confisca dei beni intestati al coniuge se dimostra che sono stati acquistati con proprie risorse – Cassazione sentenza n. 39423 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 39423 depositata il 24 agosto 2017 intervenendo in tema di misura di prevenzione patrimoniale della confisca, previo sequestro, ha affermato che è illegittima la confisca dei beni intestati alla moglie del prevenuto, qualora questa dimostri di essere stata in grado di acquistarli con risorse proprie. La vicenda ha riguardato un soggetto indiziato di reati di stampo mafioso il cui coniuge formalmente intestatario di una villa con giardino oggetto di un provvedimento di prevenzione patrimoniale della confisca, previo sequestro. Avverso il decreto del Tribunale la donna, in qualità di terza interessata, aveva proposto ricorso alla Corte di Appello. I giudici di appello rigettano gli appelli (anche il marito aveva proposto appello). La donna, avverso il decreto della Corte Territoriale, proponeva ricorso in cassazione evidenziando di avere avuto [...]
Ai fini della valutazione dell’antieconomicità la valutazione del Fisco non può limitarsi alla singola operazione – Cassazione sentenza n. 21405 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21405 depositata il 15 settembre 2017 intervenendo in tema di accertamento e deducibilità dei costi ha statuito che l'Amministrazione finanziaria non può sindacare ai fine della sua deducibilità l'antieconomicità delle operazioni effettuate dell'imprenditore, poiché la verifica dell'opportunità di sostenere dei costi attiene a valutazioni di strategie commerciali, che sono di stretta competenza dell’imprenditore. La decisione della Corte Suprema affronta una problematica inerente alla possibilità da parte dell'Amministrazione finanziaria di disconoscere la deducibilità di costi o di recuperare a tassazione componenti positivi del reddito sulla base della presunzione circa la valutazione economica delle scelte imprenditoriali (Cass. n. 28075/2009). In base all'orientamento prevalente per le operazioni giudicate antieconomiche il Fisco non è tenuto a provare i fatti rilevanti ai fini dell’accertamento ed è onere del contribuente quella di giustificare i propri [...]
Mancato pagamento delle ritenute previdenziali operate sulle retribuzione dei dipendenti reato a struttura unitaria – Cassazione sentenza n. 37987 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 37987 depositata il 31 luglio 2017 intervenendo in tema di omissione delle ritenute previdenziale ha statuito che reato, di cui all'articolo 2 comma 1 del D.L. n. 463/1983, di omesso pagamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti anche a seguito della modifica apportata dal D.Lgs. n. 8 del 2016, costituisce ancora reato relativamente alle condotte di omesso versamento che superano, nell’arco temporale dell’anno, l’importo di € 10.000,00. Il reato in esame costituisce una fattispecie a progressione criminosa in cui, superato il limite di legge, le ulteriori omissioni commesse nell’arco di uno stesso anno costituiscono momenti esecutivi di un reato unitario a consumazione prolungata, la cui cessazione si determina con la scadenza, prevista dalla legge, per il versamento dell’ultima mensilità. La vicenda [...]
Lavoratore minorile il datore di lavoro è il genitore non trova applicazione le norme di tutela del lavoro minorile – Cassazione sentenza n. 41591 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 41591 depositata il 13 settembre 2017 intervenendo in tema di tutela del lavoro minorile ha affermato che ai sensi dell’art. 2 della legge n. 977/1967, le norme relative alla tutela del lavoro minorile non si applicano agli adolescenti addetti a prestazioni di lavoro non nocivo, né pregiudizievole o pericoloso, nelle imprese a conduzione familiare. La vicenda ha riguardato la socia accomandataria di una sas titolare di un esercizio commerciale presso cui lavorava saltuariamente come cameriera la figlia di 16 anni senza che ella avesse frequentato il periodo minimo di istruzione obbligatoria. A seguito di controllo l'amministratrice veniva denunciate per violazione delle norme sulla tutela del lavoro minorile insieme ai genitori. Il Tribunale condannava i tre imputati per i reati loro ascritti in particolare il datore di lavoro per aver [...]
Collegio Sindacale e concorso nel reato di bancarotta fraudolente – Cassazione sentenza n. 42046 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 42046 depositata il 15 settembre 2017 intervenendo in tema bancarotta e responsabilità del collegio sindacale ha affermato che i componenti del Collegio sindacale possono essere chiamati a rispondere di concorso nel reato di bancarotta fraudolenta qualora omettono con dolo di vigilare sulla gestione verificando eventuali scollamenti tra realtà effettiva e rappresentazione contabile. In ogni caso la responsabilità del collegio, derivante dalla mancata adeguata vigilanza sull’operato degli amministratori, deve essere provata mediante specifico accertamento del nesso causale tra la loro condotta e il dissesto della società, oltre che della coscienza e volontà (dolo) del reato. La vicenda ha riguardato tre sindaci di una società a responsabilità limitata che erano stati erano stati prima imputati e poi condannati in particolare per non aver vigilato sull’operato dell'amministratore, il quale [...]
Escluso l’infortunio in itinere per il dipendente che abita vicino al luogo di lavoro ma prende l’auto – Cassazione sentenza n. 21122 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 21122 depositata il 12 settembre 2017 interviene in tema di infortunio in itinere, inserendosi in una serie di orientamenti contrastanti, ha affermato che non è qualificabile come infortunio sul lavoro, quindi non indennizzabile dall’INAIL, l’incidente avvenuto utilizzando l’auto per raggiungere il luogo di lavoro distante circa 500/700 metri, quando tale distanza avrebbe potuto essere percorsa a piedi più facilmente invece che in auto, stante la presenza di sensi unici e di traffico. Tale statuizione della Corte vale anche nel caso in cui il datore di lavoro abbia autorizzato il lavoratore all'uso del mezzo proprio ed al posteggio all'interno del parcheggio aziendale in caso di emergenze. La vicenda ha riguardato un medico che, per le emergenze si reca all'ospedale in macchina pur abitando a poche centinaia di metri dallo stesso ospedale, durante [...]
TIA / TARSU non assoggettabile a tassazione l’area adibita a parcheggio e manovra degli automezzi – Cassazione sentenza n. 18226 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 18226 depositata il 16 settembre 2017 intervenendo in tema di TARSU/TIA ha affermato che è illegittima la richiesta dell'Ente impositore di pagamento della ‘Tia – Tariffa igiene ambientale’ anche per il l'area destinata a manovra e parcheggio dei veicoli a motori qualora i relativi presupposti siano stati di volta in volta dedotti nella denunzia originaria o in quella di variazione. La vicenda ha riguardato una società svolgente attività di produzione di calcestruzzo a cui il concessionario del servizio riscossione tributi del Comune veniva richiesto il pagamento della TIA anche per l'area adibita adibita a piazzale di manovra degli autoarticolati e parcheggi di automezzi adibiti a carico e scarico. Avverso gli atti impositivi la società propose ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici accolsero le doglianze della società [...]
Notifica della cartella di pagamento all’obbligato principale non ha effetto per il coobligato – Commissione Tributaria Regionale della Toscana n. 1785/07/17
La Commissione Tributaria Regionale con la sentenza n. 1785/07/17 depositata il 14 luglio 2017 ha affermato che la sola notifica della cartella di pagamento eseguita nei termini di decadenza al solo obbligato principale iscritto a ruolo non ha effetto nei confronti dell’altro obbligato. Ogni singolo coobbligato ha diritto a ricevere la notifica della cartella di pagamento entro la scadenza posta dall'articolo 25 del d.P.R. n. 602/73. La vicenda ha riguardato una società a cui venivano notificate alcune cartelle di pagamento per tributi dovuti e non versati a seguito della cessione di un'azienda commerciale ad altra società. Le Cartelle venivano successivamente notificate anche alla società acquirente, la quale impugnava le stesse con ricorso alla Commissione tributaria Provinciale eccependo la nullità della pretesa nei suoi confronti, atteso che le suddette cartelle le erano state notificate oltre il termine decadenziale fissato [...]







